sabato 1 marzo 2014

Arisa - Se Vedo Te

 

L'ultima volta: La canzone che apre l'album immerge l'ascoltatore in un'atmosfera elettro-pop molto suggestiva. Il ritornello, delicato, è suadente e carezzevole. Un inizio raffinato e molto gradevole. Voto: 8

Chissà cosa diresti: L'album cambia registro quasi bruscamente, con una canzone pop vagamente rockeggiante. Si tratta di un brano spensierato, scanzonato ed ironico.
Voto: 6 1/2 

La cosa più importante: La traccia numero 3, prima tra quelle presenti nell'album di cui la stessa Arisa è co-autrice, riporta nuovamente in un contesto "soft". E' un pezzo dalla doppia anima: a strofe poco convincenti si alterna, di converso, un ritornello efficace, che diventa sempre più coinvolgente mano a mano che la canzone si sviluppa. Voto: 7

Se vedo te: A caratterizzare la canzone che dà il titolo all'album è un mix di pop, elettronica e rock, che si alternano, susseguono, sovrappongono, costituendo un pezzo intimo, aspro, ma fresco, sempre più incalzante. Voto: 6 1/2 

Lentamente (Il primo che passa): Il brano, proposto a Sanremo, ma escluso dalla competizione, si distacca da quanto presente nel disco fino a questo momento, configurandosi come un pezzo "old style", melenso e tedioso, nonostante un'interpretazione sicuramente valida. Voto: 5+

Quante parole che non dici: La mano di Arisa firma anche questo brano, pregno di malinconia e pathos. Nel ritornello la cantante si lascia (finalmente) andare in acuti che sono piacevoli e convincenti. Voto: 6+

Sinceramente: La traccia numero 7, scritta dal cantautore Dente, è caratterizzata da un testo certamente originale, accompagnato da una melodia abbastanza interessante. Tuttavia, il risultato è però poco trascinante, come se mancasse qualcosa. Voto: 6

Dici che non mi trovi mai: Canzone frizzante, energica, intensa, che acquista vigore e valore soprattutto dopo la prima strofa. Una bella produzione. Voto: 7+

Dimmi se adesso mi vedi: Canzone intima, in cui la voce soave di Arisa condivide la scena con il suono delicato di un pianoforte. L'incursione dei violini rende tutto molto onirico. Sembra quasi una parentesi incantevole. Voto: 6 1/2

Controvento: Ad un brano dalla fine troviamo la canzone vincitrice della 64esima edizione del Festival di Sanremo. E' un pezzo certamente originale, incalzante, convincente, orecchiabile e radiofonico. Voto: 7+

Stai bene su di me: Arisa si congeda dai suoi ascoltatori con un pezzo delicato e garbato. Una chiusura poco originale, un po' troppo formale, ma a cui va comunque riconosciuto un grande stile. Voto: 6

Rosalba Pippa, nota a tutti come Arisa, è tornata sulle scene musicali con un cd elegante e piacevole. La vincitrice del 64esimo festival della canzone italiana, tolti i panni della cantante spiritosa e sopra le righe con cui si era fatta conoscere dal grande pubblico, riesce, in maniera convincente, a catturare l'attenzione di chi la ascolta grazie ad una voce soave, ma potente. 
Nonostante qualche canzone sottotono, forse troppo seriosa e lenta, un aspetto che rende certamente l'album singolare è la presenza di diversi stili che in più occasioni si susseguono e mixano, senza mai entrare in contrasto tra loro. 

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 25 dicembre 2013

Beyoncé - BEYONCÉ


Pretty Hurts: L'album si apre con una delle migliori produzioni in esso contenuto: una ballade pop potente e radiofonica. Scritto da Sia, il brano è orecchiabile e di impatto. Il pathos è crescente così come gli acuti di Beyoncé che si fanno spazio mano a mano che la canzone va avanti. Un inizio esplosivo. Voto: 9  

Haunted: Idealmente il brano è diviso in due parti: c'è un primo flusso di coscienza nel quale la voce della cantante americana, evidentemente modificata al sintetizzatore, recita senza sosta, a cui segue la canzone vera e propria. Seducente, ammaliante, immerso in un'atmosfera un po' dark, si tratta di un pezzo R&B dalle forti influenze elettroniche. Le parti recitate, che si alternano al cantato, riportano alla mente, tra le altre, "Erotica", "Justify my love" e "Human Nature", celebri hit di Madonna, che, come queste, sono un concentrato di erotismo e sensualità. Voto: 8 1/2

Drunk in love: L'album continua a tenere l'acceleratore premuto sulla sensualità, con un pezzo  R&B featuring Jay-Z, che rappa per tutta la durata della terza strofa. Il punto di forza del brano è il ritornello, breve, ma incisivo, fresco e di impatto. Voto: 8 1/2

Blow: Nella quarta traccia si fanno spazio nell'album atmosfere più retrò, ma al tempo stesso maggiormente pop. Si tratta di una canzone fresca, orecchiabile, che strizza l'occhio alle musicalità dance degli anni '70 fuse all'inconfondibile stile di Justin Timberlake e Pharrell Williams che sono tra i produttori. Voto: 8

No Angel: La canzone numero 5 è quasi sussurrata. Come nel caso di "Drunk in love", anche qui le strofe fanno spazio ad un ritornello breve, dal motivetto immediato, che entra facilmente in testa. Voto: 7 1/2

Partititon: Dopo un intro fresco, a metà strada tra l'R&B e l'Hip Hop, inizia il brano più sensuale e stimolante dell'intero album. La canzone, caratterizzata da una melodia voluttuosa ed ipnotica, è la candidata ideale a diventare una "Naughty Girl" 2.0. Voto: 8+

Jealous: Il cd si tinge quasi di cupo, con un pezzo introspettivo, pacato, riflessivo, in cui il ritornello accompagna gli ascoltatori in una dimensione inebriante, quasi celestiale. Il suono della batteria, che caratterizza tutta la produzione, diventa sempre più intenso e forte, fino ad esplodere in un energico e vigoroso finale. Voto: 8-

Rocket: La canzone, di chiaro stampo R&B, è caratterizzata da una melodia molto elegante, in cui la presenza del pianoforte è predominante. Tuttavia, è "poco moderna". Apprezzabile il middle8, in cui i virtuosismi di Beyoncé spezzano la monotonia di un pezzo che stenta a decollare. Voto: 5 1/2

Mine: In linea con la canzone precedente, anche questo brano è meno incisivo di quelli che costituiscono la prima parte dell'album. Tuttavia il featuring con Drake, altra voce della canzone, riesce a rendere il pezzo comunque interessante. Voto: 6 1/2 

XO: Scelto come singolo di lancio dell'album, il pezzo è fresco e orecchiabile. Il ritornello, ritmato e radiofonico, rende la canzone la più pop dell'intero cd. Voto: 8-

***Flawless: La canzone, di stampo hip hop, aggressiva e sopra le righe, costituisce un momento particolare ed interessante dell'album. La forte carica emotiva è bilanciata dalla voce pacata della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adiche, chiamata a  leggere parte di un suo discorso tenuto ad una conferenza femminista. Il brano prosegue tra irriverenza ed ironia. Voto: 8

Superpower: Le voci di Beyoncé e Frank Ocean si seguono, sovrappongono, alternano in una canzone lenta ed insapore. Voto: 5 1/2 

Heaven: Garbo ed eleganza contraddistinguono il penultimo brano dell'album. La ballade è suggestiva ed emotiva, accompagnata da una musica malinconica e soave. Voto: 7 1/2

Blue: L'album si conclude con una canzone che la cantante di Houston ha dedicato alla figlia, a partire dal titolo. E' un pezzo intimo, delicato, sentito. Una bella chiusura per un cd ricco di sorprese. Voto: 7 

L'ultimo album di Beyoncé, rilasciato sul mercato senza alcun preavviso, è un prodotto complesso e ricco.  Al suo interno, infatti, possiamo individuare almeno tre anime. 
La prima è quella sensuale: una buona fetta dei brani è carica di erotismo e passione, riuscendo a non cadere  mai nel volgare. 
La seconda è quella più intima e riflessiva: dal brano dedicato alla figlia a quello ad un'amica che non c'è più, alcune produzioni colpiscono per la profondità dei testi prima ancora che per la loro musicalità, dimostrando che non c'è bisogno di strafare sempre con la voce grandi acuti.
Infine c'è la Beyoncé più pop, a volte sovversiva, che incanta gli ascoltatori con la propria voce, conquistandoli con motivi semplici e d'impatto.
La forza di BEYONCÉ è quella di essere un cd "diverso", con una chiara impronta R&B elettronica, in cui i ritornelli riescono a conquistare quasi tutti sin dal primo ascolto.

Voto complessivo: 7 1/2  

giovedì 17 ottobre 2013

Alessandra Amoroso - Amore Puro


Da casa mia: L'album si apre con l'unica canzone che vede, tra le altre, la firma di Alessandra Amoroso. E' un pezzo leggero, carezzevole, abbastanza delicato. Nel middle8 si sente molto la mano di Tiziano Ferro, produttore dell'intero progetto discografico, soprattutto visti i riferimenti alla "città", alla "propria gente", che sono ormai presenze costanti nella produzione del cantante di Latina. Un buon inizio. Voto: 7

Amore puro:  Anche la seconda canzone, che dà il titolo all'album, e che è stata scelta come singolo anticipatore, è una ballade delicata. Le strofe, un po' lunghe, e forse troppo articolate, fanno spazio ad un ritornello che, invece, è sicuramente più d'impatto. Anche in questo brano, interamente confezionato da Tiziano Ferro, la mano del cantante è evidente, sia per il rimando (anche qui!) alla "propria gente", sia per la presenza di alcune parti "recitate" che interrompono il cantato (finale compreso), che contraddistingue molti dei brani dello stesso cantante di Latina. Voto: 7 1/2

Fuoco d'artificio: Una bella atmosfera, molto intima, caratterizza la terza traccia. E' un brano delicato, in cui la voce di Alessandra Amoroso, più pacata rispetto al solito, ben si sposa con il suono del pianoforte, indiscusso protagonista di tutto il pezzo. Peccato per il finto falsetto del finale, poco convincente. Voto: 7+

Starò meglio: Si cambia decisamente registro con la traccia numero 4. Una canzone vivace, allegra, con un arrangiamento quasi da musical regala all'album una ventata di freschezza. Probabilmente, tutta in inglese, avrebbe potuto acquistare qualche punto in più. Voto: 6 1/2 

Difendimi per sempre: Un pezzo elegante, che porta la firma di Tiziano Ferro, in cui Alessandra Amoroso sembra essere completamente a proprio agio. Nonostante gli elementi di novità, il pezzo si inserisce perfettamente nel repertorio dell'artista di Galatina, seguendo un po' la linea pop-melodica delle precedenti produzioni. Voto: 6 1/2

Bellezza, incanto e nostalgia: La canzone è intrisa di malinconia; particolarmente interessante è il contrasto con il motivo, invece, "leggero" che la accompagna. Voto: 7-

L'hai dedicato a me:  Altra canzone confezionata da Tiziano Ferro, che però riesce a mantenersi in linea con quanto già inciso da Alessandra. Nel pezzo il pathos è crescente. Il ritornello è breve, incisivo, semplice, efficace. Molto bello l'intenso middle8, che riesce a conferire valore aggiunto al tutto. Voto: 7+

Non devi perdermi: Bella, intensa, suggestiva, emozionante. La canzone, scritta da Biagio Antonacci, rappresenta una vera e propria perla all'interno dell'album. Diversa dalle altre, ma non per questo fuori dal coro, emerge per l'eleganza, l'intensità del testo, il vigore interpretativo. Voto: 8+

Non sarà un arrivederci: Immancabili nelle produzioni della Amoroso testi scritti da Federica Camba e Daniele Coro, a cui l'artista deve gran parte della propria notorietà. La canzone strizza l'occhio alle sonorità italiane anni '80. Non male. Voto: 7-

Hell or hight water: Ad un brano dalla chiusura, Alessandra si lascia andare in un pezzo interamente in inglese di genere soul-pop, le cui sonorità sono decisamente più internazionali. E' evidente che, nonostante le siano affidati nella maggior parte dei casi pezzi più struggenti e "melodrammatici", la cantante si senta a proprio agio nell'interpretare brani che esaltino, invece, il lato più black della sua voce.  Voto: 7+

La vita che vorrei: L'album si conclude con una canzone lenta, un po' melensa, dal testo evidentemente ricercato, ma di difficile presa sul pubblico. Voto: 5 1/2 

Saranno contenti i fan di Alessandra Amoroso. La sua ultima fatica discografica è perfettamente in linea con le sue precedenti produzioni.
L'impronta di Tiziano Ferro è abbastanza evidente soprattutto per ciò che concerne la qualità dei testi: più ricercati, maturi, introspettivi, non di rado ostici, specie al primo ascolto.
Troviamo, quindi, l'Alessandra di sempre, in una versione più raffinata e, potremmo dire, "adulta". 
Rimarrà deluso chi, invece, dopo due anni di attesa, un viaggio in America per studiare gospel e la produzione dell'album a Los Angeles, si aspettava un cambio di registro, una produzione più internazionale, più prossima al soul, che esaltasse la parte più black della voce Alessandra. 
Questo lato, invece, esplode in maniera prorompente soltanto in uno dei brani presenti nel disco. 
Quella che poteva essere una bella "scommessa", certamente rischiosa in termini di accoglienza da parte del pubblico, è finita per diventare una "parentesi" in un album certamente buono, ma non innovativo. 

Voto complessivo: 7

domenica 14 aprile 2013

Emma Marrone - Schiena


Amami: Una bella energia caratterizza il brano di apertura dell'album, che ne ha anticipato l'uscita ed è stato scritto dalla stessa Emma. In chiave pop-rock, il pezzo è di facile presa ed è caratterizzato dagli acuti che hanno reso ormai celebre la cantante salentina. Un inizio vigoroso. Voto: 7 1/2 

La mia felicità: Una penna importante firma la seconda canzone del cd. Si tratta di quella di Fabrizio Moro,  che ha composto una canzone ritmata, ma al tempo stesso delicata, che riesce a raccontare la sofferenza di un addio senza scadere nel banale o nel melenso.
Voto: 7 1/2

Dimentico tutto: A Nesli e Niccolò Bolchi è affidata la composizione della traccia numero 3. A differenza delle precedenti, questa appare meno avvincente, più statica. Nel middle8, quasi rappato, la cantante salentina convince poco. E' uno stile, infatti, questo, che poco appartiene al mondo di Emma. Voto: 6 1/2 

Ma che vita fai: Ormai immancabile nelle produzioni "amiciane", ecco il pezzo firmato Camba-Coro. Voce più graffiata, acuti imperfetti ed il suono costante della batteria rendono la canzone un po' più rockeggiante. Il testo riprende a piene mani le incertezze cantante da Alessandra Amoroso in "Stupida", pezzo degli stessi autori. Voto: 6 1/2 

Trattengo il fiato: Ballade lenta e a tratti monotona. Il ritornello non riesce catturare ed anzi, spesso, si confonde con le strofe. E' un pezzo, dunque, che lascia poco e niente dopo l'ascolto. Voto: 5 1/2 

1, 2, 3: Scritta, come la precedente, da Daniele Magro, la canzone strizza (forse troppo) l'occhio a "Vittima", canzone portata al successo dai Modà, di cui ricorda sonorità, melodia, interpretazione. Brano un po' marginale. Voto: 6 1/2 

In ogni angolo di me: L'album prosegue con una canzone più intima, pacata, dal ritornello breve, sfuggente, ma che riesce a colpire. A tratti, specie nelle parti alte, la voce di Emma ricorda quella di Gianna Nannini, della quale la cantante si dice, da sempre, accanita sostenitrice (e di cui, nel precedente cd ha presentato la cover di "America"). Voto: 6 1/2

L'amore non mi basta: Pezzo bello, sentito, carico di energia e vigore, benché sia innegabile che somigli (ed anche tanto) a "Try" di P!nk. Mettendo da parte la troppa similarità con il pezzo della cantante statunitense, non si può non riconoscere alla canzone della Marrone l'avere tutte le carte in tavola per piacere. Voto: 7 1/2

Se rinasci: (Pur)troppo sguaiata nelle parti alte, Emma non riesce ad interpretare in maniera dolce un pezzo infuso, per testo e melodia, di delicatezza ed armonia. Sembra strafare, benché non sia davvero il caso. Voto: 6 

Chimera: Per musica, interpretazione ed acuti, la canzone sembra essere un continuo rimando ad altri pezzi già sentiti facenti parte del repertorio della Marrone. Molta voce, ma poca originalità. Voto: 6 1/2 

Schiena: L'album si chiude con il pezzo che dà il titolo all'album. Si tratta di una canzone assolutamente diversa dalle precedenti, lenta, fiacca, le cui sonorità mal si sposano con la voce di Emma. Voto: 5 

Il terzo album studio di Emma è prevalentemente caratterizzato da brani pop-rock, tranne che per alcune, poche, produzioni più tranquille e pacate. Il cd non colpisce di certo per l'originalità. 
Se, infatti, l'intenzione era per la cantante salentina quella di confezionare "il disco della svolta", della maturità artistica, l'obiettivo non è stato raggiunto. Infatti, nonostante l'impegno nel cimentarsi anche come autrice di due degli 11 brani, la produzione discografica si mantiene abbastanza in linea con le precedenti, non aggiungendo (nè togliendo, ovvio) nulla a quello che Emma ha già fatto fino ad ora. 

Voto complessivo: 6 1/2 

sabato 30 marzo 2013

Antonella Lo Coco - Geisha



Un mondo nuovo: L'album si apre con un pezzo pop-elettronico, dal testo semplice e ripetitivo. La voce riesce ad emergere, poco, soltanto nel ritornello. Sarebbe stato opportuno caricare il brano di maggiore vitalità ed energia. Voto: 6 1/2

Ti amavo per sempre: La forza, nonchè punto di debolezza del brano, sono le strofe cantalenate. Da un lato, infatti, queste fanno sì che il pezzo si fissi facilmente in testa; d'altro canto, però, il rischio è quello di stancare presto. Voto: 6 1/2

Nuda Pura Vera: Primo, tra i pezzi dell'album, in cui Antonella Lo Coco è co-autrice. La canzone, uscita come singolo e scelta come colonna sonora del film "Ci vuole un gran fisico", è energetica, frizzante, veloce, ritmata. Voto: 7-

Via: Ancora un brano in cui c'è lo zampino della cantante. Il primo dell'album dalle sonorità più pacate, nonostante non manchino gli elementi tipici dell'elettronica. Le strofe sono di buona fattura, caratterizzate da un pathos crescente, meno il ritornello, troppo poco d'impatto, anche a causa di un'interpretazione che stenta a decollare. Voto: 6 1/2 

Solo quando piove: L'album riprende a suonare motivi allegri e veloci, con la cover in italiano dei Garbage di "Only happy when it rains". E' un pezzo non-sense, in cui l'esecuzione "scolastica" mal si sposa con le atmosfere originali della canzone. Voto: 5 1/2

Un anno in un'ora: Una bella atmosfera avvolge la traccia numero 6. Poco brio, però, nell'interpretazione, appiattisce il tutto. Sembra quasi che la cantante siciliana si contenga. Voto: 6 

Non avrò paura: Un bell'acuto finale avrebbe dato qualche punto in più ad un pezzo che sembra stare sul punto di spiccare, ma che invece finisce per restare fermo, immobile.
Voto: 6

Alberi: Un po' più rockeggiante, la traccia numero 8 è la prima a godere di un ritornello in cui l'interpretazione è un po' più sentita. Una buona perfomance. Voto: 7-

Monsters: Rapido, fresco e dal ritmo incalzante, il primo brano (di 3) in inglese. Non in italiano, la Lo Coco riesce ad emergere meglio. Voto: 6+

Come si fa: Tra il dance e l'elettronico, la canzone conquista per il ritornello di semplice fattura e facile presa. Voto: 6 1/2 

Cuore scoppiato: Occorre aspettare 11 canzoni per sentire, finalmente, Antonella Lo Coco realmente convinta di ciò che canta. Il punto di forza del brano, uscito anche come singolo, è infatti un'interpretazione graffiante, incisiva, valida. Voto: 7

Missing: A tre pezzi dalla fine, Antonella Lo Coco si cimenta nella cover della celebre canzone scritta ed incisa dal duo pop britannico Everything but the Girl, con un arrangiamento più elettronico. Il risultato è buono. L'interpretazione, infatti, è convincente, soprattutto nel finale. Voto: 6 1/2

Geisha: Antonella Lo Coco ha contribuito alla stesura anche del pezzo che dà il titolo all'album. E' un brano più pacato rispetto alle altre canzoni contenute nel cd, che sicuramente non è rappresentativa dell'intero lavoro discografico. Voto: 6-

Astro: L'album si conclude con un pezzo dance in collaborazione con Tommy Vee e Mauro Ferrucci. E' una canzone da ballare più che da cantare, simpatica e spensierata.
Voto: 6 1/2 

Se da un punto di vista musicale in questa produzione discografica non mancano elementi originali e sonorità coinvolgenti, la voce di Antonella Lo Coco appare, purtroppo, spesso troppo poco incisiva. 
Nonostante, infatti, le esecuzioni non siano negative, la cantante, reduce dall'edizione numero 5 di X Factor, sembra essere ancora acerba da un punto di vista interpretativo. In altre parole, l'interprete siciliana manca di incisività, sembra non credere in quello che dice. Che la canzone sia allegra o triste, l'interpretazione è il più delle volte statica, monotona, il che inficia la qualità di un cd in cui non mancano elementi originali.

Voto complessivo: 6 1/2

domenica 7 ottobre 2012

MIKA - The origin of Love


Origin of love: La prima traccia, che dà il titolo all'album, è allegra, solare, spensierata. Il ritornello è energico ed incisivo. Le strofe simpatiche e movimentate. Unica nota negativa, il ricorso massiccio alla voce "elettronica", soprattutto nella parte iniziale, che toglie un po' di armonia ad un pezzo comunque valido. Voto: 7 1/2

Lola: Si continua in allegria con la traccia numero 2. La seconda canzone dell'album, sin dalle prime note, conquista per la sua semplicità, fino ad arrivare al ritornello, assolutamente di facile presa. Voto: 7 1/2

Stardust: A farla da padrone in questa canzone dance, ma melodica, sono i celebri falsetti che hanno portato alla popolarità il cantante anglo-libanese. Il pezzo è accattivante, veloce, energico. Voto: 7 

Make you happy: Prima che il cd uscisse sul mercato, Mika aveva già fatto ascoltare questa canzone tramite il proprio canale ufficiale Youtube, anche se con un arrangiamento più dance e meno soft. La versione contenuta nel cd, pur mantenendo intatta la struttura del pezzo, ha una base più delicata, in cui si sentono molto di più archi e violini che accompagnano la voce del cantante. Voto: 6 1/2 

Underwater: Vigorosa, ma al tempo stesso delicata, la prima vera ballade del cd. Si tratta di un pezzo suggestivo, elegante, soave, dal ritornello semplice, breve, ma incisivo. Valida. Voto: 8-

Overrated: La sesta canzone dell'album si distingue dalle altre per essere tipicamente "dance". Una serie di frasi semplici ed in rima si susseguono velocemente per fare spazio ad un ritornello esplosivo, ripetitivo, vigoroso. Una hit da discoteca. Voto: 7

Kids: Un po' sottotono rispetto alle altre canzoni del cd, la traccia numero 7 è lenta, nonostante la base ritmata, ed un po' ripetitiva. Futile. Voto: 6

Love you when I'm drunk: Irriverente, divertente, vivace! Il pezzo sprizza energia ed allegria in ogni sua parte. Le strofe sono veloci ed accattivanti, il pre-ritornello movimentato e suggestivo, il ritornello breve, ma deciso, il middle8 più pacato, ma non per questo di minor presa. Voto: 7 1/2

Step with me: Romantica, colorata, vagamente tropicale, la canzone numero 9 conquista sin da subito per la delicatezza e la potenza di cui è intrisa. Il ritornello è un crescendo di trepidazione e passione. Voto: 7 1/2 

Popular Song: Gioia ed allegria continuano a caratterizzare il cd di Mika. La traccia numero 10 è vivace, ritmata, simpatica. Si tratta di una rivisitazione della hit "Popular" del musical "Wicked", dalla quale prende in prestito non solo la melodia, ma anche lo spirito gioioso di cui è infusa. Voto: 7 1/2

Emily: Versione inglese di "Elle me dit", singolo lanciato in francese nel giugno 2011. La canzone è briosa, esuberante, animata, festosa. Un vero e proprio inno a prendere la vita alla leggera, ballando. Voto: 7 1/2

Heroes: La penultima canzone spezza un po' il clima festoso che caratterizza l'album. Si tratta di un pezzo più pacato, quasi malinconico, ma comunque suggestivo. Voto: 6

Celebrate: L'album si conclude con il featuring con Pharrell che ha anticipato l'uscita dell'album. In linea con lo stile del cd, si tratta di un pezzo spensierato e gioioso, ma di buona fattura. Voto: 7


Assente dalle scene musicali ormai da 3 anni, MIKA è tornato con un album molto ben curato. Co-autore di tutti i brani, si è avvalso della collaborazione di diversi "grandi" della musica (da Pharrell ai fratelli Benassi, da William Orbit a Greg Wells) al fine di rimettersi in carreggiata e conquistare le classifiche di tutto il mondo. Il risultato è un album di qualità, in cui i brani riescono quasi tutti a conquistare sin da subito. Molto buono. 

Voto complessivo: 7 1/2 

martedì 18 settembre 2012

Nelly Furtado - The spirit indestructible


Spirit indistructible: Comincia sottotono la canzone che dà il titolo all'album, per poi riprendersi dopo il primo ritornello. Il pezzo in generale è fresco ed ha un certo appeal radiofonico. Voto: 7+

Big Hoops: Scelto come singolo anticipatore del cd, il brano, dalle evidenti sonorità urban pop, ha bisogno di diversi ascolti prima di entrare in testa, ma una volta che lo fa è difficile che riesca ad uscirne. Voto: 7

High Life: Tra le canzoni più allegre dell'album. Un motivetto spensierato, infatti, caratterizza l'intera traccia numero 3. La parte rap che va a costituire il middle8 si amalgama bene con il resto del brano. Voto: 7 1/2

Parking Lot: La canzone numero 4, scelta anche come singolo promozionale dell'album in USA, si muove a metà strada tra l'urban, l'r&b ed il pop. Il risultato è inusuale, ma interessante. E' un brano, infatti, che si discosta abbastanza da quello che ultimamente si sente in giro, ma che riesce comunque ad attirare l'attenzione. Voto: 7+

Something: Il pezzo, in collaborazione con il rapper statunitense Nas, appare un po' sottotono rispetto alle altre produzioni, nonchè abbastanza ripetitivo. Futile. Voto: 5+

Bucket List: Comincia con una risata la sesta canzone dell'album, che, da un punto di vista musicale, ricorda molto la Nelly Furtado degli esordi. Il prezzo è simpatico, anche se poco originale. Il ritornello ne rappresenta il punto di forza. Voto: 6 1/2

The Most Beautiful Thing: Interpretata in collaborazione con la cantante e musicista portoghese Sara Tavares, la settimana canzone è lenta e tediosa. Fuori contesto rispetto all'album, non convince. Voto: 4 

Waiting for the Night: L'album si riprende, per fortuna, alla grande con la traccia numero 8. Un pezzo fresco, moderno, energico, dalle sonorità decisamente radiofoniche. Il ritmo diventa sempre più incalzante mano a mano che ci si avvicina alla fine e conquista grazie ad un ritornello di facile presa tutto da ballare. Voto: 7 1/2 

Miracles: Canzone soave ed armoniosa, dalle sonorità arabeggianti. Una ballade romantica e sensusale. Bello il virtuosismo nel middle8. Voto: 6 1/2

Circles: Tipica canzone riempi-album, senza nè arte nè parte. Lenta, ripetitiva, sottotono, monotona. Voto: 5

Enemy: Così come il precedente, anche questo brano è lento e noioso. Voto: 4 1/2

Believers (Arab Spring): L'ultima traccia è caratterizzata da sonorità sicuramente più rockeggianti. Pur essendo un po' fuori contesto rispetto alla linea musicale del cd, la canzone riesce comunque ad intrigare.  Voto: 6 1/2

E' possibile parlare dell'ultima fatica di Nelly Furtado come di un'album riuscito a metà. 
Non mancano, infatti, canzoni interessanti, anche controcorrente rispetto a quanto si sente ultimamente in giro nel mondo del pop internazionale, ma che comunque hanno un buon appeal proprio per la loro unicità; allo stesso tempo, però, sono presenti anche alcuni pezzi sottotono, mosci, talvolta ripetitivi. 
Il quinto album in studio della cantante canadese è, quindi, per molti aspetti interessante, anche se privo di un singolo che possa dirsi una vera e propria hit. 

Voto complessivo:

domenica 16 settembre 2012

Rita Ora - Ora


Facemelt: Il cd si apre con una canzone urban pop che non ha nè capo nè coda. Dura molto poco, ha un testo inusuale e sembra quasi che si interrompa bruscamente. Un brutto biglietto da visita. Voto: 4

Roc the life: L'album recupera punti grazie alla traccia numero 2, la prima vera canzone completa del cd. Si tratta di un pezzo pop effervescente e bizzarro, dal ritornello semplice ed accattivante. Voto: 7-

How we do (Party): Secondo singolo estratto dal cd, il pezzo sembra essere un po' un sunto di quanto circola in giro ultimamente. E così, mano a mano che si va avanti nell'ascolto, tornano alla mente Nicki Minaj, Black Eyed Peas, Katy Perry (specie nel middle8 cantanto da un corso di ragazzi stile "T.G.I.F"), per citarne alcuni. Non male, ma niente di nuovo. Voto: 7

R.I.P: Immancabile, così come in tutte le ultime uscite discografiche, la collaborazione con un rapper. In questa canzone, singolo anticipatore dell'album, Rita Ora è accompagnata dall'inglese Tinie Tempah. A metà strada tra il pop e l'elettronico, il pezzo è suggestivo e piacevole da ascoltare. Voto: 7

Radioactive: Decisamente più elettronica, la traccia numero 5 conquista per l'energia e la spensieratezza che riesce ad emanare sin dalle prime note. Pezzo dance valido, che verso la fine propone anche sonorità tipicamente anni '90. Voto: 7 1/2

Shine ya light: Un po' sottotono rispetto alle precedenti, la canzone strizza l'occhio al mondo raggae ed è caratterizzata da un sound pacato. Nel ritornello acquista un po' di brio. Voto: 6 1/2

Love and war: Mantiene la tranquillità della traccia precedente la canzone in collaborazione con il rapper J. Cole. Le due voci, armoniche tra loro, si sposano bene. Una bella middle-tempo. Voto: 7+ 

Uneasy: Nella scrittura del pezzo c'è anche la mano della stessa Rita Ora. La canzone è sbarazzina, allegra, simpatica, ma l'impressione è che le manchi quel qualcosa in più. 
Voto: 6 1/2 

Fall in love: Prodotta dall'inconfondibile mano di Will.I.Am, leader dei Black Eyed Peas, che non di rado interviene con la propria voce accompagnando Rita Ora nell'esecuzione, la canzone ha un sound dance-elettronico un po' ripetitivo. Il ritornello, tutto sommato, non è male. Voto: 6 1/2

Been Lying: Secondo ed ultimo pezzo dell'album in cui c'è la mano della cantante kosovara. Si tratta di una middle-tempo elegante  ed armoniosa, che necessita di qualche ascolto in più per essere apprezzata fino in fondo. Voto: 6 1/2

Hello, hi, goodbye: Segue un'altra traccia pacata e soave, in cui, però, un pizzico di vigore maggiore sarebbe stato più che opportuno. Di fatto, la canzone appare troppo troppo lenta. Inoltre, nel ritornello, ricorda la ben più celebre "Hello" portata al successo da Beyoncé. Voto: 4 

Hot right now: L'album si chiude con un pezzo di Dj Fresh, decisamente più ritmato. Una conclusione  fresca, allegra, sopra le righe. Un finale esplosivo. Voto: 6 1/2 

Dopo un inizio davvero bruttino ed inaspettato, l'album di debutto di Rita Ora, cantante britannica di origini albanesi, riesce a riprendersi alla grande, proponendo canzoni interessanti, valide e ben prodotte.
Dietro questa artista emergente ci sono grandi nomi. Il cd è stato prodotto da Jay-Z e vanta importanti collaborazioni (Will.I.Am, Ester Dean, Drake, The-Dream, Tinie Tempah, Kanye West).
"Ora" è un cd pop, in cui non mancano incursioni elettroniche e dance. 
La voce di Rita Ora è interessante, anche se, a causa di produzioni non sempre originali, non si è riusciti ancora a darle un'identità definita.

Voto complessivo: 6 1/2

venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

mercoledì 9 maggio 2012

Marina and the Diamonds - Electra Heart



Bubblegum Bitch: La prima canzone, breve ed incisiva, palesa gli intenti dell'intero album. Musicalità elettroniche che strizzano l'occhio agli anni '80, un ritornello semplice ed assolutamente pop ed un testo provocatorio, infatti, sono elementi che saranno molto spessi ricorrenti all'interno del cd. Un inizio sopra le righe. Voto: 7+

Primadonna: Il singolo che ha anticipato l'uscita dell'album conquista sin dal primo ascolto. Frizzante, energico, elegantemente interpretato, ben si colloca tra le pop hits del momento, anche grazie all'esperta mano di Dr. Luke, produttore delle più celebri "Tik Tok", "California Gurls", "Girlfriend", "I Kissed a Girl" o "Hold It Against Me", per citarne alcune, e non ha nulla da invidiare a nessuna di loro. Voto: 8

Lies: La prima traccia "lenta", al cui interno sono presenti comunque incursioni elettroniche, convince un po' meno rispetto alle precedenti, nonostante l'autorevole produzione di Dr. Luke e di DJ Diplo (che ha collaborato anche con Beyoncé, Britney Spears, Gwen Stefani). Poco pathos e un po' troppa litania. Voto: 5 1/2

Homewrecker: Energia e belle musiche caratterizzano la traccia numero 4, in cui Marina and the Diamonds finalmente si lascia andare osando di più con la propria voce e dimostrando, dunque, di essere capace di cantare bene. Un prodotto ben confenzionato. Voto 7

Starring role: Altro brano lento, cantato nella maggior parte del tempo in falsetto, tecnica che alla cantante riesce abbastanza bene. Pezzo valido e ben interpretato. Voto 6 1/2

The State of dreaming: Una musica idilliaca introduce un brano che si rivela simpatico, moderno, ballabile, frizzante, anche grazie ad un ritornello fresco ed orecchiabile. Potenziale singolo. Voto: 7

Power & control: Canzone semplice, diretta, concisa, in cui conquistano le suggestive sonorità retrò. Pezzo di grande impatto. Voto: 7

Living dead: Preso singolarmente il brano funziona, ma dopo due canzoni movimentate e che più o meno hanno la stessa struttura, finisce per appesantire un album che si appresta a diventare troppo uguale a se stesso. Voto: 6

Teen idle: Buona l'idea di piazzare la canzone in questa parte del cd, riuscendo così a ridefinire un prodotto che si avviava a diventare monotono. Questa, però, appare essere l'unica nota a favore di una ballade abbastanza sottotono, che acquista qualche punto in più solo nella parte finale. Voto: 5

Valley of the Dolls: Altro pezzo lento, ma che, a differenza del precedente, contiene non pochi elementi interessanti: musica gradevole, ritornello importante, buona carica espressiva ed interpretativa. Voto: 6 1/2

Hypocrates: Canzone melodica, tranquilla, che si discosta da tutte le altre contenute nel cd. E', infatti, un brano interessante, nè troppo lento, nè troppo inflazionato da atmosfere disco-elettroniche. Buona. Voto: 6 1/2

Fear and Loathing: La canzone che chiude l'album, la più lunga di tutte (6:07), nonostante la musica celestiale, è troppo fiacca e per questo, neanche arrivati alla fine del suo ascolto, già stanca. Voto: 4

Pubblicato solo in Irlanda, nel Regno Unito e in Francia, il secondo cd di Marina and Diamonds si configura quasi come un "concept album", in cui l'interprete gallese, spogliatasi dalla vesti di cantante indie, si diverte (e diverte) a recitare il ruolo di Electra Heart, personaggio eclettico e sopra le righe, che racconta a modo suo l'american dream of life.
Co-autrice di tutti i pezzi Marina Lambrini Diamandis interpreta un buon prodotto, a cui hanno lavorato personaggi di spicco nel panorama musicale internazionale pop come Dr. Luke e DJ Diplo, per citarne alcuni.
Il cd è un florilegio di pezzi diversi tra loro: si susseguono, infatti, canzoni caratterizzate da sonorità elettro-pop da ballare e cantare e ballade più moderate, talvolta addirittura lagnose.
La cantante riesce ad adattarsi bene quasi a tutti i brani, anche se questo porta forse un po' a chiedersi quale sia poi in effetti lo stile che sente più suo.
In generale, comunque, si tratta di un album ben riuscito.

Voto complessivo: 6 1/2

lunedì 2 aprile 2012

Annalisa Scarrone - Mentre Tutto Cambia



Senza riserva: Scitta da Casalino, la canzone che apre l'album è stata scelta come singolo anticipatore del cd. Il brano comincia con un accompagnamento al pianoforte soave e delicato. La melodia, però, ricorda, e non poco, l'intro e le atmosfere di "Vivo sospesa", brano portato a Sanremo dalla cantante Nathalie, vincitrice della quarta edizione di
"X Factor". Il pezzo diventa più interessante grazie ad un ritornello incisivo, in cui ogni frase termina in falsetto. Voto: 7+

Non cambiare mai: La seconda traccia, meno d'impatto, è stata scritta da Giulia Anania.
Il brano, lento e un po' ripetitivo, è caratterizzato da una melodia che ricorda troppo il pezzo che l'autrice ha portato al Festival di Sanremo quest'anno, "La mail che non ti ho scritto". Di nuovo un rimando, di nuovo Sanremo. Voto: 5 1/2

Lucciole: Pezzo dalle atmosfere retrò, che strizza l'occhio a sonorità anni '60/'70. La cantante  sembra essere maggiormente a suo agio nell'interpretazione di questa traccia rispetto ai pezzi  precedenti. Spensierata e leggera, la canzone è in linea con lo stile del primo album di Annalisa,  "Nali". Voto: 6 1/2

Per una notte o per sempre: Il punto di forza della canzone è il testo, romantico e sofferto. Tuttavia Annalisa sembra cantare senza sentire ciò che dice; questo è evidente soprattutto nella  parti più alte del brano, in cui risalta la voce pulita della cantante, ma al tempo stesso la poca  espressività. Manca di pathos. Un vero peccato, perchè il pezzo merita. Voto: 6 1/2

Tutto sommato: Dietro questo brano, che si configura come uno dei più movimentati del cd, c'è di nuovo Casalino. La canzone è spensierata, allegra, ma priva di un ritornello forte, che ben si  sposerebbe con le energiche strofe. Voto: 6 1/2

Bolle: La sesta canzone è scritta dal duo Camba-Coro, firma ormai quasi scontata nei cd "amiciani". Il pezzo è incalzante, dalle melodie soavi, ma non spicca per originalità.
Gli autori, infatti,  hanno già scritto un pezzo su queste melodie; si tratta di "Scusa se vado via" di Emma Marrone,  contenuto in "Sarò libera". Voto: 6 1/2

Ottovolante: Le incursioni rock rendono questa canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto  dell'album. Il pezzo è vivace, ma poco dinamico. Ripetitivo. Voto: 6

Ancora un'altra volta: Canzone difficile, in cui Annalisa cambia spesso registro vocale, con lodevole disinvoltura. Il ritornello è intenso. Voto: 6

Tra due minuti è primavera: Canzone che si distingue dalle altre per il ritornello di facile presa.  Il brano è allegro, movimentato, spensierato. Nelle strofe, però, ricorda a tratti il modo in cui è  cantato il ritornello di "Dentro ad ogni brivido" di Marco Carta. Voto: 7

Per te: Canzone incalzante, coinvolgente. Finalmente qualcosa che non sa di "già sentito". Pezzo  originale ed audace. Voto: 7

Non ho che questo amore: Ad una traccia dalla fine, Annalisa si concede di nuovo ad atmosfere del  passato. Simpatici nella seconda strofa i cori retrò. Nonostante il brano sia poco moderno, è  evidente che la cantante ligure si trova a proprio agio proprio in questo genere. Voto: 6 1/2

Prato di orchidee: L'album si conclude con una canzone dalla fattura tipicamente italiana. Un  ritornello importante rende gradevole un pezzo lento e melenso. Voto: 6 1/2

Dopo un anno di attesa, la seconda classificata della scorsa edizione di "Amici", arriva sul  mercato discografico italiano con un album abbastanza eterogeneo.
Al suo interno, infatti, fanno capolino canzoni diverse tra loro. Si susseguono, quasi senza logica, canzoni retrò, pezzi più moderni, brani rockeggianti.
La miscellanea è dovuta forse anche dal fatto che Annalisa stenta a trovare una propria collocazione.
La voce di "Nali" è sicuramente pulita, ma non sempre si sposa bene con ciò che canta.
Altro neo del cd, inoltre, è la presenza di brani che ricordano troppo sonorità già ascoltate.

Voto complessivo: 6 1/2

martedì 27 marzo 2012

Madonna - MDNA


Girl gone wide: L'album si apre con un intro sinuoso che ricorda a tratti l'inizio di "Sorry", per poi esplodere in tutta la propria potenza con un brano pop dance dal riconoscibilissimo arrangiamento firmato Benny Benassi. E' sicuramente un pezzo forte, che trascina ed incita a ballare, reso ancora più accattivante dal videoclip che è stato lanciato poco prima dell'uscita dell'album. Allo stesso tempo, però, la canzone non spicca per originalità. Nel ritornello, infatti, sembra un vero e proprio mash-up di "Big Fat Bass" della Spears e di "Judas" di Lady GaGa. Un inizio scoppiettante, ma non di certo inedito. Voto: 7 1/2

Gang bang: Il tempo della canzone, scandito dal beat della batteria, non può non riportare alla mente il ticchettio dell'orologio di "4 minutes". Nonostante la base dance dal ritmo impellente, il brano è abbastanza pacato e sussurrato. Un contrasto interessante. Voto: 7+

I'm addicted : Voce modificata al sintetizzatore e suoni elettronici caratterizzano un brano dal sapore retrò, che musicalmente ricorda un po' i suoni dei pezzi anni '70/'80. E' una canzone elettronica, che soprattutto nel ritornello colpisce per la sua confusionarietà.
Voto: 7-

Turn up the radio: A partire da questa canzone l'album comincia finalmente a colorarsi di sonorità più pop e meno elettroniche, pur mantenenedo in linea con quanto suonato fino a prima. La traccia numero 4 è più melodica, più cantata e la voce di Madonna sembra più pulita. Voto: 7 1/2 

Give me all your luvin': Il brano scelto come singolo anticipatore dell'album è orecchiabile e spensierato. Il suo appeal sta proprio nella semplicità della sua struttura. L'incitamento da "ragazza pon pon", inoltre, è diventato sin da subito un vero tormentone. Per quanto riguarda invece le collaborazioni con la prezzemolina Nicki Minaj e M.I.A, queste non aggiungono nulla alla canzone. Voto: 7 1/2

Some girls: Confusionaria, psichedelica e cantalenata, la traccia numero 6, nonostante un ritornello orecchiabile, non riesce a tenere alta l'attenzione per il miscuglio di suoni e rumori che la caratterizzano. Voto: 6 1/2

Superstar: Pezzo simpatico, orecchiabile e melodico, che si fissa in testa con molta facilità grazie ad un inciso ripetuto, semplice ed essenziale. Voto: 7+

I don't give a: Brano un po' sottotono. Nonostante i buoni propositi non riesce a decollare, mantenendosi sulla sufficienza. Un po' anonimo. Voto: 7

I'm a sinner: Tra le canzoni più accattivanti del cd. Risulta melodica, decisa e gradevole, grazie ad un  ritornello provocante, strofe seducenti ed una melodia fresca ed energica. Provocatorio e sopra le righe il middle8 a mo' di "preghiera", tipico della più trasgressiva Madonna. Voto: 7 1/2

Love spent: Canzone sicuramente più tranquilla rispetto a molte delle precedenti, nonostante delle incursioni elettro-dance nel ritornello. Canzone suggestiva, coinvolgente ed avvincente, indice che non c'è bisogno di strafare per confezionare un prodotto valido.
Voto: 7 1/2

Masterpiece: Ad un brano dalla chiusura, il cd cambia del tutto registro. La penultima traccia è lenta, suadente, carezzevole. Una piacevole eccezione. Voto: 8

Falling free: Madonna decide di congedarsi dal suo pubblico con un pezzo delicato, soft, in cui i suoni elettronici fanno spazio a violini ed archi. Finale elegante ed inaspettato.
Voto: 6 1/2

L'ultima fatica di Madonna si compone di pezzi tutti abbastanza validi, in cui i suoni sono quasi sempre ricercati, nonostante spesso si è caduti anche nell'errore di riprendere sonorità già sentite, solo perchè di moda.
Mediamente, dunque, si tratta di un buon lavoro, in cui, però, si sente la mancanza di una canzone che possa dirsi una vera e propria "hit".
Di fatto, anche le canzoni scelte come singoli sono, sì, interessanti ed accattivanti, ma abbastanza lontane dalle glorie del passato.

Voto complessivo: 7 1/2

mercoledì 29 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Giovani


Giordana Angi - Incognita poesia:  Nonostante la voce della cantante sia potente, decisa, ma assolutamente garbata, il brano è abbastanza mono-tono. Melodie già sentite accompagnano, infatti, un pezzo lento, melenso, anonimo. Voto: 4 1/2

Celeste Gaia - Carlo: La voce della giovane cantante lombarda è delicata e soave. La canzone è allegra e spensierata. Il non-sense che avvolge l'intero brano lo rende suggestivo e simpatico. Il ritornello incalzante si fissa facilmente in testa. Ha tutte le carte per diventare un allegro tormentone pop. Voto: 7+

Bidiel - Sono un errore: Surreale e accattivante, la canzone del gruppo catanese è caratterizzata da atmosfere a metà strada tra il rock ed il pop. La melodia è affascinante ed inusuale, così come l'interpretazione, decisa ed insolita. Voto: 6 1/2

Giulia Anania - La mail che non ti ho scritto: Il ritornello vigoroso riesce a rendere interessante un pezzo che nelle strofe e nel pre-inciso, invece, colpisce per l'assoluta piattezza. Brano riuscito, dunque, per metà. Buona l'interpretazione, meno l'intonazione.
Voto: 5 1/2 

Marco Guazzone - Guasto: Pezzo elegante, raffinato, ricco di vigore e pathos. La musica al pianoforte è suggestiva, suadente, raffinata. La voce del cantante romano è potente e decisa. L'interpretazione imponente ed energica. Voto: 8

Iohosemprevoglia - Incredibile: Pezzo pacato, onesto, che nella sua semplicità riesce a catturare, grazie anche soprattutto ad un ritornello impellente e ad un bell'accompagnamento musicale. Voto: 6 1/2

Erica Mou - Nella vasca da bagno del tempo: Il suono di una chitarra introduce la candida voce della cantante pugliese. La canzone acquista vigore mano a mano che si sviluppa, pur mantenendo pacatezza e sobrietà. Intimista e poco à la page. Voto: 6 1/2

Alessandro Casillo - E' vero (che ci sei): La canzone che ha vinto la sezione "Giovani" della sessantaduesima edizione del Festival della canzone italiana ha tutte le carte in tavola per essere definita pop. Si tratta, infatti, di un brano orecchiabile, fresco, vivace, dal ritornello travolgente e dalla facile presa. L'inteprete, inoltre, la cui voce ben si sposa con la melodia, ha un certo appeal, soprattutto sul pubblico dei giovanissimi. Un prodotto ben confezionato. Voto: 7

sabato 25 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Big


Marlene Kuntz - Canzone per un figlio: Brano atipico. Le strofe, quasi sussurrate, sono intimiste e pacate;  queste anticipano un ritornello che, però, è caratterizzato da sonorità rockeggianti, in netta contrapposizione con la prima parte, decisamente più melodica. Lo stacco è evidente non soltanto per la musica, ma anche e soprattutto per l'interpretazione del cantante del gruppo che diventa via via sempre più dura. Voto: 6-

Irene Fornaciari - Grande mistero: Nonostante un inciso non male, seppur molto breve e abbastanza ripetitivo, le lunghe e cantalenate strofe rendono la canzone abbastanza piatta. La parte musicale, invece, è energica ed interessante. Voto: 6

Chiara Civello - Al posto del mondo: La cantautrice romana, con questo pezzo, è passata dal mondo jazz ad un pop romantico e delicato. Il brano è infuso di sensualità. Melodicamente ricorda le sonorità di un tango sinuoso. Di particolare interesse, inoltre, alcuni vocalizzi. Voto: 7

Matia Bazar - Sei tu: Brano accattivante, in cui la voce di Silvia Mezzanotte si sposa molto bene con una melodia rock-pop dolce e languida. Il ritornello, inoltre, è intenso e vigoroso. Voto: 7 1/2

Eugenio Finardi - E tu lo chiami Dio: Brano delicato e melodico, in cui, nonostante la voce del cantante milanese non spicchi per virtuosismi o acuti, l'interpretazione riesce comunque a catturare e convincere. Voto: 6+

Samuele Bersani - Un pallone: Il brano del cantante riminese conquista per la sua apparente semplicità. Musicalmente, infatti, la canzone appare spensierata ed allegra. Il testo, però, è ricco di metafore e significati non esplicitamente palesati. Questo fa, dunque, sì che possa piacere sia ai più piccoli, per la musica, che agli adulti che vogliono concedersi, nell'ascolto di una canzone, anche qualche momento di riflessione. Voto: 7

Francesco Renga - La tua bellezza: La canzone comincia con una botta d'energia. Batteria, suoni elettronici e piano introducono la possente voce del cantante bresciano. Il pezzo è irruento e impetuoso.Unico neo, forse, un ritornello troppo breve. Pezzo valido.
Voto: 7+

Nina Zilli - Per sempre: Canzone dal sapore retrò, che strizza l'occhio alla musica soul. Grazie all'interpretazione della cantante, che riesce con la propria voce a trasportare quasi in una dimensione a-temporale, il brano sembra tenere contemporaneamente insieme elementi del passato, tipici della canzone italiana più tradizionale, e motivi di novità. Voto: 6 1/2

Dolcenera - Ci vediamo a casa: Scritta dalla stessa cantante pugliese, la canzone arrivata 6° al "Festival di Sanremo" è ricca di energia e pathos. Il ritornello è accattivante, melodico e suggestivo. A rendere il tutto più interessante è l'incursione di elementi elettro-pop e rockeggianti che accrescono la vitalità del pezzo. Voto: 7

Pierdavide Carone - Nanì: Canzone sicuramente delicata e romantica, ma troppo melensa. Interessanti le parti in cui la voce dell'ex ragazzo di "Amici" si incontra con quella di Lucio Dalla, co-autore del brano. Voto: 6

Gigi d'Alessio & Loredana Bertè - Respirare: Duetto tanto atteso, quanto discusso. Il pezzo è moderno, fresco, energico, accattivante. La cadenza dialettale del cantante napoletano, purtroppo, però, rende un po' "provinciale" questo brano che, a dirla tutta, ha in sè sonorità che, invece, sono anche abbastanza internazionali. Voto: 7

Noemi - Sono solo parole: Canzone introspettiva e romantica. Scritto da Fabrizio Moro, il pezzo è assolutamente delicato. Musica e parole si incontrano in maniera sinergica in un brano-poesia. La seconda parte della canzone è più urlata, ma non per questo meno soave.
Voto: 7 1/2

Arisa - La notte: Dopo due "Festival" in cui la cantante genovese ha catturato il pubblico con brani spensierati ed allegri ("Sincerità" e "Malamorenò"), per questa edizione Arisa ha voluto raccontare un'altra parte di sè, quella più "seria", misurata, romantica. Il pezzo è elegante, languido, impreziosito dalla voce dell'artista, che riesce ad essere fine e convincente. Voto: 7 1/2

Emma Marrone - Non è l'inferno: La canzone vincitrice del sessantaduesimo Festival della canzone italiana è interpretata da Emma, che lo scorso anno era arrivata ad un passo dalla vittoria. Il pezzo, pop-rock, è forte, intenso, energico. L'interpretazione della cantante salentina lo arricchisce di vigore e potenza. Il testo è lo sfogo di un uomo che, stremato da una vita difficile, si trova a dover fronteggiare anche i problemi della società contemporanea. E forse, proprio alla luce di questo, sentirlo recitato da una ragazza giovane può destare qualche incertezza. Il risultato è comunque buono. Voto: 7 1/2

sabato 4 febbraio 2012

Lana Del Rey - Born To Die


Born to die: Una suggestiva musica lounge avvolge il brano che apre l'album e che ha lanciato Lana Del Rey sulla scena musicale. La canzone lenta, a tratti malinconica, è resa interessante dall'intepretazione della giovane cantante statunitense, dal timbro vocale assolutamente riconoscibile. Voto: 7

Off to the races: La traccia numero 2 appare decisamente più pop, movimentata e radiofonica rispetto alla canzone che la precede. Il modo di cantare un po' singhiozzato della Del Rey ricorda a tratti l'interpretazione che la britannica Duffy dà alle proprie canzoni. Convincente. Bello il finale in musica. Voto: 7+

Blue Jeans: Sullo stile del brano che apre il cd, anche questa canzone è caratterizzata da atmosfere lounge e suggestive. Il pezzo diventa sempre più impellente mano a mano che si avvicina al finale. Voto: 7

Video games: L'arpa che introduce il pezzo, elemento che rimarrà costante per tutta la durata dello stesso, ci catapulta in un brano soffuso, delicato, dalle atmosfere retrò, che riesce a coinvolgere ed affascinare per la sua semplicità. voto: 7 1/2

Diet mountain dew: Canzone orecchiabile e simpatica, in cui il ritornello semplice e facilmente ricordabile rappresenta il punto di forza. E' un brano che si fissa in testa con molta facilità. Piacevole. Voto: 7 1/2

National Anthem: Brano sussurrato. Le strofe sono un po' sottotono rispetto ad un ritornello che, invece, è sicuramente incisivo e d'impatto. Voto: 6 1/2

Dark Paradise: Tra le canzoni più convincenti dell'album. Rispetto agli altri brani l'atmosfera si fa più cupa, ma al tempo stesso interessante. E' una canzone ricca di pathos, dal ritornello attraente, coinvolgente, affascinante. Il middle8 dà al brano un ulteriore valore aggiunto. Voto: 8

Radio: Altro brano soft, delicato, suggestivo, che riporta alla mente atmosfere passate. Voto: 7

Carmen: Con questa canzone Lana Del Rey sembra premere un po' troppo sul pedale delle melodie indie-lounge. Il risultato è un brano che stenta a decollare, che quasi sembra essere la brutta copia delle canzoni sullo stesso stile contenute nell'album. Voto: 5


Million dollar man: Ancora un brano sottotono, a dispetto di un album con non poche sorprese ed elementi interessanti al proprio interno. Voto: 4 1/2


Summertime sadness: L'album comincia a riprendere quota grazie ad un brano molto gradevole, che pur avendo sicuramente una vena malinconica, ha il suo punto di forza nel ritornello, attraente e coinvolgente. Voto: 7-

This is what makes us girls: Canzone suadente e melodica. Musicalmente sembra essere la versione più delicata e lounge della Madonna degli esordi. Come in qualche brano che l'ha preceduto, anche qui è il ritornello a rappresentare il punto di forza. Voto: 6 1/2

Without you: Pezzo monocorde ed incolore, che non spicca per originalità. Voto: 4

Lolita: Il modo in cui Lana Del Rey canta la penultima traccia fa tornare nuovamente alla mente la cantante Duffy. Il pezzo è quasi surreale. E' un susseguirsi di suoni, parole, rumori, che colpiscono per il modo originale e stravagante con cui riescono a stare insieme in maniera armonica. Voto: 6+

Lucky Ones: L'album si conclude con una ballade sentita, ben interpretata, ma, a dire il vero, non molto lontana da quanto però contenuto nel cd. Sembra una sorta di sintesi. Non male, ma forse troppo uguale a quanto già proposto. Voto: 6+

Un cd sicuramente originale, diverso da quanto c'è attualmente sulla scena musicale, quello di Lana Del Rey. Questo ha fatto sì che l'esordio della cantante statunitense possa dirsi decisamente singolare.
L'artista riesce a catturare il pubblico per la voce inusuale ed il modo di interpretare i brani, il più delle volte sussurrato.
Trasuda, traccia dopo traccia, infatti, di più il carisma del personaggio che la tecnica.
Chi si aspetta, dunque, virtuosismi o acuti troverà poco pane per i propri denti. 
A conquistare, sia nei brani più soft sia in quelli più movimentati, sono infatti la delicatezza ed il fascino, che pervadono ogni canzone. E' un prodotto valido, ma non per tutti. 

Voto complessivo: 6 1/2

venerdì 20 gennaio 2012

Natalia Kills - Perfectionist


Wonderland: Atmosfere dark, miste a sonorità elettro-pop, fanno del brano d'apertura un pezzo interessante e sicuramente d'impatto.
Stilisticamente ricorda a tratti la Rihanna di "Rated R" e la Britney di "Blackout". Ed è proprio sulla falsa riga del "Mr. Photographer" cantato nel ritornello di "Kill the Lights" di Miss Spears, che Natalia Kills chiede "Take me to Wonderland". Buono. Voto: 7 1/2

Free: Cantata il collaborazione con will.i.am, che l'ha scoperta, la seconda traccia, è ritmata e simpatica, ma un po' ripetitiva, sia nelle strofe, un po' cantalenate, che nel ritornello, che sembra a tratti una filastrocca. Poco entusiasmante. Voto: 6-

Break you hard: Si ripiomba in cupe atmosfere, con tanto di risata diabolica. La cantante osa di più lasciandosi andare in qualche virtuosismo, che però non risolleva le sorti di un brano che, nonostante i buoni propositi, stenta a decollare. Il ritornello, inoltre, ricorda, troppo, "Monsoon" dei Tokio Hotel. Voto: 5+

Zombie: L'impressione che si ha ascoltando questo brano è quella di trovarsi di fronte ad una bonus-track o una unreleased di Lady GaGa. Cupa, suadente, misteriosa, la canzone è in perfetto stile "The Fame Monster". Non male. Voto: 6+

Love is a suicide: Canzone interessante ed avvincente. Il ritornello è accattivante. Le sonorità fresche e coinvolgenti. Un pezzo valido. Il middle8 sussurrato, che spezza un po' il clima della canzone, è intenso. Voto: 7+

Mirrors: Pezzo ben riuscito, in cui sembrano co-presenti sonorità assolutamente moderne e melodie degli anni '80. Proprio per questa sua particolarità la canzone riesce a conquistare dopo pochi ascolti. Il ritornello, di cui la prima parte è in falsetto, è originale ed avvincente. Ha tutte le carte in tavola per essere considerata alle stregua di altre hit pop. Voto: 8

Not in love: La canzone diventa via via più incalzante mano a mano che si avvicina al ritornello, che è d'impatto. Brano travolgente nella sua aura quasi tenebrosa e sfuggente. Voto: 6 1/2

Acid Annie: Canzone cupa, sinistra, ma anche violenta, nella sua intensità. Voto: 6+

Superficial: Nonostante la canzone sia assolutamente pop (strofe simpatiche e semplici, ritornello incalzante, facile da memorizzare), l'arrangiamento rimanda comunque ad atmosfere meste, quasi macabre, merito anche di un coro quasi d'oltretomba. Un bel contrasto. Tra le canzoni più riuscite dell'album. Voto: 7 1/2

Broke: Canzone carezzevole dalla atmosfere suadenti. E' il primo brano mid-tempo del cd. Suggestivo. Peccato per l'uso, forse eccessivo, del sintetizzatore, che toglie naturalezza alla voce della cantante britannica. Voto: 6+

Heaven: Altra canzone lenta. E' melodica e romantica. Musicalmente è originale, mentre la parte cantata sa di già sentito. Peccato. Voto: 5 1/2

Nothing lasts forever: Dopo due canzoni melodiche, Natalia Kills si lascia andare, scatenandosi sulle note di un pezzo elettro-pop tutto da ballare. Nel brano duetta con Billy Kraven, noto produttore e paroliere americano, che l'ha scritta. La canzone ha un bel ritmo, è incalzante, veloce, interessante. Bella anche l'interpretazione della cantante inglese. E' la migliore produzione, dopo "Mirrors". Voto: 8

If I was God: L'album si conclude con una canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto dell'album. Si tratta di un pop fresco ed armonioso. Una buona conclusione. Voto: 6 1/2

Uscito nel 2011, l'album di Natalia Kills, pur contenendo non pochi elementi originali ed interessanti, è passato un po' in sordina, ottenendo risultati discreti nelle vendite nei paesi in cui è uscito.
Il personaggio è particolare e, dalle tematiche affrontate nei brani al look, passando per le sonorità che attraversano l'album, è evidente che l'intento della produzione è quello di proporla come una Lady GaGa dark, una cantante pop che strizza l'occhio al gotico.
A tratti l'artista riesce a convincere. Altre volte, invece, anche a causa di brani non del tutto originali, sembra semplicemente la copia mal riuscita di cantanti già affermate.
L'album, comunque, non è male ed, anzi, grazie ai pezzi più convincenti potrebbe riuscire comunque a farsi spazio del panorama musicale internazionale.

Voto complessivo: 7