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sabato 1 marzo 2014

Arisa - Se Vedo Te

 

L'ultima volta: La canzone che apre l'album immerge l'ascoltatore in un'atmosfera elettro-pop molto suggestiva. Il ritornello, delicato, è suadente e carezzevole. Un inizio raffinato e molto gradevole. Voto: 8

Chissà cosa diresti: L'album cambia registro quasi bruscamente, con una canzone pop vagamente rockeggiante. Si tratta di un brano spensierato, scanzonato ed ironico.
Voto: 6 1/2 

La cosa più importante: La traccia numero 3, prima tra quelle presenti nell'album di cui la stessa Arisa è co-autrice, riporta nuovamente in un contesto "soft". E' un pezzo dalla doppia anima: a strofe poco convincenti si alterna, di converso, un ritornello efficace, che diventa sempre più coinvolgente mano a mano che la canzone si sviluppa. Voto: 7

Se vedo te: A caratterizzare la canzone che dà il titolo all'album è un mix di pop, elettronica e rock, che si alternano, susseguono, sovrappongono, costituendo un pezzo intimo, aspro, ma fresco, sempre più incalzante. Voto: 6 1/2 

Lentamente (Il primo che passa): Il brano, proposto a Sanremo, ma escluso dalla competizione, si distacca da quanto presente nel disco fino a questo momento, configurandosi come un pezzo "old style", melenso e tedioso, nonostante un'interpretazione sicuramente valida. Voto: 5+

Quante parole che non dici: La mano di Arisa firma anche questo brano, pregno di malinconia e pathos. Nel ritornello la cantante si lascia (finalmente) andare in acuti che sono piacevoli e convincenti. Voto: 6+

Sinceramente: La traccia numero 7, scritta dal cantautore Dente, è caratterizzata da un testo certamente originale, accompagnato da una melodia abbastanza interessante. Tuttavia, il risultato è però poco trascinante, come se mancasse qualcosa. Voto: 6

Dici che non mi trovi mai: Canzone frizzante, energica, intensa, che acquista vigore e valore soprattutto dopo la prima strofa. Una bella produzione. Voto: 7+

Dimmi se adesso mi vedi: Canzone intima, in cui la voce soave di Arisa condivide la scena con il suono delicato di un pianoforte. L'incursione dei violini rende tutto molto onirico. Sembra quasi una parentesi incantevole. Voto: 6 1/2

Controvento: Ad un brano dalla fine troviamo la canzone vincitrice della 64esima edizione del Festival di Sanremo. E' un pezzo certamente originale, incalzante, convincente, orecchiabile e radiofonico. Voto: 7+

Stai bene su di me: Arisa si congeda dai suoi ascoltatori con un pezzo delicato e garbato. Una chiusura poco originale, un po' troppo formale, ma a cui va comunque riconosciuto un grande stile. Voto: 6

Rosalba Pippa, nota a tutti come Arisa, è tornata sulle scene musicali con un cd elegante e piacevole. La vincitrice del 64esimo festival della canzone italiana, tolti i panni della cantante spiritosa e sopra le righe con cui si era fatta conoscere dal grande pubblico, riesce, in maniera convincente, a catturare l'attenzione di chi la ascolta grazie ad una voce soave, ma potente. 
Nonostante qualche canzone sottotono, forse troppo seriosa e lenta, un aspetto che rende certamente l'album singolare è la presenza di diversi stili che in più occasioni si susseguono e mixano, senza mai entrare in contrasto tra loro. 

Voto complessivo: 6 1/2

domenica 14 aprile 2013

Emma Marrone - Schiena


Amami: Una bella energia caratterizza il brano di apertura dell'album, che ne ha anticipato l'uscita ed è stato scritto dalla stessa Emma. In chiave pop-rock, il pezzo è di facile presa ed è caratterizzato dagli acuti che hanno reso ormai celebre la cantante salentina. Un inizio vigoroso. Voto: 7 1/2 

La mia felicità: Una penna importante firma la seconda canzone del cd. Si tratta di quella di Fabrizio Moro,  che ha composto una canzone ritmata, ma al tempo stesso delicata, che riesce a raccontare la sofferenza di un addio senza scadere nel banale o nel melenso.
Voto: 7 1/2

Dimentico tutto: A Nesli e Niccolò Bolchi è affidata la composizione della traccia numero 3. A differenza delle precedenti, questa appare meno avvincente, più statica. Nel middle8, quasi rappato, la cantante salentina convince poco. E' uno stile, infatti, questo, che poco appartiene al mondo di Emma. Voto: 6 1/2 

Ma che vita fai: Ormai immancabile nelle produzioni "amiciane", ecco il pezzo firmato Camba-Coro. Voce più graffiata, acuti imperfetti ed il suono costante della batteria rendono la canzone un po' più rockeggiante. Il testo riprende a piene mani le incertezze cantante da Alessandra Amoroso in "Stupida", pezzo degli stessi autori. Voto: 6 1/2 

Trattengo il fiato: Ballade lenta e a tratti monotona. Il ritornello non riesce catturare ed anzi, spesso, si confonde con le strofe. E' un pezzo, dunque, che lascia poco e niente dopo l'ascolto. Voto: 5 1/2 

1, 2, 3: Scritta, come la precedente, da Daniele Magro, la canzone strizza (forse troppo) l'occhio a "Vittima", canzone portata al successo dai Modà, di cui ricorda sonorità, melodia, interpretazione. Brano un po' marginale. Voto: 6 1/2 

In ogni angolo di me: L'album prosegue con una canzone più intima, pacata, dal ritornello breve, sfuggente, ma che riesce a colpire. A tratti, specie nelle parti alte, la voce di Emma ricorda quella di Gianna Nannini, della quale la cantante si dice, da sempre, accanita sostenitrice (e di cui, nel precedente cd ha presentato la cover di "America"). Voto: 6 1/2

L'amore non mi basta: Pezzo bello, sentito, carico di energia e vigore, benché sia innegabile che somigli (ed anche tanto) a "Try" di P!nk. Mettendo da parte la troppa similarità con il pezzo della cantante statunitense, non si può non riconoscere alla canzone della Marrone l'avere tutte le carte in tavola per piacere. Voto: 7 1/2

Se rinasci: (Pur)troppo sguaiata nelle parti alte, Emma non riesce ad interpretare in maniera dolce un pezzo infuso, per testo e melodia, di delicatezza ed armonia. Sembra strafare, benché non sia davvero il caso. Voto: 6 

Chimera: Per musica, interpretazione ed acuti, la canzone sembra essere un continuo rimando ad altri pezzi già sentiti facenti parte del repertorio della Marrone. Molta voce, ma poca originalità. Voto: 6 1/2 

Schiena: L'album si chiude con il pezzo che dà il titolo all'album. Si tratta di una canzone assolutamente diversa dalle precedenti, lenta, fiacca, le cui sonorità mal si sposano con la voce di Emma. Voto: 5 

Il terzo album studio di Emma è prevalentemente caratterizzato da brani pop-rock, tranne che per alcune, poche, produzioni più tranquille e pacate. Il cd non colpisce di certo per l'originalità. 
Se, infatti, l'intenzione era per la cantante salentina quella di confezionare "il disco della svolta", della maturità artistica, l'obiettivo non è stato raggiunto. Infatti, nonostante l'impegno nel cimentarsi anche come autrice di due degli 11 brani, la produzione discografica si mantiene abbastanza in linea con le precedenti, non aggiungendo (nè togliendo, ovvio) nulla a quello che Emma ha già fatto fino ad ora. 

Voto complessivo: 6 1/2 

sabato 30 marzo 2013

Antonella Lo Coco - Geisha



Un mondo nuovo: L'album si apre con un pezzo pop-elettronico, dal testo semplice e ripetitivo. La voce riesce ad emergere, poco, soltanto nel ritornello. Sarebbe stato opportuno caricare il brano di maggiore vitalità ed energia. Voto: 6 1/2

Ti amavo per sempre: La forza, nonchè punto di debolezza del brano, sono le strofe cantalenate. Da un lato, infatti, queste fanno sì che il pezzo si fissi facilmente in testa; d'altro canto, però, il rischio è quello di stancare presto. Voto: 6 1/2

Nuda Pura Vera: Primo, tra i pezzi dell'album, in cui Antonella Lo Coco è co-autrice. La canzone, uscita come singolo e scelta come colonna sonora del film "Ci vuole un gran fisico", è energetica, frizzante, veloce, ritmata. Voto: 7-

Via: Ancora un brano in cui c'è lo zampino della cantante. Il primo dell'album dalle sonorità più pacate, nonostante non manchino gli elementi tipici dell'elettronica. Le strofe sono di buona fattura, caratterizzate da un pathos crescente, meno il ritornello, troppo poco d'impatto, anche a causa di un'interpretazione che stenta a decollare. Voto: 6 1/2 

Solo quando piove: L'album riprende a suonare motivi allegri e veloci, con la cover in italiano dei Garbage di "Only happy when it rains". E' un pezzo non-sense, in cui l'esecuzione "scolastica" mal si sposa con le atmosfere originali della canzone. Voto: 5 1/2

Un anno in un'ora: Una bella atmosfera avvolge la traccia numero 6. Poco brio, però, nell'interpretazione, appiattisce il tutto. Sembra quasi che la cantante siciliana si contenga. Voto: 6 

Non avrò paura: Un bell'acuto finale avrebbe dato qualche punto in più ad un pezzo che sembra stare sul punto di spiccare, ma che invece finisce per restare fermo, immobile.
Voto: 6

Alberi: Un po' più rockeggiante, la traccia numero 8 è la prima a godere di un ritornello in cui l'interpretazione è un po' più sentita. Una buona perfomance. Voto: 7-

Monsters: Rapido, fresco e dal ritmo incalzante, il primo brano (di 3) in inglese. Non in italiano, la Lo Coco riesce ad emergere meglio. Voto: 6+

Come si fa: Tra il dance e l'elettronico, la canzone conquista per il ritornello di semplice fattura e facile presa. Voto: 6 1/2 

Cuore scoppiato: Occorre aspettare 11 canzoni per sentire, finalmente, Antonella Lo Coco realmente convinta di ciò che canta. Il punto di forza del brano, uscito anche come singolo, è infatti un'interpretazione graffiante, incisiva, valida. Voto: 7

Missing: A tre pezzi dalla fine, Antonella Lo Coco si cimenta nella cover della celebre canzone scritta ed incisa dal duo pop britannico Everything but the Girl, con un arrangiamento più elettronico. Il risultato è buono. L'interpretazione, infatti, è convincente, soprattutto nel finale. Voto: 6 1/2

Geisha: Antonella Lo Coco ha contribuito alla stesura anche del pezzo che dà il titolo all'album. E' un brano più pacato rispetto alle altre canzoni contenute nel cd, che sicuramente non è rappresentativa dell'intero lavoro discografico. Voto: 6-

Astro: L'album si conclude con un pezzo dance in collaborazione con Tommy Vee e Mauro Ferrucci. E' una canzone da ballare più che da cantare, simpatica e spensierata.
Voto: 6 1/2 

Se da un punto di vista musicale in questa produzione discografica non mancano elementi originali e sonorità coinvolgenti, la voce di Antonella Lo Coco appare, purtroppo, spesso troppo poco incisiva. 
Nonostante, infatti, le esecuzioni non siano negative, la cantante, reduce dall'edizione numero 5 di X Factor, sembra essere ancora acerba da un punto di vista interpretativo. In altre parole, l'interprete siciliana manca di incisività, sembra non credere in quello che dice. Che la canzone sia allegra o triste, l'interpretazione è il più delle volte statica, monotona, il che inficia la qualità di un cd in cui non mancano elementi originali.

Voto complessivo: 6 1/2

domenica 16 settembre 2012

Rita Ora - Ora


Facemelt: Il cd si apre con una canzone urban pop che non ha nè capo nè coda. Dura molto poco, ha un testo inusuale e sembra quasi che si interrompa bruscamente. Un brutto biglietto da visita. Voto: 4

Roc the life: L'album recupera punti grazie alla traccia numero 2, la prima vera canzone completa del cd. Si tratta di un pezzo pop effervescente e bizzarro, dal ritornello semplice ed accattivante. Voto: 7-

How we do (Party): Secondo singolo estratto dal cd, il pezzo sembra essere un po' un sunto di quanto circola in giro ultimamente. E così, mano a mano che si va avanti nell'ascolto, tornano alla mente Nicki Minaj, Black Eyed Peas, Katy Perry (specie nel middle8 cantanto da un corso di ragazzi stile "T.G.I.F"), per citarne alcuni. Non male, ma niente di nuovo. Voto: 7

R.I.P: Immancabile, così come in tutte le ultime uscite discografiche, la collaborazione con un rapper. In questa canzone, singolo anticipatore dell'album, Rita Ora è accompagnata dall'inglese Tinie Tempah. A metà strada tra il pop e l'elettronico, il pezzo è suggestivo e piacevole da ascoltare. Voto: 7

Radioactive: Decisamente più elettronica, la traccia numero 5 conquista per l'energia e la spensieratezza che riesce ad emanare sin dalle prime note. Pezzo dance valido, che verso la fine propone anche sonorità tipicamente anni '90. Voto: 7 1/2

Shine ya light: Un po' sottotono rispetto alle precedenti, la canzone strizza l'occhio al mondo raggae ed è caratterizzata da un sound pacato. Nel ritornello acquista un po' di brio. Voto: 6 1/2

Love and war: Mantiene la tranquillità della traccia precedente la canzone in collaborazione con il rapper J. Cole. Le due voci, armoniche tra loro, si sposano bene. Una bella middle-tempo. Voto: 7+ 

Uneasy: Nella scrittura del pezzo c'è anche la mano della stessa Rita Ora. La canzone è sbarazzina, allegra, simpatica, ma l'impressione è che le manchi quel qualcosa in più. 
Voto: 6 1/2 

Fall in love: Prodotta dall'inconfondibile mano di Will.I.Am, leader dei Black Eyed Peas, che non di rado interviene con la propria voce accompagnando Rita Ora nell'esecuzione, la canzone ha un sound dance-elettronico un po' ripetitivo. Il ritornello, tutto sommato, non è male. Voto: 6 1/2

Been Lying: Secondo ed ultimo pezzo dell'album in cui c'è la mano della cantante kosovara. Si tratta di una middle-tempo elegante  ed armoniosa, che necessita di qualche ascolto in più per essere apprezzata fino in fondo. Voto: 6 1/2

Hello, hi, goodbye: Segue un'altra traccia pacata e soave, in cui, però, un pizzico di vigore maggiore sarebbe stato più che opportuno. Di fatto, la canzone appare troppo troppo lenta. Inoltre, nel ritornello, ricorda la ben più celebre "Hello" portata al successo da Beyoncé. Voto: 4 

Hot right now: L'album si chiude con un pezzo di Dj Fresh, decisamente più ritmato. Una conclusione  fresca, allegra, sopra le righe. Un finale esplosivo. Voto: 6 1/2 

Dopo un inizio davvero bruttino ed inaspettato, l'album di debutto di Rita Ora, cantante britannica di origini albanesi, riesce a riprendersi alla grande, proponendo canzoni interessanti, valide e ben prodotte.
Dietro questa artista emergente ci sono grandi nomi. Il cd è stato prodotto da Jay-Z e vanta importanti collaborazioni (Will.I.Am, Ester Dean, Drake, The-Dream, Tinie Tempah, Kanye West).
"Ora" è un cd pop, in cui non mancano incursioni elettroniche e dance. 
La voce di Rita Ora è interessante, anche se, a causa di produzioni non sempre originali, non si è riusciti ancora a darle un'identità definita.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 9 maggio 2012

Marina and the Diamonds - Electra Heart



Bubblegum Bitch: La prima canzone, breve ed incisiva, palesa gli intenti dell'intero album. Musicalità elettroniche che strizzano l'occhio agli anni '80, un ritornello semplice ed assolutamente pop ed un testo provocatorio, infatti, sono elementi che saranno molto spessi ricorrenti all'interno del cd. Un inizio sopra le righe. Voto: 7+

Primadonna: Il singolo che ha anticipato l'uscita dell'album conquista sin dal primo ascolto. Frizzante, energico, elegantemente interpretato, ben si colloca tra le pop hits del momento, anche grazie all'esperta mano di Dr. Luke, produttore delle più celebri "Tik Tok", "California Gurls", "Girlfriend", "I Kissed a Girl" o "Hold It Against Me", per citarne alcune, e non ha nulla da invidiare a nessuna di loro. Voto: 8

Lies: La prima traccia "lenta", al cui interno sono presenti comunque incursioni elettroniche, convince un po' meno rispetto alle precedenti, nonostante l'autorevole produzione di Dr. Luke e di DJ Diplo (che ha collaborato anche con Beyoncé, Britney Spears, Gwen Stefani). Poco pathos e un po' troppa litania. Voto: 5 1/2

Homewrecker: Energia e belle musiche caratterizzano la traccia numero 4, in cui Marina and the Diamonds finalmente si lascia andare osando di più con la propria voce e dimostrando, dunque, di essere capace di cantare bene. Un prodotto ben confenzionato. Voto 7

Starring role: Altro brano lento, cantato nella maggior parte del tempo in falsetto, tecnica che alla cantante riesce abbastanza bene. Pezzo valido e ben interpretato. Voto 6 1/2

The State of dreaming: Una musica idilliaca introduce un brano che si rivela simpatico, moderno, ballabile, frizzante, anche grazie ad un ritornello fresco ed orecchiabile. Potenziale singolo. Voto: 7

Power & control: Canzone semplice, diretta, concisa, in cui conquistano le suggestive sonorità retrò. Pezzo di grande impatto. Voto: 7

Living dead: Preso singolarmente il brano funziona, ma dopo due canzoni movimentate e che più o meno hanno la stessa struttura, finisce per appesantire un album che si appresta a diventare troppo uguale a se stesso. Voto: 6

Teen idle: Buona l'idea di piazzare la canzone in questa parte del cd, riuscendo così a ridefinire un prodotto che si avviava a diventare monotono. Questa, però, appare essere l'unica nota a favore di una ballade abbastanza sottotono, che acquista qualche punto in più solo nella parte finale. Voto: 5

Valley of the Dolls: Altro pezzo lento, ma che, a differenza del precedente, contiene non pochi elementi interessanti: musica gradevole, ritornello importante, buona carica espressiva ed interpretativa. Voto: 6 1/2

Hypocrates: Canzone melodica, tranquilla, che si discosta da tutte le altre contenute nel cd. E', infatti, un brano interessante, nè troppo lento, nè troppo inflazionato da atmosfere disco-elettroniche. Buona. Voto: 6 1/2

Fear and Loathing: La canzone che chiude l'album, la più lunga di tutte (6:07), nonostante la musica celestiale, è troppo fiacca e per questo, neanche arrivati alla fine del suo ascolto, già stanca. Voto: 4

Pubblicato solo in Irlanda, nel Regno Unito e in Francia, il secondo cd di Marina and Diamonds si configura quasi come un "concept album", in cui l'interprete gallese, spogliatasi dalla vesti di cantante indie, si diverte (e diverte) a recitare il ruolo di Electra Heart, personaggio eclettico e sopra le righe, che racconta a modo suo l'american dream of life.
Co-autrice di tutti i pezzi Marina Lambrini Diamandis interpreta un buon prodotto, a cui hanno lavorato personaggi di spicco nel panorama musicale internazionale pop come Dr. Luke e DJ Diplo, per citarne alcuni.
Il cd è un florilegio di pezzi diversi tra loro: si susseguono, infatti, canzoni caratterizzate da sonorità elettro-pop da ballare e cantare e ballade più moderate, talvolta addirittura lagnose.
La cantante riesce ad adattarsi bene quasi a tutti i brani, anche se questo porta forse un po' a chiedersi quale sia poi in effetti lo stile che sente più suo.
In generale, comunque, si tratta di un album ben riuscito.

Voto complessivo: 6 1/2

lunedì 2 aprile 2012

Annalisa Scarrone - Mentre Tutto Cambia



Senza riserva: Scitta da Casalino, la canzone che apre l'album è stata scelta come singolo anticipatore del cd. Il brano comincia con un accompagnamento al pianoforte soave e delicato. La melodia, però, ricorda, e non poco, l'intro e le atmosfere di "Vivo sospesa", brano portato a Sanremo dalla cantante Nathalie, vincitrice della quarta edizione di
"X Factor". Il pezzo diventa più interessante grazie ad un ritornello incisivo, in cui ogni frase termina in falsetto. Voto: 7+

Non cambiare mai: La seconda traccia, meno d'impatto, è stata scritta da Giulia Anania.
Il brano, lento e un po' ripetitivo, è caratterizzato da una melodia che ricorda troppo il pezzo che l'autrice ha portato al Festival di Sanremo quest'anno, "La mail che non ti ho scritto". Di nuovo un rimando, di nuovo Sanremo. Voto: 5 1/2

Lucciole: Pezzo dalle atmosfere retrò, che strizza l'occhio a sonorità anni '60/'70. La cantante  sembra essere maggiormente a suo agio nell'interpretazione di questa traccia rispetto ai pezzi  precedenti. Spensierata e leggera, la canzone è in linea con lo stile del primo album di Annalisa,  "Nali". Voto: 6 1/2

Per una notte o per sempre: Il punto di forza della canzone è il testo, romantico e sofferto. Tuttavia Annalisa sembra cantare senza sentire ciò che dice; questo è evidente soprattutto nella  parti più alte del brano, in cui risalta la voce pulita della cantante, ma al tempo stesso la poca  espressività. Manca di pathos. Un vero peccato, perchè il pezzo merita. Voto: 6 1/2

Tutto sommato: Dietro questo brano, che si configura come uno dei più movimentati del cd, c'è di nuovo Casalino. La canzone è spensierata, allegra, ma priva di un ritornello forte, che ben si  sposerebbe con le energiche strofe. Voto: 6 1/2

Bolle: La sesta canzone è scritta dal duo Camba-Coro, firma ormai quasi scontata nei cd "amiciani". Il pezzo è incalzante, dalle melodie soavi, ma non spicca per originalità.
Gli autori, infatti,  hanno già scritto un pezzo su queste melodie; si tratta di "Scusa se vado via" di Emma Marrone,  contenuto in "Sarò libera". Voto: 6 1/2

Ottovolante: Le incursioni rock rendono questa canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto  dell'album. Il pezzo è vivace, ma poco dinamico. Ripetitivo. Voto: 6

Ancora un'altra volta: Canzone difficile, in cui Annalisa cambia spesso registro vocale, con lodevole disinvoltura. Il ritornello è intenso. Voto: 6

Tra due minuti è primavera: Canzone che si distingue dalle altre per il ritornello di facile presa.  Il brano è allegro, movimentato, spensierato. Nelle strofe, però, ricorda a tratti il modo in cui è  cantato il ritornello di "Dentro ad ogni brivido" di Marco Carta. Voto: 7

Per te: Canzone incalzante, coinvolgente. Finalmente qualcosa che non sa di "già sentito". Pezzo  originale ed audace. Voto: 7

Non ho che questo amore: Ad una traccia dalla fine, Annalisa si concede di nuovo ad atmosfere del  passato. Simpatici nella seconda strofa i cori retrò. Nonostante il brano sia poco moderno, è  evidente che la cantante ligure si trova a proprio agio proprio in questo genere. Voto: 6 1/2

Prato di orchidee: L'album si conclude con una canzone dalla fattura tipicamente italiana. Un  ritornello importante rende gradevole un pezzo lento e melenso. Voto: 6 1/2

Dopo un anno di attesa, la seconda classificata della scorsa edizione di "Amici", arriva sul  mercato discografico italiano con un album abbastanza eterogeneo.
Al suo interno, infatti, fanno capolino canzoni diverse tra loro. Si susseguono, quasi senza logica, canzoni retrò, pezzi più moderni, brani rockeggianti.
La miscellanea è dovuta forse anche dal fatto che Annalisa stenta a trovare una propria collocazione.
La voce di "Nali" è sicuramente pulita, ma non sempre si sposa bene con ciò che canta.
Altro neo del cd, inoltre, è la presenza di brani che ricordano troppo sonorità già ascoltate.

Voto complessivo: 6 1/2

sabato 4 febbraio 2012

Lana Del Rey - Born To Die


Born to die: Una suggestiva musica lounge avvolge il brano che apre l'album e che ha lanciato Lana Del Rey sulla scena musicale. La canzone lenta, a tratti malinconica, è resa interessante dall'intepretazione della giovane cantante statunitense, dal timbro vocale assolutamente riconoscibile. Voto: 7

Off to the races: La traccia numero 2 appare decisamente più pop, movimentata e radiofonica rispetto alla canzone che la precede. Il modo di cantare un po' singhiozzato della Del Rey ricorda a tratti l'interpretazione che la britannica Duffy dà alle proprie canzoni. Convincente. Bello il finale in musica. Voto: 7+

Blue Jeans: Sullo stile del brano che apre il cd, anche questa canzone è caratterizzata da atmosfere lounge e suggestive. Il pezzo diventa sempre più impellente mano a mano che si avvicina al finale. Voto: 7

Video games: L'arpa che introduce il pezzo, elemento che rimarrà costante per tutta la durata dello stesso, ci catapulta in un brano soffuso, delicato, dalle atmosfere retrò, che riesce a coinvolgere ed affascinare per la sua semplicità. voto: 7 1/2

Diet mountain dew: Canzone orecchiabile e simpatica, in cui il ritornello semplice e facilmente ricordabile rappresenta il punto di forza. E' un brano che si fissa in testa con molta facilità. Piacevole. Voto: 7 1/2

National Anthem: Brano sussurrato. Le strofe sono un po' sottotono rispetto ad un ritornello che, invece, è sicuramente incisivo e d'impatto. Voto: 6 1/2

Dark Paradise: Tra le canzoni più convincenti dell'album. Rispetto agli altri brani l'atmosfera si fa più cupa, ma al tempo stesso interessante. E' una canzone ricca di pathos, dal ritornello attraente, coinvolgente, affascinante. Il middle8 dà al brano un ulteriore valore aggiunto. Voto: 8

Radio: Altro brano soft, delicato, suggestivo, che riporta alla mente atmosfere passate. Voto: 7

Carmen: Con questa canzone Lana Del Rey sembra premere un po' troppo sul pedale delle melodie indie-lounge. Il risultato è un brano che stenta a decollare, che quasi sembra essere la brutta copia delle canzoni sullo stesso stile contenute nell'album. Voto: 5


Million dollar man: Ancora un brano sottotono, a dispetto di un album con non poche sorprese ed elementi interessanti al proprio interno. Voto: 4 1/2


Summertime sadness: L'album comincia a riprendere quota grazie ad un brano molto gradevole, che pur avendo sicuramente una vena malinconica, ha il suo punto di forza nel ritornello, attraente e coinvolgente. Voto: 7-

This is what makes us girls: Canzone suadente e melodica. Musicalmente sembra essere la versione più delicata e lounge della Madonna degli esordi. Come in qualche brano che l'ha preceduto, anche qui è il ritornello a rappresentare il punto di forza. Voto: 6 1/2

Without you: Pezzo monocorde ed incolore, che non spicca per originalità. Voto: 4

Lolita: Il modo in cui Lana Del Rey canta la penultima traccia fa tornare nuovamente alla mente la cantante Duffy. Il pezzo è quasi surreale. E' un susseguirsi di suoni, parole, rumori, che colpiscono per il modo originale e stravagante con cui riescono a stare insieme in maniera armonica. Voto: 6+

Lucky Ones: L'album si conclude con una ballade sentita, ben interpretata, ma, a dire il vero, non molto lontana da quanto però contenuto nel cd. Sembra una sorta di sintesi. Non male, ma forse troppo uguale a quanto già proposto. Voto: 6+

Un cd sicuramente originale, diverso da quanto c'è attualmente sulla scena musicale, quello di Lana Del Rey. Questo ha fatto sì che l'esordio della cantante statunitense possa dirsi decisamente singolare.
L'artista riesce a catturare il pubblico per la voce inusuale ed il modo di interpretare i brani, il più delle volte sussurrato.
Trasuda, traccia dopo traccia, infatti, di più il carisma del personaggio che la tecnica.
Chi si aspetta, dunque, virtuosismi o acuti troverà poco pane per i propri denti. 
A conquistare, sia nei brani più soft sia in quelli più movimentati, sono infatti la delicatezza ed il fascino, che pervadono ogni canzone. E' un prodotto valido, ma non per tutti. 

Voto complessivo: 6 1/2

sabato 24 dicembre 2011

Jovanotti - Ora


Megamix: Un rap psichedelico apre l'ultima fatica discografica di Jovanotti. Le parole si susseguono incessantemente, quasi si rincorrono, accompagnate da una base musicale elettronica trascinante, ossessiva. Un inizio "con il botto". Voto: 7+

Tutto l'amore che ho: La particolarità della seconda traccia, primo singolo estratto dall'album, sta nel fatto di riuscire ad essere dance, mantenendo però grande delicatezza. Ciò che le manca, forse, è un ritornello maggiormente d'impatto. Voto: 7+

Le tasche piene di sassi: Tanto apprezzata dalla critica quanto dal pubblico (è arrivata al secondo posto dei singoli più venduti in Italia), la seconda canzone estratta dall'album si configura come una ballata delicata e garbata, in cui pianoforti e violini contribuiscono a creare un'atmosfera molto romantica. E' la canzone maggiormente italian-style. Voto: 7

Amami: Brano dalle atmosfere elettroniche. Come per la canzone che apre l'album, le parole si rincorrono quasi senza sosta, creando però, non soltanto concitazione, ma anche un po' di confusione. Voto: 6 1/2

Ora: Anche la canzone che dà il titolo all'album è attraversata da sonorità elettroniche, tra cui, fra gli tutti, spicca il basso distorto che rende il pezzo suggestivo. Così come per la seconda traccia, anche qui forse un ritornello più incisivo avrebbe conferito al tutto maggiore valore. Resta comunque un brano valido. Voto: 7-

Il più grande spettacolo dopo il big bang: Canzone-tormentone dell'estate 2011, la traccia numero 5 è caratterizzata da una struttura abbastanza semplice e da un pathos crescente, trasmesso soprattutto dalla musica che diventa sempre più impellente. Voto: 7+

L'elemento umano: Canzone introspettiva, in cui le parole si intrecciano ad una base musicale modulata, soave, in cui non mancano però elementi elettronici. La voce di Luca Carboni, che interviene in punta di piedi in una parte della seconda strofa e nel finale, ben si amalgama con il tutto. Interessante il middle8 in musica. Voto: 6 1/2

La bella vita: Spensierata ed allegra la canzone cantata in collaborazione con la coppia di musicisti del Mali Amadou & Mariam, è a metà strada tra il reggae e musica tradizionale folk ed etnica. Unico neo, forse, è la durata. Dopo i primi 2-3 minuti la canzone, infatti, che dura 5:07, comincia a diventare un po' ripetitiva. Voto: 6 1/2

Battiti di ali di farfalla: Michael Franti, rapper e musicista americano, collabora con Jovanotti nella canzone più movimentata dell'album. Simpatica, veloce e vivace, ha in sè sonorità elettroniche, hip hop e reggaeton, che riescono a sposarsi bene tra loro. Voto: 7

Io danzo: Simpatica canzone dalle sonorità dance, ritmata e spensierata. Le strofe sono un po' monotone, il ritornello, invece, è fresco ed originale. La nuova "Ombelico del mondo"? Voto: 6 1/2

La notte dei desideri: Ancora sonorità dance fanno da sfondo ad una canzone veloce e ritmata. Per la sua radiofonicità è stata scelta come singolo. Voto: 7

Quando sarò vecchio: Simpatica canzone-filastrocca, in cui sono evidentemente presenti sonorità tipiche dello ska jamaicano. Voto: 6 1/2

Un'illusione: A tre canzoni dalla fine ecco che Jovanotti si lascia andare in una canzone un po' jazz, poco dinamica, ma comunque interessante. Il cantante si concede qualche nota più lunga, anche se il risultato non è eccelso. Voto: 6-

La porta è aperta: Di nuovo sonorità elettroniche, che strizzano l'occhio al techno, per la penultima canzone, che si configura come un rap dance, in linea con molte altre canzoni contenute nel cd. Simpatica. Voto: 6

Rosso d'emozione: L'edizione standard di "Ora" si conclude con un brano dal ritmo incalzante, in cui intervengono suoni che provengono direttamente dalla world music. Un finale allegro. Voto: 6 1/2

Con il suo diciottesimo album studio Lorenzo Cherubini si conferma un valido autore.
"Ora" è un cd ricco di sorprese: si compone di 15 canzoni inedite, tutte di buona fattura e diverse, accompagnate dalle sonorità più disparate, che riescono ad amalgamarsi, senza mai "tozzare" tra loro.
Sono presenti, infatti, musicalità etniche, hip hop, reggae o addirittura jazz; in realtà però è la musica elettronica a caratterizzare la maggior parte dei brani che costituiscono il lavoro, della quale, forse, per certi aspetti, è stato fatto anche un abuso.
Se, infatti, queste conferiscono brio e freschezza ad alcuni brani, in altri queste, invece, risultano essere quasi "di troppo".
Benchè, inoltre, negli acuti e nelle note più lunghe Jovanotti non eccella, con la sua interpretazione, assolutamente personale e riconoscibile, egli riesce comunque a colmare carenze tecniche, che passano così in secondo piano.
"Ora", si può dire, quindi, un album fresco e da apprezzare.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 21 dicembre 2011

Alessandra Amoroso - Cinque Passi In Più


Prenditi cura di me: L'album si apre con una canzone dalle sonorità retrò, che però funziona. Il timbro deciso di Alessandra conferisce al pezzo potenza e vigore. Il ritornello è molto melodico, radiofonico, incalzante ed orecchiabile. Voto: 7+

E' vero che vuoi restare: Più evidente in questo che nel brano precedente è la mano di Federica Camba, che insieme a Daniele Coro ha prodotto tutti e 5 gli inediti contenuti nel cd. La canzone, melodica, che ha anticipato l'uscita dell'album, si muove sulla falsa riga dei singoli precedenti prodotti dal "duo d'oro": musica struggente, interpretazione sofferta e pathos crescente. Voto: 6 1/2

Ti aspetto: Soave e sudente la terza traccia, soprattutto nelle strofe. Il ritornello, invece, è energico ed appassionante. Anche in questo caso la musica, che diventa sempre più intensa e ricca, riporta alla mente sonorità del passato, pur senza cadere nel demodée. Un buon prodotto: Voto: 7

L'altra metà di te: Canzone dalla struttura semplice, ma non per questo banale: strofa bassa, pre-ritornello più alto e ritornello intenso. Un crescendo valido, accompagnato da una musica interessante. Voto: 7

Succede: Più mesta la conclusione dell'album. Il brano di chiusura, infatti, è angosciante e tormentato. Nella parti più alte e nelle note più lunghe, però, purtroppo la cantante produce un "effetto lamento" decisamente poco gradevole. Evitabile. Voto: 5

Il duo Camba-Coro è riuscito a mettere a punto, ancora una volta, un insieme di brani orecchiabili ed accattivanti, resi ancora più attraenti dalla voce particolare ed unica di Alessandra Amoroso.
Nonostante l'album contenga, infatti, soltanto 5 canzoni inedite, queste riescono tutte a colpire sin dal primo ascolto.
Il rischio è quello, però, di intrappolare la cantante pugliese in uno stile che, pur essendo piacevole e sicuramente commerciale, non le permette di esprimere al meglio le proprie potenzialità. E' evidente, infatti, che Alessandra, che potrebbe tranquillamente interpretare pezzi più black, è forse vittima di logiche di mercato che la vogliono interprete di brani tutti "vendibili", ma simili tra loro, a scapito dell'estro e della sua libertà espressiva.

Voto complessivo: 6 1/2

sabato 17 dicembre 2011

Adriano Celentano - Facciamo Finta Che Sia Vero


Non ti accorgevi di me: L'album si apre con una canzone di Giuliano Sangiorgi. E' un pezzo veloce, moderno, dalle atmosfere pop-rock. Estratto come singolo di lancio dell'intero progetto discografico, il brano segna il ritorno di Celentano sulle scene musicali dopo quattro anni di assenza e testimonia come il cantante cerchi sempre di rimanere "al passo", adattando il proprio stile alle musicalità del momento. Piacevole la parte finale in cui il ritornello è cantato in collaborazione con il cantante dei Negramaro. Voto: 7

Ti penso e cambia il mondo: Celentano presta la propria voce per un brano scritto dal cantautore Pacifico e musicato da  Matteo Saggese e Steve Lipson. Si tratta di una canzone più "tradizionale", in linea con la classica canzone italiana, piacevole da ascoltare, in cui il middle8 rappresenta la parte più interessante. Meno entusiasmante, invece, tutta la parte finale cantata dal coro, che fa troppo old-style. Voto: 6 1/2

Facciamo finta che sia vero: Sembra quasi un tango la traccia che dà il titolo all'album. Il testo è di Manlio Sgalambro e Franco Battiato, il quale presta la propria voce per interpretare con Celentano parte del ritornello e della seconda strofa. La musica conferisce un velo di malinconia ad un brano a metà strada tra il nostalgico ed il polemico. Voto: 7-

Non so più cosa fare: Originale, fresca, nuova, la canzone è musicata da Manu Chao e scritta da Adriano Celentano. Collaborano al brano anche Jovanotti, Franco Battiato e Giuliano Sangiorgi. Il pezzo non solo è molto orecchiabile, ma anche assolutamente radiofonico. Potrebbe tranquillamente diventare la nuova "Il mio nome è mai più" (pezzo portato al successo da Jovanotti, Piero Pelù e Ligabue nel 1999). Neo, però, è tutta la parte parlata, che dura quasi due minuti, che rende il pezzo troppo lungo e spezza un po' l'atmosfera della canzone. Voto: 7

Anna parte: Sulle note di una melodia spensierata, Celentano racconta la storia di una lavoratrice, intrappolata nella sua vita monotona e fatta di routine. Il motivetto simpatico rende la canzone piacevole da ascoltare. Voto: 6 1/2

Fuoco nel vento: Musicata da Jovanotti, la traccia numero 6 è in perfetto stile Celentano. Si tratta, finalmente, di un brano melodico, ricco di pathos, in cui i violini, il pianoforte, ma anche il suono della chitarra elettrica, rendono più intensa la calda interpretazione del cantante della via Gluck. Il coro che lo accompagna conferisce alla canzone un'atmosfera impetuosa ed intensa. Voto: 7 1/2

La cumbia di chi cambia: Ancora un brano confezionato interamente da Lorenzo Cherubini. Si tratta di una critica feroce alla classe dirigente e politica, ben musicata e dal ritmo incalzante. Voto: 6+

La mezza luna: Musicata dal giovane Raphael Gualazzi, la penultima canzone colpisce per il ritmo travolgente ed il testo di semplice fattura. Una ventata di leggerezza e freschezza. Voto: 6 1/2

Il mutuo: La canzone che chiude l'album ricorda una vecchia hit di Celentano, "La terza guerra mondiale". Ma, a differenza di questa, che era interessante e coinvolgente da un punto di vista musicale, il nuovo pezzo sembra davvero un sermone, che non ha nè ritmo nè musicalità. Sembra che Celentano la "canti" giusto per dare al suo monologo la parvenza di essere una canzone. Anzi, si ha quasi l'impressione che  musica e coro siano stati aggiunti in un secondo momento, costretti ad adeguarsi a quanto recitato da Celentano, che non segue alcuna regola nè metrica; tant'è che, addirittura,  negli ultimi due minuti il cantante resta a parlare mentre la base si sente in lontananza. Voto: 5

Da un punto di vista prettamente musicale il nuovo lavoro di Adriano Celentano è ricco di elementi interessanti e nuovi. Musiche belle, fresche, nuove, accompagnano, però, testi non sempre leggeri.
Per quanto riguarda, infatti, invece, ciò che viene cantato, il cd potrebbe dirsi assolutamente "politico", dal momento che in 7 brani su 9 non mancano continui riferimenti al precariato, alla classe dirigente, a problemi di ordine economico, sociale, nazionale e non.
Va bene utilizzare la musica come strumento per veicolare anche messaggi sociali ed opinioni politiche, ma farne un abuso toglie leggerezza e musicalità ad un album caratterizzato, invece, da melodie interessanti.
E questo è il caso.

Voto complessivo: 6 1/2


mercoledì 16 novembre 2011

Paulina Rubio - Brava!


Me gustas tanto: L'album si apre con la canzone che ne ha anticipato l'uscita. In pieno stile Rubio, si tratta di un brano simpatico ed orecchiabile, di fattura molto semplice, volto più a diventare un tormentone che a lasciare qualcosa. Simpatico. Voto: 6 1/2

All around the world: Il cd, quasi a sorpresa, continua con una canzone in inglese assolutamente dance, nata dalla collaborazione, tra gli altri, dei RedOne. Il ritmo fresco e leggero fa del pezzo una canzone coinvolgente. Voto: 7

Cásate con tu mamá: La terza traccia ha un testo simpatico ed ironico. Musicalmente è molto vicina a canoni latineggianti. E' una canzone leggera, senza troppe pretese.
Voto: 6 1/2

Olvídate de mi: Così come la precedente, anche questa canzone ha un ritmo assolutamente latino. Nonostante un arrangiamento quasi festoso il testo parla di un amore finito. Un contrasto singolare, che culmina in un finale musicalmente interessante.
Voto: 6 1/2

Sabes que te amo: La prima canzone lenta del cd inizia in punta di piedi, tra voce e piano, a cui mano a mano vanno ad aggiungersi atmosfere dance e sonorità elettroniche. Si tratta di una canzone romantica, appassionata, ma non per questo melensa. Voto: 6 1/2

Hoy me toca a mi: Una collaborazione di prestigio quella della traccia numero 6. Paulina Rubio, infatti, canta con Taboo, celebre rapper e membro dei Black Eyed Peas, la cui impronta è inconfondibile. Il risultato è una canzone dance allegra, spensierata e simpatica. Voto: 6+

Heat of the Night: Anche dietro la seconda traccia in inglese del cd c'è la mano dei RedOne. Questa collaborazione è riuscita a dare all'intero progetto un'impronta decisamente più internazionale, grazie a sonorità moderne, fresche, nuove. Voto: 6 1/2

Me voy: Un po' sottotono rispetto alle altre canzoni, l'ottava traccia, a metà strada tra il rap e l'elettronico, è un po' troppo ripetitiva. Poco originale. Voto: 5 1/2

Que estuvieras aquí: Troppo fiacca, e assolutamente lontana dallo stile del resto dell'album, la penultima traccia del cd. Si tratta di una canzone che, nonostante sonorità suadenti ed affascinanti, non riesce a decollare, a causa, forse, anche di un'interpretazione mediocre. Voto: 5-

Volvamos a empezar: Una delusione, purtroppo, anche l'ultima canzone del cd, che sembra essere sempre sul punto di partire, e che, invece, non riesce proprio a convincere. Dopo una prima parte, quasi cadenzata, ne segue un'altra, più ritmata, ma non per questo più interessante. Voto: 5-

L'ultima fatica di Paulina Rubio si configura come un cd fresco, divertente, piacevole.
Eccezion fatta per le ultime due canzoni (purtroppo sottotono e un po' piatte) la tracklist si compone di pezzi ballabili, dai ritornelli che si fissano facilmente in testa.
Le collaborazioni con i RedOne e Taboo dei Black Eyed Peas danno al tutto un valore aggiunto.
Grazie, infatti, a tali produzioni nel cd si alternano produzioni di stampo più internazionale a musicalità più latineggianti. Un mix interessante ed originale.

Voto complessivo: 6 1/2

lunedì 7 novembre 2011

Marco Masini - Niente d'Importante


Non ti amo più: La canzone che apre l'album è molto radiofonica. E' un pezzo melodico, ma vigoroso. Interessante, tra l'altro, sia per quanto riguarda il testo che la musica. Voto: 7

Fino all'ultimo minuto: Una base vagamente più rock rispetto a quella della prima traccia accompagna un brano di impatto. Nelle strofe la canzone ricorda molto "Usami" di Luca Dirisio. Convincente l'idea di usare spesso la doppia voce, espediente che riesce a conferire al brano una buona dose di suggestività. Voto: 7

Il buffone del momento: La metrica particolare e l'accompagnamento al pianoforte, insieme al suono di violini che riecheggia per tutto il brano, rendono attraente ed originale la traccia numero 3. Canzone valida. Voto: 7

Colpevole: La quarta canzone, pur mantenendosi sullo stesso stile di quelle che l'hanno preceduta, appare un po' meno convincente, probabilmente per il suo essere più lenta. Rimane comunque un prodotto di buona fattura. Voto: 6 1/2

Il principe azzurro: Canzone romantica, delicata, in cui la melodia, dolce, ben si sposa con la voce rude del cantante, creando un effetto quasi surreale. Nella prima parte delle strofe ricorda un po' il cantato di "Urlo e non mi senti" di Alessandra Amoroso. Voto: 6 1/2

Niente d'importante: Buona la scelta di adottare questo pezzo, che dà il titolo all'album, come singolo di lancio del cd. Assolutamente in linea con le altre tracce, infatti, ben rappresenta l'intero progetto. E' una canzone interessante, melodica, radiofonica. Voto: 7

Quello che adesso non so: Canzone leggermente più movimentata. Pur essendo, evidentemente, una ballata, si distingue dalle altre per la carica energica in essa contenuta. Il ritornello è incalzante e vigoroso. Voto: 6 1/2

L'amore si ricorda di te: Canzone troppo old style. Dopo una carrellata di brani convincenti e moderni, infatti, questo sembra essere assolutamente fuori dal coro. Retrò. Voto: 5

L'eterno in un momento: Canzone lenta, melensa, noiosa. Voto: 4

Resta ad un passo: Dopo due canzoni molto sottotono, Masini ritorna a cantare qualcosa di convincente. Nonostante un ritornello abbastanza piatto, le strofe sono ritmate ed interessanti, così come la melodia è apprezzabile. Non male. Voto: 6

Angela e la felicità: Canzone poco originale, quasi trascinata. Evitabile. Voto: 5

Marco come me: L'album si conclude con una canzone introspettiva, quasi sussurrata. E' un finale suggestivo, apprezzabile, nel quale Marco Masini riesce ad essere convincente pur essendo accompagnato dal solo pianoforte. Voto: 6+

Il timbro di voce di Marco Masini è così distinguibile e particolare da apporre quasi  una sorta di firma invisibile su ogni canzone da lui interpretata.
Se questo da un lato rende ciò che canta  subito identificabile, dall'altro questo lo induce nel rischio di sembrare sempre uguale.
Per fortuna, però, in questa sua ultima fatica discografica la sua voce, rauca e rude, si sposa molto bene con le melodie lente delle canzoni, riuscendo a conferire a tutti i pezzi suggestività ed originalità.
L'album contiene tutte ballads. Si tratta, infatti, di una serie di brani  melodici e lenti, molti dei quali sono davvero validi.
Non mancano, purtroppo, però, anche tracce banali e/o noiose, che, però, per fortuna  rappresentano la minoranza.
In generale, infatti, si tratta di un buon lavoro, impreziosito anche e soprattutto da testi interessanti e quasi mai scontati, scritti tutti dallo stesso Masini.

Voto complessivo: 6 1/2

lunedì 4 aprile 2011

Noemi - RossoNoemi


Up: Una bella energia quella sprigionata dalla canzone apripista dell'album. La musica è travolgente, l'interpretazione di Noemi (e la sua risata finale) le conferiscono quello spirito effervescente che la rendono ancora più piacevole da ascoltare. Voto: 7

Fortunatamente: Una ballata la traccia numero 2. Musica particolare, testo interessante. Il brano è molto radiofonico. Unico neo: la voce di Noemi risulta poco armonica con il resto della canzone nella primissima parte alta del ritornello. Voto: 6

Vuoto a perdere: Il brano, colonna sonora di "Femmine contro maschi", è carico di energia. E' un pezzo forte, ma al tempo stesso elegante. Il motivo del ritornello è accattivante. Voto: 7

Sospesa: Il brano è ricercato, ma forse troppo lento. Lontano dai toni delle altre canzoni, è anzi, maggiormente introspettivo. L'interpretazione è buona. Voto: 5 1/2

Dipendenza fisica: Irriverente ed ironica, la canzone è molto orecchiabile. Nell'interpretazione, però, mancano quel pizzico di sensualità e malizia che sarebbero stati invece opportuni, vista la passionalità decantata. Voto: 6-

Odio tutti i cantanti: Brano un po' scialbo in tutta la prima parte. Si riprende un po' a partire da metà canzone in poi. In generale, però, nonostante il titolo accattivante, sia per il testo che musicalmente, il pezzo è abbastanza banale ed anonimo. Voto: 5

Poi inventi il modo: Scritta e composta da Federico Zampaglione dei Tiromancino, la canzone è dolce, suadente, raffinata, molto romantica, nonostante racconti di un amore difficile. Poetica. Voto: 7

Musa: La musica di questa canzone è originale, particolare, elegante, ma energica. Il testo, invece, è molto meno interessante. La voce di Noemi è gradevole. Voto: 5

Le luci dell'alba: L'album si chiude con una ballata lenta, pregevole. Il ritornello è accattivante. Una conclusione valida. Voto: 6 1/2

"Rossonoemi" è un linea generale un album ricco di atmosfere suggestive.
Le musiche sono quasi tutte molto ricercate e particolari. La voce di Noemi ed il suo modo di interpretare le canzoni conferiscono all'intero lavoro discografico un valore aggiunto.
Anche nelle canzoni più lente la vitalità e l'energia positiva della cantante sono quasi tangibili.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 24 novembre 2010

Alizée - Une enfant du siècle


Eden Eden: Il cd si apre con un brano atipico, inusuale. Proprio per questo spiazza. La canzone è apprezzabile nella sua originalità. Voto: 6 1/2

Limelight: Brano in inglese. La musica elettronica e le parole si mescolano, dando vita ad un pezzo interessante, coinvolgente, piacevole da ascoltare. Voto: 8


Grand Central: Il ritmo della canzone è coinvolgente. Il motivo entra facilmente nella testa. Tuttavia ad un certo punto la canzone si interrompe, quasi bruscamente, per lasciare spazio ad una parte "canticchiata/parlata", che a dire il vero, le fa perdere molto. Voto: 7 1/2


La Candida: Canzone in spagnolo. E' un omaggio al Messico, dove la cantante francese è molto apprezzata. Il pezzo è interessante, ma troppo breve. Non si fa in tempo ad apprezzarlo che giunge già alla sua conclusione. Voto: 6 

Les Collines (Never Leave You): Brano pop assolutamente radiofonico. Il ritmo è incalzante, il ritonello entra subito in testa. Molto meglio la radio version che la versione contenuta nel cd (la quale ha un intro troppo lungo e, a dire il vero, inutile). Voto: 8 1/2

14 Décembre: Strofe cantate in maniera dolce e melodiosa si alternano ad un ritornello più vivace e movimentato. Il risultato è una canzone piacevole. Voto: 7 

A Coeur Fendre: Tra le canzoni più belle dell'album. Ha un ritmo travolgente, una melodia intensa. Bella la musica ed il modo in cui è interpretata. Voto: 8

Factory Girl: Canzone assolutamente lenta, quasi monotona e ripetitiva. Poco coinvolgente. Voto: 5

Une Fille Difficile: Un vero peccato. La musica che fa da base alla canzone è veramente molto bella. E' coinvolgente, allegra, movimentata. Tuttavia il brano cantato, al contrario, è molto lento. "Stona" quasi con la melodia che fa da sottofondo. Voto: 6

Mes Fantomes: E' forse tra tutte il pezzo con la base più interessante. Tuttavia, così come per "Une fille difficile", anche in questo caso la parte cantata mal si sposa con quella musicale. Il risultato è una canzone quasi monotona. Voto: 5



Alizée è cambiata.
Questo cd è la dimostrazione tangibile che ha mutato il proprio registro musicale e stilistico, avvicinandosi al mondo della musica elettronica. 
In questo cd sono co-presenti cose assolutamente riuscite (Les Collines, ma anche A coeur Fendre)  ed altre che ruotano intorno alla sufficienza.
In generale l'album è ricco di melodie e suoni interessanti;


tuttavia, nonostante le belle basi, alcune delle canzoni sono monotone, addirittura ripetitive.
E' un cd che con alcune canzoni raggiunge vette altissime, ma allo stesso tempo, a causa di altre, lascia quasi l'amaro in bocca;
questo fa sì che, in generale, "Une enfant du siècle" si mantenga sulla sufficienza!


Voto complessivo: 6 1/2

martedì 23 novembre 2010

Shakira - Sale el Sol


Sale el sol:
L'intento del testo tuttosommato è carino... anche se comunque fa un po' di frase fatta ("Quando meno te lo aspetti esce il sole"...). Nonostante le sue "nobili intenzioni", però, la musica è poco accattivante. Voto: 5 1/2

Loca: Già dopo la prima trasmissione la canzone è diventata un tormentone... ed in effetti ha tutte le carte in tavola per meritarsi questo titolo! E' un pezzo ballabile, fresco, movimentato, assolutamente innovativo, che riesce a fondere diversi generi, senza risultare "stonato".
Voto: 7 1/2

Antes de las seis: Canzone lenta, fiacca. Shakira purtroppo non sempre riesce a dare il meglio quando si tratta di interpretare delle ballads. Ed in questo caso si fa quasi fatica ad ascoltarla fino alla fine. Voto: 4

Gordita: Promossa a pieni voti la collaborazione con Residente of Calle 13. Il risultato è una canzone simpatica, suadente. Ha tutte le carte in tavola per diventare un altro tormentone, a cui Shakira ci ha ormai abituati. Voto: 7

Addicted to you: Il ritmo è molto estivo, forse anche troppo. Canzone più da ballare, che da ascoltare o cantare. Comunque orecchiabile. Voto: 6 1/2

Lo que más:
Una bella canzone d'amore che ha bisogno di più ascolti per essere pienamente apprezzata. Inizialmente può apparire, infatti, un po' lagnosa, ma non è così. Voto: 6 1/2

Mariposas: Una canzone simpatica, allegra, senza troppe pretese. Voto: 6 1/2

Rabiosa: Questa canzone esprime sensualità, ma al tempo stesso allegria. Voto: 7

Devoción: Il sound particolare rende la canzone molto suggestiva e quasi insolita, piacevole da ascoltare anche più volte di seguito. Voto: 6 1/2

Ilands: Canzone un po' sottotono, monotona, a tratti sembra lamentosa. Voto: 5

Tu boca: Anche in questo pezzo Shakira riesce a fondere sensualità ed allegria. Il risultato è un brano carino. Voto: 6

L'album di Shakira contiene in maggioranza pezzi orecchiabili, tra i quali alcuni sono sicuramente di spicco, ma allo stesso tempo ce ne sono altri sottotono, che ne minano il livello. E' comunque sicuramente un album che merita la sufficienza.

Voto complessivo: 6 1/2