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sabato 1 marzo 2014

Arisa - Se Vedo Te

 

L'ultima volta: La canzone che apre l'album immerge l'ascoltatore in un'atmosfera elettro-pop molto suggestiva. Il ritornello, delicato, è suadente e carezzevole. Un inizio raffinato e molto gradevole. Voto: 8

Chissà cosa diresti: L'album cambia registro quasi bruscamente, con una canzone pop vagamente rockeggiante. Si tratta di un brano spensierato, scanzonato ed ironico.
Voto: 6 1/2 

La cosa più importante: La traccia numero 3, prima tra quelle presenti nell'album di cui la stessa Arisa è co-autrice, riporta nuovamente in un contesto "soft". E' un pezzo dalla doppia anima: a strofe poco convincenti si alterna, di converso, un ritornello efficace, che diventa sempre più coinvolgente mano a mano che la canzone si sviluppa. Voto: 7

Se vedo te: A caratterizzare la canzone che dà il titolo all'album è un mix di pop, elettronica e rock, che si alternano, susseguono, sovrappongono, costituendo un pezzo intimo, aspro, ma fresco, sempre più incalzante. Voto: 6 1/2 

Lentamente (Il primo che passa): Il brano, proposto a Sanremo, ma escluso dalla competizione, si distacca da quanto presente nel disco fino a questo momento, configurandosi come un pezzo "old style", melenso e tedioso, nonostante un'interpretazione sicuramente valida. Voto: 5+

Quante parole che non dici: La mano di Arisa firma anche questo brano, pregno di malinconia e pathos. Nel ritornello la cantante si lascia (finalmente) andare in acuti che sono piacevoli e convincenti. Voto: 6+

Sinceramente: La traccia numero 7, scritta dal cantautore Dente, è caratterizzata da un testo certamente originale, accompagnato da una melodia abbastanza interessante. Tuttavia, il risultato è però poco trascinante, come se mancasse qualcosa. Voto: 6

Dici che non mi trovi mai: Canzone frizzante, energica, intensa, che acquista vigore e valore soprattutto dopo la prima strofa. Una bella produzione. Voto: 7+

Dimmi se adesso mi vedi: Canzone intima, in cui la voce soave di Arisa condivide la scena con il suono delicato di un pianoforte. L'incursione dei violini rende tutto molto onirico. Sembra quasi una parentesi incantevole. Voto: 6 1/2

Controvento: Ad un brano dalla fine troviamo la canzone vincitrice della 64esima edizione del Festival di Sanremo. E' un pezzo certamente originale, incalzante, convincente, orecchiabile e radiofonico. Voto: 7+

Stai bene su di me: Arisa si congeda dai suoi ascoltatori con un pezzo delicato e garbato. Una chiusura poco originale, un po' troppo formale, ma a cui va comunque riconosciuto un grande stile. Voto: 6

Rosalba Pippa, nota a tutti come Arisa, è tornata sulle scene musicali con un cd elegante e piacevole. La vincitrice del 64esimo festival della canzone italiana, tolti i panni della cantante spiritosa e sopra le righe con cui si era fatta conoscere dal grande pubblico, riesce, in maniera convincente, a catturare l'attenzione di chi la ascolta grazie ad una voce soave, ma potente. 
Nonostante qualche canzone sottotono, forse troppo seriosa e lenta, un aspetto che rende certamente l'album singolare è la presenza di diversi stili che in più occasioni si susseguono e mixano, senza mai entrare in contrasto tra loro. 

Voto complessivo: 6 1/2

giovedì 17 ottobre 2013

Alessandra Amoroso - Amore Puro


Da casa mia: L'album si apre con l'unica canzone che vede, tra le altre, la firma di Alessandra Amoroso. E' un pezzo leggero, carezzevole, abbastanza delicato. Nel middle8 si sente molto la mano di Tiziano Ferro, produttore dell'intero progetto discografico, soprattutto visti i riferimenti alla "città", alla "propria gente", che sono ormai presenze costanti nella produzione del cantante di Latina. Un buon inizio. Voto: 7

Amore puro:  Anche la seconda canzone, che dà il titolo all'album, e che è stata scelta come singolo anticipatore, è una ballade delicata. Le strofe, un po' lunghe, e forse troppo articolate, fanno spazio ad un ritornello che, invece, è sicuramente più d'impatto. Anche in questo brano, interamente confezionato da Tiziano Ferro, la mano del cantante è evidente, sia per il rimando (anche qui!) alla "propria gente", sia per la presenza di alcune parti "recitate" che interrompono il cantato (finale compreso), che contraddistingue molti dei brani dello stesso cantante di Latina. Voto: 7 1/2

Fuoco d'artificio: Una bella atmosfera, molto intima, caratterizza la terza traccia. E' un brano delicato, in cui la voce di Alessandra Amoroso, più pacata rispetto al solito, ben si sposa con il suono del pianoforte, indiscusso protagonista di tutto il pezzo. Peccato per il finto falsetto del finale, poco convincente. Voto: 7+

Starò meglio: Si cambia decisamente registro con la traccia numero 4. Una canzone vivace, allegra, con un arrangiamento quasi da musical regala all'album una ventata di freschezza. Probabilmente, tutta in inglese, avrebbe potuto acquistare qualche punto in più. Voto: 6 1/2 

Difendimi per sempre: Un pezzo elegante, che porta la firma di Tiziano Ferro, in cui Alessandra Amoroso sembra essere completamente a proprio agio. Nonostante gli elementi di novità, il pezzo si inserisce perfettamente nel repertorio dell'artista di Galatina, seguendo un po' la linea pop-melodica delle precedenti produzioni. Voto: 6 1/2

Bellezza, incanto e nostalgia: La canzone è intrisa di malinconia; particolarmente interessante è il contrasto con il motivo, invece, "leggero" che la accompagna. Voto: 7-

L'hai dedicato a me:  Altra canzone confezionata da Tiziano Ferro, che però riesce a mantenersi in linea con quanto già inciso da Alessandra. Nel pezzo il pathos è crescente. Il ritornello è breve, incisivo, semplice, efficace. Molto bello l'intenso middle8, che riesce a conferire valore aggiunto al tutto. Voto: 7+

Non devi perdermi: Bella, intensa, suggestiva, emozionante. La canzone, scritta da Biagio Antonacci, rappresenta una vera e propria perla all'interno dell'album. Diversa dalle altre, ma non per questo fuori dal coro, emerge per l'eleganza, l'intensità del testo, il vigore interpretativo. Voto: 8+

Non sarà un arrivederci: Immancabili nelle produzioni della Amoroso testi scritti da Federica Camba e Daniele Coro, a cui l'artista deve gran parte della propria notorietà. La canzone strizza l'occhio alle sonorità italiane anni '80. Non male. Voto: 7-

Hell or hight water: Ad un brano dalla chiusura, Alessandra si lascia andare in un pezzo interamente in inglese di genere soul-pop, le cui sonorità sono decisamente più internazionali. E' evidente che, nonostante le siano affidati nella maggior parte dei casi pezzi più struggenti e "melodrammatici", la cantante si senta a proprio agio nell'interpretare brani che esaltino, invece, il lato più black della sua voce.  Voto: 7+

La vita che vorrei: L'album si conclude con una canzone lenta, un po' melensa, dal testo evidentemente ricercato, ma di difficile presa sul pubblico. Voto: 5 1/2 

Saranno contenti i fan di Alessandra Amoroso. La sua ultima fatica discografica è perfettamente in linea con le sue precedenti produzioni.
L'impronta di Tiziano Ferro è abbastanza evidente soprattutto per ciò che concerne la qualità dei testi: più ricercati, maturi, introspettivi, non di rado ostici, specie al primo ascolto.
Troviamo, quindi, l'Alessandra di sempre, in una versione più raffinata e, potremmo dire, "adulta". 
Rimarrà deluso chi, invece, dopo due anni di attesa, un viaggio in America per studiare gospel e la produzione dell'album a Los Angeles, si aspettava un cambio di registro, una produzione più internazionale, più prossima al soul, che esaltasse la parte più black della voce Alessandra. 
Questo lato, invece, esplode in maniera prorompente soltanto in uno dei brani presenti nel disco. 
Quella che poteva essere una bella "scommessa", certamente rischiosa in termini di accoglienza da parte del pubblico, è finita per diventare una "parentesi" in un album certamente buono, ma non innovativo. 

Voto complessivo: 7

domenica 14 aprile 2013

Emma Marrone - Schiena


Amami: Una bella energia caratterizza il brano di apertura dell'album, che ne ha anticipato l'uscita ed è stato scritto dalla stessa Emma. In chiave pop-rock, il pezzo è di facile presa ed è caratterizzato dagli acuti che hanno reso ormai celebre la cantante salentina. Un inizio vigoroso. Voto: 7 1/2 

La mia felicità: Una penna importante firma la seconda canzone del cd. Si tratta di quella di Fabrizio Moro,  che ha composto una canzone ritmata, ma al tempo stesso delicata, che riesce a raccontare la sofferenza di un addio senza scadere nel banale o nel melenso.
Voto: 7 1/2

Dimentico tutto: A Nesli e Niccolò Bolchi è affidata la composizione della traccia numero 3. A differenza delle precedenti, questa appare meno avvincente, più statica. Nel middle8, quasi rappato, la cantante salentina convince poco. E' uno stile, infatti, questo, che poco appartiene al mondo di Emma. Voto: 6 1/2 

Ma che vita fai: Ormai immancabile nelle produzioni "amiciane", ecco il pezzo firmato Camba-Coro. Voce più graffiata, acuti imperfetti ed il suono costante della batteria rendono la canzone un po' più rockeggiante. Il testo riprende a piene mani le incertezze cantante da Alessandra Amoroso in "Stupida", pezzo degli stessi autori. Voto: 6 1/2 

Trattengo il fiato: Ballade lenta e a tratti monotona. Il ritornello non riesce catturare ed anzi, spesso, si confonde con le strofe. E' un pezzo, dunque, che lascia poco e niente dopo l'ascolto. Voto: 5 1/2 

1, 2, 3: Scritta, come la precedente, da Daniele Magro, la canzone strizza (forse troppo) l'occhio a "Vittima", canzone portata al successo dai Modà, di cui ricorda sonorità, melodia, interpretazione. Brano un po' marginale. Voto: 6 1/2 

In ogni angolo di me: L'album prosegue con una canzone più intima, pacata, dal ritornello breve, sfuggente, ma che riesce a colpire. A tratti, specie nelle parti alte, la voce di Emma ricorda quella di Gianna Nannini, della quale la cantante si dice, da sempre, accanita sostenitrice (e di cui, nel precedente cd ha presentato la cover di "America"). Voto: 6 1/2

L'amore non mi basta: Pezzo bello, sentito, carico di energia e vigore, benché sia innegabile che somigli (ed anche tanto) a "Try" di P!nk. Mettendo da parte la troppa similarità con il pezzo della cantante statunitense, non si può non riconoscere alla canzone della Marrone l'avere tutte le carte in tavola per piacere. Voto: 7 1/2

Se rinasci: (Pur)troppo sguaiata nelle parti alte, Emma non riesce ad interpretare in maniera dolce un pezzo infuso, per testo e melodia, di delicatezza ed armonia. Sembra strafare, benché non sia davvero il caso. Voto: 6 

Chimera: Per musica, interpretazione ed acuti, la canzone sembra essere un continuo rimando ad altri pezzi già sentiti facenti parte del repertorio della Marrone. Molta voce, ma poca originalità. Voto: 6 1/2 

Schiena: L'album si chiude con il pezzo che dà il titolo all'album. Si tratta di una canzone assolutamente diversa dalle precedenti, lenta, fiacca, le cui sonorità mal si sposano con la voce di Emma. Voto: 5 

Il terzo album studio di Emma è prevalentemente caratterizzato da brani pop-rock, tranne che per alcune, poche, produzioni più tranquille e pacate. Il cd non colpisce di certo per l'originalità. 
Se, infatti, l'intenzione era per la cantante salentina quella di confezionare "il disco della svolta", della maturità artistica, l'obiettivo non è stato raggiunto. Infatti, nonostante l'impegno nel cimentarsi anche come autrice di due degli 11 brani, la produzione discografica si mantiene abbastanza in linea con le precedenti, non aggiungendo (nè togliendo, ovvio) nulla a quello che Emma ha già fatto fino ad ora. 

Voto complessivo: 6 1/2 

sabato 30 marzo 2013

Antonella Lo Coco - Geisha



Un mondo nuovo: L'album si apre con un pezzo pop-elettronico, dal testo semplice e ripetitivo. La voce riesce ad emergere, poco, soltanto nel ritornello. Sarebbe stato opportuno caricare il brano di maggiore vitalità ed energia. Voto: 6 1/2

Ti amavo per sempre: La forza, nonchè punto di debolezza del brano, sono le strofe cantalenate. Da un lato, infatti, queste fanno sì che il pezzo si fissi facilmente in testa; d'altro canto, però, il rischio è quello di stancare presto. Voto: 6 1/2

Nuda Pura Vera: Primo, tra i pezzi dell'album, in cui Antonella Lo Coco è co-autrice. La canzone, uscita come singolo e scelta come colonna sonora del film "Ci vuole un gran fisico", è energetica, frizzante, veloce, ritmata. Voto: 7-

Via: Ancora un brano in cui c'è lo zampino della cantante. Il primo dell'album dalle sonorità più pacate, nonostante non manchino gli elementi tipici dell'elettronica. Le strofe sono di buona fattura, caratterizzate da un pathos crescente, meno il ritornello, troppo poco d'impatto, anche a causa di un'interpretazione che stenta a decollare. Voto: 6 1/2 

Solo quando piove: L'album riprende a suonare motivi allegri e veloci, con la cover in italiano dei Garbage di "Only happy when it rains". E' un pezzo non-sense, in cui l'esecuzione "scolastica" mal si sposa con le atmosfere originali della canzone. Voto: 5 1/2

Un anno in un'ora: Una bella atmosfera avvolge la traccia numero 6. Poco brio, però, nell'interpretazione, appiattisce il tutto. Sembra quasi che la cantante siciliana si contenga. Voto: 6 

Non avrò paura: Un bell'acuto finale avrebbe dato qualche punto in più ad un pezzo che sembra stare sul punto di spiccare, ma che invece finisce per restare fermo, immobile.
Voto: 6

Alberi: Un po' più rockeggiante, la traccia numero 8 è la prima a godere di un ritornello in cui l'interpretazione è un po' più sentita. Una buona perfomance. Voto: 7-

Monsters: Rapido, fresco e dal ritmo incalzante, il primo brano (di 3) in inglese. Non in italiano, la Lo Coco riesce ad emergere meglio. Voto: 6+

Come si fa: Tra il dance e l'elettronico, la canzone conquista per il ritornello di semplice fattura e facile presa. Voto: 6 1/2 

Cuore scoppiato: Occorre aspettare 11 canzoni per sentire, finalmente, Antonella Lo Coco realmente convinta di ciò che canta. Il punto di forza del brano, uscito anche come singolo, è infatti un'interpretazione graffiante, incisiva, valida. Voto: 7

Missing: A tre pezzi dalla fine, Antonella Lo Coco si cimenta nella cover della celebre canzone scritta ed incisa dal duo pop britannico Everything but the Girl, con un arrangiamento più elettronico. Il risultato è buono. L'interpretazione, infatti, è convincente, soprattutto nel finale. Voto: 6 1/2

Geisha: Antonella Lo Coco ha contribuito alla stesura anche del pezzo che dà il titolo all'album. E' un brano più pacato rispetto alle altre canzoni contenute nel cd, che sicuramente non è rappresentativa dell'intero lavoro discografico. Voto: 6-

Astro: L'album si conclude con un pezzo dance in collaborazione con Tommy Vee e Mauro Ferrucci. E' una canzone da ballare più che da cantare, simpatica e spensierata.
Voto: 6 1/2 

Se da un punto di vista musicale in questa produzione discografica non mancano elementi originali e sonorità coinvolgenti, la voce di Antonella Lo Coco appare, purtroppo, spesso troppo poco incisiva. 
Nonostante, infatti, le esecuzioni non siano negative, la cantante, reduce dall'edizione numero 5 di X Factor, sembra essere ancora acerba da un punto di vista interpretativo. In altre parole, l'interprete siciliana manca di incisività, sembra non credere in quello che dice. Che la canzone sia allegra o triste, l'interpretazione è il più delle volte statica, monotona, il che inficia la qualità di un cd in cui non mancano elementi originali.

Voto complessivo: 6 1/2

venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

lunedì 2 aprile 2012

Annalisa Scarrone - Mentre Tutto Cambia



Senza riserva: Scitta da Casalino, la canzone che apre l'album è stata scelta come singolo anticipatore del cd. Il brano comincia con un accompagnamento al pianoforte soave e delicato. La melodia, però, ricorda, e non poco, l'intro e le atmosfere di "Vivo sospesa", brano portato a Sanremo dalla cantante Nathalie, vincitrice della quarta edizione di
"X Factor". Il pezzo diventa più interessante grazie ad un ritornello incisivo, in cui ogni frase termina in falsetto. Voto: 7+

Non cambiare mai: La seconda traccia, meno d'impatto, è stata scritta da Giulia Anania.
Il brano, lento e un po' ripetitivo, è caratterizzato da una melodia che ricorda troppo il pezzo che l'autrice ha portato al Festival di Sanremo quest'anno, "La mail che non ti ho scritto". Di nuovo un rimando, di nuovo Sanremo. Voto: 5 1/2

Lucciole: Pezzo dalle atmosfere retrò, che strizza l'occhio a sonorità anni '60/'70. La cantante  sembra essere maggiormente a suo agio nell'interpretazione di questa traccia rispetto ai pezzi  precedenti. Spensierata e leggera, la canzone è in linea con lo stile del primo album di Annalisa,  "Nali". Voto: 6 1/2

Per una notte o per sempre: Il punto di forza della canzone è il testo, romantico e sofferto. Tuttavia Annalisa sembra cantare senza sentire ciò che dice; questo è evidente soprattutto nella  parti più alte del brano, in cui risalta la voce pulita della cantante, ma al tempo stesso la poca  espressività. Manca di pathos. Un vero peccato, perchè il pezzo merita. Voto: 6 1/2

Tutto sommato: Dietro questo brano, che si configura come uno dei più movimentati del cd, c'è di nuovo Casalino. La canzone è spensierata, allegra, ma priva di un ritornello forte, che ben si  sposerebbe con le energiche strofe. Voto: 6 1/2

Bolle: La sesta canzone è scritta dal duo Camba-Coro, firma ormai quasi scontata nei cd "amiciani". Il pezzo è incalzante, dalle melodie soavi, ma non spicca per originalità.
Gli autori, infatti,  hanno già scritto un pezzo su queste melodie; si tratta di "Scusa se vado via" di Emma Marrone,  contenuto in "Sarò libera". Voto: 6 1/2

Ottovolante: Le incursioni rock rendono questa canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto  dell'album. Il pezzo è vivace, ma poco dinamico. Ripetitivo. Voto: 6

Ancora un'altra volta: Canzone difficile, in cui Annalisa cambia spesso registro vocale, con lodevole disinvoltura. Il ritornello è intenso. Voto: 6

Tra due minuti è primavera: Canzone che si distingue dalle altre per il ritornello di facile presa.  Il brano è allegro, movimentato, spensierato. Nelle strofe, però, ricorda a tratti il modo in cui è  cantato il ritornello di "Dentro ad ogni brivido" di Marco Carta. Voto: 7

Per te: Canzone incalzante, coinvolgente. Finalmente qualcosa che non sa di "già sentito". Pezzo  originale ed audace. Voto: 7

Non ho che questo amore: Ad una traccia dalla fine, Annalisa si concede di nuovo ad atmosfere del  passato. Simpatici nella seconda strofa i cori retrò. Nonostante il brano sia poco moderno, è  evidente che la cantante ligure si trova a proprio agio proprio in questo genere. Voto: 6 1/2

Prato di orchidee: L'album si conclude con una canzone dalla fattura tipicamente italiana. Un  ritornello importante rende gradevole un pezzo lento e melenso. Voto: 6 1/2

Dopo un anno di attesa, la seconda classificata della scorsa edizione di "Amici", arriva sul  mercato discografico italiano con un album abbastanza eterogeneo.
Al suo interno, infatti, fanno capolino canzoni diverse tra loro. Si susseguono, quasi senza logica, canzoni retrò, pezzi più moderni, brani rockeggianti.
La miscellanea è dovuta forse anche dal fatto che Annalisa stenta a trovare una propria collocazione.
La voce di "Nali" è sicuramente pulita, ma non sempre si sposa bene con ciò che canta.
Altro neo del cd, inoltre, è la presenza di brani che ricordano troppo sonorità già ascoltate.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 29 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Giovani


Giordana Angi - Incognita poesia:  Nonostante la voce della cantante sia potente, decisa, ma assolutamente garbata, il brano è abbastanza mono-tono. Melodie già sentite accompagnano, infatti, un pezzo lento, melenso, anonimo. Voto: 4 1/2

Celeste Gaia - Carlo: La voce della giovane cantante lombarda è delicata e soave. La canzone è allegra e spensierata. Il non-sense che avvolge l'intero brano lo rende suggestivo e simpatico. Il ritornello incalzante si fissa facilmente in testa. Ha tutte le carte per diventare un allegro tormentone pop. Voto: 7+

Bidiel - Sono un errore: Surreale e accattivante, la canzone del gruppo catanese è caratterizzata da atmosfere a metà strada tra il rock ed il pop. La melodia è affascinante ed inusuale, così come l'interpretazione, decisa ed insolita. Voto: 6 1/2

Giulia Anania - La mail che non ti ho scritto: Il ritornello vigoroso riesce a rendere interessante un pezzo che nelle strofe e nel pre-inciso, invece, colpisce per l'assoluta piattezza. Brano riuscito, dunque, per metà. Buona l'interpretazione, meno l'intonazione.
Voto: 5 1/2 

Marco Guazzone - Guasto: Pezzo elegante, raffinato, ricco di vigore e pathos. La musica al pianoforte è suggestiva, suadente, raffinata. La voce del cantante romano è potente e decisa. L'interpretazione imponente ed energica. Voto: 8

Iohosemprevoglia - Incredibile: Pezzo pacato, onesto, che nella sua semplicità riesce a catturare, grazie anche soprattutto ad un ritornello impellente e ad un bell'accompagnamento musicale. Voto: 6 1/2

Erica Mou - Nella vasca da bagno del tempo: Il suono di una chitarra introduce la candida voce della cantante pugliese. La canzone acquista vigore mano a mano che si sviluppa, pur mantenendo pacatezza e sobrietà. Intimista e poco à la page. Voto: 6 1/2

Alessandro Casillo - E' vero (che ci sei): La canzone che ha vinto la sezione "Giovani" della sessantaduesima edizione del Festival della canzone italiana ha tutte le carte in tavola per essere definita pop. Si tratta, infatti, di un brano orecchiabile, fresco, vivace, dal ritornello travolgente e dalla facile presa. L'inteprete, inoltre, la cui voce ben si sposa con la melodia, ha un certo appeal, soprattutto sul pubblico dei giovanissimi. Un prodotto ben confezionato. Voto: 7

sabato 25 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Big


Marlene Kuntz - Canzone per un figlio: Brano atipico. Le strofe, quasi sussurrate, sono intimiste e pacate;  queste anticipano un ritornello che, però, è caratterizzato da sonorità rockeggianti, in netta contrapposizione con la prima parte, decisamente più melodica. Lo stacco è evidente non soltanto per la musica, ma anche e soprattutto per l'interpretazione del cantante del gruppo che diventa via via sempre più dura. Voto: 6-

Irene Fornaciari - Grande mistero: Nonostante un inciso non male, seppur molto breve e abbastanza ripetitivo, le lunghe e cantalenate strofe rendono la canzone abbastanza piatta. La parte musicale, invece, è energica ed interessante. Voto: 6

Chiara Civello - Al posto del mondo: La cantautrice romana, con questo pezzo, è passata dal mondo jazz ad un pop romantico e delicato. Il brano è infuso di sensualità. Melodicamente ricorda le sonorità di un tango sinuoso. Di particolare interesse, inoltre, alcuni vocalizzi. Voto: 7

Matia Bazar - Sei tu: Brano accattivante, in cui la voce di Silvia Mezzanotte si sposa molto bene con una melodia rock-pop dolce e languida. Il ritornello, inoltre, è intenso e vigoroso. Voto: 7 1/2

Eugenio Finardi - E tu lo chiami Dio: Brano delicato e melodico, in cui, nonostante la voce del cantante milanese non spicchi per virtuosismi o acuti, l'interpretazione riesce comunque a catturare e convincere. Voto: 6+

Samuele Bersani - Un pallone: Il brano del cantante riminese conquista per la sua apparente semplicità. Musicalmente, infatti, la canzone appare spensierata ed allegra. Il testo, però, è ricco di metafore e significati non esplicitamente palesati. Questo fa, dunque, sì che possa piacere sia ai più piccoli, per la musica, che agli adulti che vogliono concedersi, nell'ascolto di una canzone, anche qualche momento di riflessione. Voto: 7

Francesco Renga - La tua bellezza: La canzone comincia con una botta d'energia. Batteria, suoni elettronici e piano introducono la possente voce del cantante bresciano. Il pezzo è irruento e impetuoso.Unico neo, forse, un ritornello troppo breve. Pezzo valido.
Voto: 7+

Nina Zilli - Per sempre: Canzone dal sapore retrò, che strizza l'occhio alla musica soul. Grazie all'interpretazione della cantante, che riesce con la propria voce a trasportare quasi in una dimensione a-temporale, il brano sembra tenere contemporaneamente insieme elementi del passato, tipici della canzone italiana più tradizionale, e motivi di novità. Voto: 6 1/2

Dolcenera - Ci vediamo a casa: Scritta dalla stessa cantante pugliese, la canzone arrivata 6° al "Festival di Sanremo" è ricca di energia e pathos. Il ritornello è accattivante, melodico e suggestivo. A rendere il tutto più interessante è l'incursione di elementi elettro-pop e rockeggianti che accrescono la vitalità del pezzo. Voto: 7

Pierdavide Carone - Nanì: Canzone sicuramente delicata e romantica, ma troppo melensa. Interessanti le parti in cui la voce dell'ex ragazzo di "Amici" si incontra con quella di Lucio Dalla, co-autore del brano. Voto: 6

Gigi d'Alessio & Loredana Bertè - Respirare: Duetto tanto atteso, quanto discusso. Il pezzo è moderno, fresco, energico, accattivante. La cadenza dialettale del cantante napoletano, purtroppo, però, rende un po' "provinciale" questo brano che, a dirla tutta, ha in sè sonorità che, invece, sono anche abbastanza internazionali. Voto: 7

Noemi - Sono solo parole: Canzone introspettiva e romantica. Scritto da Fabrizio Moro, il pezzo è assolutamente delicato. Musica e parole si incontrano in maniera sinergica in un brano-poesia. La seconda parte della canzone è più urlata, ma non per questo meno soave.
Voto: 7 1/2

Arisa - La notte: Dopo due "Festival" in cui la cantante genovese ha catturato il pubblico con brani spensierati ed allegri ("Sincerità" e "Malamorenò"), per questa edizione Arisa ha voluto raccontare un'altra parte di sè, quella più "seria", misurata, romantica. Il pezzo è elegante, languido, impreziosito dalla voce dell'artista, che riesce ad essere fine e convincente. Voto: 7 1/2

Emma Marrone - Non è l'inferno: La canzone vincitrice del sessantaduesimo Festival della canzone italiana è interpretata da Emma, che lo scorso anno era arrivata ad un passo dalla vittoria. Il pezzo, pop-rock, è forte, intenso, energico. L'interpretazione della cantante salentina lo arricchisce di vigore e potenza. Il testo è lo sfogo di un uomo che, stremato da una vita difficile, si trova a dover fronteggiare anche i problemi della società contemporanea. E forse, proprio alla luce di questo, sentirlo recitato da una ragazza giovane può destare qualche incertezza. Il risultato è comunque buono. Voto: 7 1/2

sabato 14 gennaio 2012

Antonino - Costellazioni


Costellazioni: La canzone che apre l'album, e che gli dà il titolo, è caratterizzata da sonorità soul suadenti. La voce sabbiata di Antonino rende ancora più accattivante un brano che, per la sua struttura, appare già interessante.  7+

Pioggia cadrà: L'album continua con una ballata delicata. Musicalmente la canzone riporta alla mente lo stile un po' sofferto, ma comunque deciso, del più "classico" Marco Masini, soprattutto nel ritornello, anche grazie ad un'interpretazione molto "all'italiana" del cantante pugliese. Voto: 6+

Se tu mi accoglierai: Un tris di numeri uno firma la terza traccia. Saverio Grandi,  Luca Angelosanti e Francesco Morettini, noti autori di celebri brani, anche di altri ragazzi di "Amici", hanno composto un pezzo morbido, elegante, in cui il fiore all'occhiello è rappresentano dal ritornello, che è energico e deciso. Voto: 7

La lontananza: Più pop, ma non per questo meno interessante, la traccia numero 4, scritta da Mauro di Maggio, valido cantautore italiano. Molto interessante è soprattutto la musica, coinvolgente ed impetuosa; altrettanto buona è l'interpretazione. Un ritornello più incisivo, forse, avrebbe reso la canzone più travolgente. Voto: 6+

Ovest: Ballata un po' incolore. Il pezzo, infatti, non spicca per originalità, attenendosi ad una struttura abbastanza standard per le canzoni del genere. Sarebbe stata sicuramente più apprezzabile, viste le potenzialità vocali di Antonino, una ballad un po' meno tradizionale, con qualche sperimentazione. Voto: 5

Chi sono: A differenza del brano precedente, il secondo singolo estratto dall'album, firmato da Mario Biondi, risulta essere interessante per la sua originalità. Pur essendo avvolto da quell'aura soul che attraversa l'intero progetto discografico, infatti, questo pezzo si distingue dagli altri per il suo essere più incisivo, colorato, ritmato; strizza, infatti, l'occhio a musicalità un po' più internazionali. Buono. Voto: 6 1/2

Amore surreale: Anche per Antonino un brano scritto dall'ormai celebre duo Coro-Camba, che hanno portato al successo Alessandra Amoroso. La loro firma è molto riconoscibile. Il brano, infatti, non di certo brutto, è, però, banale se si pensa che non si allontana molto dalle loro precedenti produzioni. Voto: 5 1/2

Chiedimi aiuto: La canzone che chiude l'album vede, tra le altre, la ben nota firma di Alberto Salerno, marito di Mara Maionchi. Caratterizzata da atmosfere blues, pur risultando abbastanza retrò e demodé, permette ad Antonino di dare libero sfogo al proprio estro artistico, visto che la sua voce ben si sposa con questo stile. Voto: 5+

Otto brani inediti compongono il nuovo mini-album di Antonino Spadaccino.
Importanti collaborazioni impreziosiscono il cd del vincitore dell'edizione numero 5 di "Amici di Maria de Filippi".
Mario Biondi, Federica Camba, Mauro di Maggio, Alberto Salerno, per citarne alcuni, hanno dato il loro contributo per mettere a punto un disco dalle atmosfere prevalentemente soul.
Il risultato è buono, ma non eccelso. Il cd, infatti, che sicuramente ha permesso ad Antonino di esternare la parte più "nera" della sua anima (e voce), è caratterizzato, di fatto, da alcuni pezzi che sono sicuramente intensi ed interessanti, ma, al tempo stesso, non mancano produzioni più tradizionali.
Soprattutto nelle ballate l'impressione che si ha è che si abbia avuto un po' il timore di osare, ancorando il cantante non di rado ad uno stile un po' stantio. Tutto sommato, comunque, si tratta di un prodotto apprezzabile. 

Voto complessivo: 6

sabato 24 dicembre 2011

Jovanotti - Ora


Megamix: Un rap psichedelico apre l'ultima fatica discografica di Jovanotti. Le parole si susseguono incessantemente, quasi si rincorrono, accompagnate da una base musicale elettronica trascinante, ossessiva. Un inizio "con il botto". Voto: 7+

Tutto l'amore che ho: La particolarità della seconda traccia, primo singolo estratto dall'album, sta nel fatto di riuscire ad essere dance, mantenendo però grande delicatezza. Ciò che le manca, forse, è un ritornello maggiormente d'impatto. Voto: 7+

Le tasche piene di sassi: Tanto apprezzata dalla critica quanto dal pubblico (è arrivata al secondo posto dei singoli più venduti in Italia), la seconda canzone estratta dall'album si configura come una ballata delicata e garbata, in cui pianoforti e violini contribuiscono a creare un'atmosfera molto romantica. E' la canzone maggiormente italian-style. Voto: 7

Amami: Brano dalle atmosfere elettroniche. Come per la canzone che apre l'album, le parole si rincorrono quasi senza sosta, creando però, non soltanto concitazione, ma anche un po' di confusione. Voto: 6 1/2

Ora: Anche la canzone che dà il titolo all'album è attraversata da sonorità elettroniche, tra cui, fra gli tutti, spicca il basso distorto che rende il pezzo suggestivo. Così come per la seconda traccia, anche qui forse un ritornello più incisivo avrebbe conferito al tutto maggiore valore. Resta comunque un brano valido. Voto: 7-

Il più grande spettacolo dopo il big bang: Canzone-tormentone dell'estate 2011, la traccia numero 5 è caratterizzata da una struttura abbastanza semplice e da un pathos crescente, trasmesso soprattutto dalla musica che diventa sempre più impellente. Voto: 7+

L'elemento umano: Canzone introspettiva, in cui le parole si intrecciano ad una base musicale modulata, soave, in cui non mancano però elementi elettronici. La voce di Luca Carboni, che interviene in punta di piedi in una parte della seconda strofa e nel finale, ben si amalgama con il tutto. Interessante il middle8 in musica. Voto: 6 1/2

La bella vita: Spensierata ed allegra la canzone cantata in collaborazione con la coppia di musicisti del Mali Amadou & Mariam, è a metà strada tra il reggae e musica tradizionale folk ed etnica. Unico neo, forse, è la durata. Dopo i primi 2-3 minuti la canzone, infatti, che dura 5:07, comincia a diventare un po' ripetitiva. Voto: 6 1/2

Battiti di ali di farfalla: Michael Franti, rapper e musicista americano, collabora con Jovanotti nella canzone più movimentata dell'album. Simpatica, veloce e vivace, ha in sè sonorità elettroniche, hip hop e reggaeton, che riescono a sposarsi bene tra loro. Voto: 7

Io danzo: Simpatica canzone dalle sonorità dance, ritmata e spensierata. Le strofe sono un po' monotone, il ritornello, invece, è fresco ed originale. La nuova "Ombelico del mondo"? Voto: 6 1/2

La notte dei desideri: Ancora sonorità dance fanno da sfondo ad una canzone veloce e ritmata. Per la sua radiofonicità è stata scelta come singolo. Voto: 7

Quando sarò vecchio: Simpatica canzone-filastrocca, in cui sono evidentemente presenti sonorità tipiche dello ska jamaicano. Voto: 6 1/2

Un'illusione: A tre canzoni dalla fine ecco che Jovanotti si lascia andare in una canzone un po' jazz, poco dinamica, ma comunque interessante. Il cantante si concede qualche nota più lunga, anche se il risultato non è eccelso. Voto: 6-

La porta è aperta: Di nuovo sonorità elettroniche, che strizzano l'occhio al techno, per la penultima canzone, che si configura come un rap dance, in linea con molte altre canzoni contenute nel cd. Simpatica. Voto: 6

Rosso d'emozione: L'edizione standard di "Ora" si conclude con un brano dal ritmo incalzante, in cui intervengono suoni che provengono direttamente dalla world music. Un finale allegro. Voto: 6 1/2

Con il suo diciottesimo album studio Lorenzo Cherubini si conferma un valido autore.
"Ora" è un cd ricco di sorprese: si compone di 15 canzoni inedite, tutte di buona fattura e diverse, accompagnate dalle sonorità più disparate, che riescono ad amalgamarsi, senza mai "tozzare" tra loro.
Sono presenti, infatti, musicalità etniche, hip hop, reggae o addirittura jazz; in realtà però è la musica elettronica a caratterizzare la maggior parte dei brani che costituiscono il lavoro, della quale, forse, per certi aspetti, è stato fatto anche un abuso.
Se, infatti, queste conferiscono brio e freschezza ad alcuni brani, in altri queste, invece, risultano essere quasi "di troppo".
Benchè, inoltre, negli acuti e nelle note più lunghe Jovanotti non eccella, con la sua interpretazione, assolutamente personale e riconoscibile, egli riesce comunque a colmare carenze tecniche, che passano così in secondo piano.
"Ora", si può dire, quindi, un album fresco e da apprezzare.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 21 dicembre 2011

Alessandra Amoroso - Cinque Passi In Più


Prenditi cura di me: L'album si apre con una canzone dalle sonorità retrò, che però funziona. Il timbro deciso di Alessandra conferisce al pezzo potenza e vigore. Il ritornello è molto melodico, radiofonico, incalzante ed orecchiabile. Voto: 7+

E' vero che vuoi restare: Più evidente in questo che nel brano precedente è la mano di Federica Camba, che insieme a Daniele Coro ha prodotto tutti e 5 gli inediti contenuti nel cd. La canzone, melodica, che ha anticipato l'uscita dell'album, si muove sulla falsa riga dei singoli precedenti prodotti dal "duo d'oro": musica struggente, interpretazione sofferta e pathos crescente. Voto: 6 1/2

Ti aspetto: Soave e sudente la terza traccia, soprattutto nelle strofe. Il ritornello, invece, è energico ed appassionante. Anche in questo caso la musica, che diventa sempre più intensa e ricca, riporta alla mente sonorità del passato, pur senza cadere nel demodée. Un buon prodotto: Voto: 7

L'altra metà di te: Canzone dalla struttura semplice, ma non per questo banale: strofa bassa, pre-ritornello più alto e ritornello intenso. Un crescendo valido, accompagnato da una musica interessante. Voto: 7

Succede: Più mesta la conclusione dell'album. Il brano di chiusura, infatti, è angosciante e tormentato. Nella parti più alte e nelle note più lunghe, però, purtroppo la cantante produce un "effetto lamento" decisamente poco gradevole. Evitabile. Voto: 5

Il duo Camba-Coro è riuscito a mettere a punto, ancora una volta, un insieme di brani orecchiabili ed accattivanti, resi ancora più attraenti dalla voce particolare ed unica di Alessandra Amoroso.
Nonostante l'album contenga, infatti, soltanto 5 canzoni inedite, queste riescono tutte a colpire sin dal primo ascolto.
Il rischio è quello, però, di intrappolare la cantante pugliese in uno stile che, pur essendo piacevole e sicuramente commerciale, non le permette di esprimere al meglio le proprie potenzialità. E' evidente, infatti, che Alessandra, che potrebbe tranquillamente interpretare pezzi più black, è forse vittima di logiche di mercato che la vogliono interprete di brani tutti "vendibili", ma simili tra loro, a scapito dell'estro e della sua libertà espressiva.

Voto complessivo: 6 1/2

sabato 17 dicembre 2011

Adriano Celentano - Facciamo Finta Che Sia Vero


Non ti accorgevi di me: L'album si apre con una canzone di Giuliano Sangiorgi. E' un pezzo veloce, moderno, dalle atmosfere pop-rock. Estratto come singolo di lancio dell'intero progetto discografico, il brano segna il ritorno di Celentano sulle scene musicali dopo quattro anni di assenza e testimonia come il cantante cerchi sempre di rimanere "al passo", adattando il proprio stile alle musicalità del momento. Piacevole la parte finale in cui il ritornello è cantato in collaborazione con il cantante dei Negramaro. Voto: 7

Ti penso e cambia il mondo: Celentano presta la propria voce per un brano scritto dal cantautore Pacifico e musicato da  Matteo Saggese e Steve Lipson. Si tratta di una canzone più "tradizionale", in linea con la classica canzone italiana, piacevole da ascoltare, in cui il middle8 rappresenta la parte più interessante. Meno entusiasmante, invece, tutta la parte finale cantata dal coro, che fa troppo old-style. Voto: 6 1/2

Facciamo finta che sia vero: Sembra quasi un tango la traccia che dà il titolo all'album. Il testo è di Manlio Sgalambro e Franco Battiato, il quale presta la propria voce per interpretare con Celentano parte del ritornello e della seconda strofa. La musica conferisce un velo di malinconia ad un brano a metà strada tra il nostalgico ed il polemico. Voto: 7-

Non so più cosa fare: Originale, fresca, nuova, la canzone è musicata da Manu Chao e scritta da Adriano Celentano. Collaborano al brano anche Jovanotti, Franco Battiato e Giuliano Sangiorgi. Il pezzo non solo è molto orecchiabile, ma anche assolutamente radiofonico. Potrebbe tranquillamente diventare la nuova "Il mio nome è mai più" (pezzo portato al successo da Jovanotti, Piero Pelù e Ligabue nel 1999). Neo, però, è tutta la parte parlata, che dura quasi due minuti, che rende il pezzo troppo lungo e spezza un po' l'atmosfera della canzone. Voto: 7

Anna parte: Sulle note di una melodia spensierata, Celentano racconta la storia di una lavoratrice, intrappolata nella sua vita monotona e fatta di routine. Il motivetto simpatico rende la canzone piacevole da ascoltare. Voto: 6 1/2

Fuoco nel vento: Musicata da Jovanotti, la traccia numero 6 è in perfetto stile Celentano. Si tratta, finalmente, di un brano melodico, ricco di pathos, in cui i violini, il pianoforte, ma anche il suono della chitarra elettrica, rendono più intensa la calda interpretazione del cantante della via Gluck. Il coro che lo accompagna conferisce alla canzone un'atmosfera impetuosa ed intensa. Voto: 7 1/2

La cumbia di chi cambia: Ancora un brano confezionato interamente da Lorenzo Cherubini. Si tratta di una critica feroce alla classe dirigente e politica, ben musicata e dal ritmo incalzante. Voto: 6+

La mezza luna: Musicata dal giovane Raphael Gualazzi, la penultima canzone colpisce per il ritmo travolgente ed il testo di semplice fattura. Una ventata di leggerezza e freschezza. Voto: 6 1/2

Il mutuo: La canzone che chiude l'album ricorda una vecchia hit di Celentano, "La terza guerra mondiale". Ma, a differenza di questa, che era interessante e coinvolgente da un punto di vista musicale, il nuovo pezzo sembra davvero un sermone, che non ha nè ritmo nè musicalità. Sembra che Celentano la "canti" giusto per dare al suo monologo la parvenza di essere una canzone. Anzi, si ha quasi l'impressione che  musica e coro siano stati aggiunti in un secondo momento, costretti ad adeguarsi a quanto recitato da Celentano, che non segue alcuna regola nè metrica; tant'è che, addirittura,  negli ultimi due minuti il cantante resta a parlare mentre la base si sente in lontananza. Voto: 5

Da un punto di vista prettamente musicale il nuovo lavoro di Adriano Celentano è ricco di elementi interessanti e nuovi. Musiche belle, fresche, nuove, accompagnano, però, testi non sempre leggeri.
Per quanto riguarda, infatti, invece, ciò che viene cantato, il cd potrebbe dirsi assolutamente "politico", dal momento che in 7 brani su 9 non mancano continui riferimenti al precariato, alla classe dirigente, a problemi di ordine economico, sociale, nazionale e non.
Va bene utilizzare la musica come strumento per veicolare anche messaggi sociali ed opinioni politiche, ma farne un abuso toglie leggerezza e musicalità ad un album caratterizzato, invece, da melodie interessanti.
E questo è il caso.

Voto complessivo: 6 1/2


venerdì 2 dicembre 2011

Tiziano Ferro - L'Amore È Una Cosa Semplice


Hai delle isole negli occhi: Canzone d'amore dal ritmo a metà strada tra l'r&b ed il soul, intervallata da una parte rap, che riporta alla mente il Tiziano delle origini. Simpatica l'idea di fare lo spelling del "TI A-M-O". Il ritornello è tanto semplice quanto accattivante.
Un inizio molto lounge. Voto: 7+

L'amore è una cosa semplice: Il brano che dà il titolo all'album e che, per certi versi, rappresenta anche una sintesi dell'intero progetto, è in perfetto stile Ferro. E' una canzone romantica, dolce, in cui la voce vigorosa del cantante di Latina si esprime in tutta la propria potenza, accompagnata da una musica melodica, fatta di archi, violini e piano. Voto: 7

La differenza tra me e te: E' stato questo brano, dalle atmosfere pop-rock, ad anticipare il ritorno di Tiziano sulle scene musicali. La canzone è ritmata, veloce, caratterizzata da una musica incalzante, fatta di sonorità fresche, nuove, ed un ritornello impetuoso. Voto: 7 1/2

La fine: La quarta traccia del cd è una cover di Nesli. E' la prima volta nella carriera del cantante che incida in un proprio album una canzone già edita. Si tratta di un rap melodico, ricco di vigore e pathos. Il tono grave di Tiziano Ferro nelle strofe, così come la doppia voce nel ritornello, insieme al nuovo arrangiamento riescono a conferire alla canzone un'enfasi ed un trasporto maggiori rispetto alla versione originale. Il risultato è lodevole. Voto: 9-

Smeraldo: Simpatica ed originale, la quinta traccia dell'album è calda e melodica. E' la canzone più movimentata del cd, pur non essendo una up-tempo. Voto: 7 1/2

Interludio: 10.000 scuse: Altra canzone assolutamente rap. Divertente l'idea di terminarla con il ritornello di "Centoundici", sua celebre hit (riarrangiata in una chiave leggermente più rock). Breve, ma intensa. Voto: 8-

L'ultima notte al mondo: Immancabili nel repertorio del cantautore di Latina canzoni confezionate apposta per gli innamorati, che nascono con l'intento di intenerire anche le anime più insensibili. La nuova "Il regalo più grande" sotto questo punto di vista funziona. Non mancano frasi smielate e zuccherose ("Il tuo sorriso dolce è così trasparente che dopo non c'è niente, è così semplice, così profondo che dopo azzera il resto e fa finire il mondo"), così come una melodia romantica e suadente.
Detto ciò, rispetto alle ballate contenute negli altri cd, questa è leggermente meno incisiva. Voto: 6+

Paura Non Ho: Da cantautore ad interprete, Tiziano Ferro in questa traccia presta la propria voce ad un brano scritto interamente da Irene Grandi. E' una canzone molto particolare, caratterizzata da un'atmosfera quasi cupa, accattivante, suggestiva.
Prova superata. Voto: 7-

TVM: La traccia numero 9 spezza totalmente il clima del cd. La canzone, infatti, stile bossa nova, è sensuale, armoniosa, dal ritmo quasi esotico. Il modo in cui è cantata, che strizza l'occhio alla più classica canzone italiana, ed il sinuoso ritornello in rima conferiscono al pezzo grande originalità. Voto: 7 1/2

Troppo Buono: Il brano sembra venire direttamente dagli anni '50, sia dal punto di vista stilistico/musicale, sia per quanto riguarda l'interpretazione ed il modo in cui Ferro la canta. Chitarre, violini, pianoforte e batteria accompagnano un Tiziano Ferro tangibilmente nostalgico e malinconico. Voto: 8

Quiero Vivir Con Vos: Altro tuffo nel passato a tre canzoni dalla fine, sulle note di un pezzo swing. Atmosfere da saloon degli anni '20/'30 fanno di questa serenata d'amore jazz un brano delicato, romantico, dolce, nonchè inusuale. Voto: 7

....Ma So Proteggerti: Altra canzone da saloon, ma stavolta dal ritmo blues. Si tratta di una canzone romantica, melodica, sottotono rispetto al resto dell'album. Fortunatamente, però, rappresenta un caso isolato. Voto: 5

Per Dirti Ciao!: L'album si chiude con una canzone che stilisticamente ricorda "La differenza tra me e te", singolo di lancio del cd. Le strofe sono abbastanza anonime, mentre il ritornello, energico, è dirompente ed impetuoso. Un buon finale. Voto: 7-

L'ultima fatica di Tiziano Ferro è ricca di sorprese. Si tratta, infatti, di un disco variegato, eterogeneo, all'interno del quale convivono sonorità più moderne ed accattivanti e stili di diversa natura, dal blues allo swing, dal rap alla bossa nova.
Questo fa sì che il cd riesca a non annoiare, poichè canzone dopo canzone chi lo ascolta è proiettato in un mondo sempre diverso ed affascinante.
Le già note doti interpretative di Tiziano sono oltremodo evidenti in tutte le canzoni, sia in quelle maggiormente autobiografiche che nei pezzi che, invece, non sono stati scritti da lui.
Si tratta, quindi, di un album bello, maturo, profondo, non di rado originale.

Voto complessivo: 7 1/2

sabato 12 novembre 2011

Laura Pausini - Inedito


Benvenuto: La canzone che apre l'album è carina, orecchiabile, ma nulla di più. E' evidente che non è di certo destinata a diventare una hit o ad essere ricordata come il fiore all'occhiello della produzione di Laura Pausini. Viene dunque da chiedersi come mai si sia deciso di sceglierla come singolo di lancio dell'album.
Tra l'altro nelle strofe ricorda molto il cantato di "La forza mia" di Marco Carta, artista prodotto proprio da Paolo Carta, compagno della cantante. Voto: 6 1/2

Non ho mai smesso: La seconda canzone sembra non avere nè capo nè coda. Difficile da seguire, si tratta di un brano lento, noioso, dal testo assolutamente banale. Voto: 4

Bastava: Strofe che cominciano tutte con il titolo del brano "bastava" e ritornello orecchiabile  rendono la terza traccia del cd più interessante delle precenti. Nulla di così originale, ma quantomeno è piacevole da ascoltare. Forse, anzi, è tra le più riuscite. Sarebbe stata migliore come singolo di lancio. Voto: 6 1/2

Le cose che non mi aspetto: Altra canzone banale ed anonima, che lascia poco o nulla dopo l'ascolto. Futile. Voto: 5

Troppo tempo: Il duetto con Ivano Fossati è reso interessante soltanto dall'interpretazione intensa del cantautore genovese che accompagna la voce di Laura nel ritornello. In generale, però, la canzone non decolla. Voto: 5-

Mi tengo: Brano piatto, lento, noioso. Voto: 4

Ognuno ha la sua matita: A dispetto di un titolo tanto curioso quanto interessante, e nonostante un ritornello vagamente energico, anche questa canzone stenta a decollare. Voto: 5+

Inedito: Occorre aspettare la traccia che dà il titolo all'album per ascoltare qualcosa di più fresco e moderno. La canzone ha un sound interessante, che strizza l'occhio al rock, ed è impreziosita dalla collaborazione con Gianna Nannini. Non si tratta di un brano chissà quanto eccelso, ma sicuramente riesce a spiccare nel piattume del cd. Voto: 6+

Come vivi senza me: Canzone-cantilena, in cui neanche i virtuosismi di Laura Pausini riescono a renderla lontanamente interessante. Tra le meno riuscite. Voto: 4

Nel primo sguardo: Carina l'idea di duettare con sua sorella. Peccato averlo fatto in una canzone tanto melensa da risultare quasi fastidiosa. Soporifera. Voto: 4

Nessuno sa: Canzone mediocre, futile, insapore, che scimmiotta un po' il ritmo del singolo di lancio, "Benvenuto", con risultati abbastanza discutibili. Voto: 5

Celeste: Sin dalle prime parole ci si rende conto che la Pausini sta parlando alla figlia che non è ancora arrivata e che tanto attende. Il testo è infuso di dolcezza, ma musicalmente non ci siamo. La canzone si riprende un po' nel middle8 in cui, tra batteria e virtuosismi, si spezza la monotonia che invece caratterizza tutta la prima parte del brano. Voto: 5

Tutto non fa te: La canzone dedicata alla mamma è spenta e noiosa. Si riesce a fatica ad ascoltarla per intero, poichè sono del tutto assenti elementi di novità ed interesse. Voto: 4

Ti dico ciao: Così come per altre tracce ("Tutto non fa te" e "Celeste") la Pausini ha cercato di puntare tutto sul sentimentalismo. In questa canzone la cantante parla, infatti, ad un amico che non c'è più... a parte l'intento "nobile", la canzone, però, è oltremodo monocorde e piatta. Voto: 4

Va bene cercare di essere fedeli ad uno stile proprio, e di certo la Pausini è più famosa per le proprie ballads che non per canzoni movimentate, ma rimanere ancorata a vecchi standar, ad uno stile ormai démodé, sembra quasi un autogoal.
L'ultima fatica di Laura Pausini infatti è assolutamente banale, noiosa, piatta, anonima.
Dopo 2 anni di silenzio ed una promozione insistente non ci si aspettava un prodotto così scontato.

Voto complessivo: 5

lunedì 7 novembre 2011

Marco Masini - Niente d'Importante


Non ti amo più: La canzone che apre l'album è molto radiofonica. E' un pezzo melodico, ma vigoroso. Interessante, tra l'altro, sia per quanto riguarda il testo che la musica. Voto: 7

Fino all'ultimo minuto: Una base vagamente più rock rispetto a quella della prima traccia accompagna un brano di impatto. Nelle strofe la canzone ricorda molto "Usami" di Luca Dirisio. Convincente l'idea di usare spesso la doppia voce, espediente che riesce a conferire al brano una buona dose di suggestività. Voto: 7

Il buffone del momento: La metrica particolare e l'accompagnamento al pianoforte, insieme al suono di violini che riecheggia per tutto il brano, rendono attraente ed originale la traccia numero 3. Canzone valida. Voto: 7

Colpevole: La quarta canzone, pur mantenendosi sullo stesso stile di quelle che l'hanno preceduta, appare un po' meno convincente, probabilmente per il suo essere più lenta. Rimane comunque un prodotto di buona fattura. Voto: 6 1/2

Il principe azzurro: Canzone romantica, delicata, in cui la melodia, dolce, ben si sposa con la voce rude del cantante, creando un effetto quasi surreale. Nella prima parte delle strofe ricorda un po' il cantato di "Urlo e non mi senti" di Alessandra Amoroso. Voto: 6 1/2

Niente d'importante: Buona la scelta di adottare questo pezzo, che dà il titolo all'album, come singolo di lancio del cd. Assolutamente in linea con le altre tracce, infatti, ben rappresenta l'intero progetto. E' una canzone interessante, melodica, radiofonica. Voto: 7

Quello che adesso non so: Canzone leggermente più movimentata. Pur essendo, evidentemente, una ballata, si distingue dalle altre per la carica energica in essa contenuta. Il ritornello è incalzante e vigoroso. Voto: 6 1/2

L'amore si ricorda di te: Canzone troppo old style. Dopo una carrellata di brani convincenti e moderni, infatti, questo sembra essere assolutamente fuori dal coro. Retrò. Voto: 5

L'eterno in un momento: Canzone lenta, melensa, noiosa. Voto: 4

Resta ad un passo: Dopo due canzoni molto sottotono, Masini ritorna a cantare qualcosa di convincente. Nonostante un ritornello abbastanza piatto, le strofe sono ritmate ed interessanti, così come la melodia è apprezzabile. Non male. Voto: 6

Angela e la felicità: Canzone poco originale, quasi trascinata. Evitabile. Voto: 5

Marco come me: L'album si conclude con una canzone introspettiva, quasi sussurrata. E' un finale suggestivo, apprezzabile, nel quale Marco Masini riesce ad essere convincente pur essendo accompagnato dal solo pianoforte. Voto: 6+

Il timbro di voce di Marco Masini è così distinguibile e particolare da apporre quasi  una sorta di firma invisibile su ogni canzone da lui interpretata.
Se questo da un lato rende ciò che canta  subito identificabile, dall'altro questo lo induce nel rischio di sembrare sempre uguale.
Per fortuna, però, in questa sua ultima fatica discografica la sua voce, rauca e rude, si sposa molto bene con le melodie lente delle canzoni, riuscendo a conferire a tutti i pezzi suggestività ed originalità.
L'album contiene tutte ballads. Si tratta, infatti, di una serie di brani  melodici e lenti, molti dei quali sono davvero validi.
Non mancano, purtroppo, però, anche tracce banali e/o noiose, che, però, per fortuna  rappresentano la minoranza.
In generale, infatti, si tratta di un buon lavoro, impreziosito anche e soprattutto da testi interessanti e quasi mai scontati, scritti tutti dallo stesso Masini.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 2 novembre 2011

Gianluca Grignani - Natura Umana


Un ciao dentro un addio: Riporta un po' indietro nel tempo la canzone d'apertura del cd; lo stile, infatti, è quello del Grignani delle origini. Si tratta di una canzone romantica, abbastanza melodica, dalle sonorità a metà strada tra la canzone italiana ed un pop rockeggiante. Voto: 6

Natura umana: La canzone che dà il titolo all'album ha una melodia incalzante molto interessante. La parte cantata è però un po' cantilenata e questo toglie al brano quell'appeal che, invece, la musica riusciva a darle. Voto: 5

Sguardi: Vagamente più rockeggiante, la terza traccia è sicuramente interessante. Il ritornello è radiofonico e si fissa facilmente in testa. Nella parte finale l'inciso è simpaticamente interpretato da un coro di bambini. Voto: 7

Che cosa importa se: Sembra quasi un grido-sfogo la quarta canzone. Grignani "denuncia" con ironia i mali della modernità a ritmo di chitarra e batteria, affermando però la propria identità e libertà con irriverenza. La canzone è musicale, vigorosa, potente. Voto: 7

Mondo libero: Canzone un po' chiassosa, ma non per questo poco interessante. La musica a tratti sovrasta la voce del cantante, che riesce comunque ad emergere con energia. Voto: 6+

Miliardi di mani: Brano sicuramente più moderato rispetto a quelli che lo precedono. Melodico, ma energico, pur se un pizzico ripetitivo. Voto: 6

Io per te: Un bell'arrangiamento per una canzone, purtroppo, banale. Il cantato è troppo cadenzato ed anche il testo è abbastanza piatto-scontato ("Rinuncerei a tutto io per te"). Voto: 5+

Finchè ti dimentico: Tra le canzoni più interessanti del disco. La melodia è originale, il brano si distingue dagli altri per il ritmo travolgente e per la capacità di coinvolgimento di cui è pervasa. Voto: 7+

Le scimmie parlanti: E' la canzone più energica e vivace del cd. E' allegra, simpatica, divertente. Voto: 7

Lontano da te (l'Europa dall'America): Nonostante la canzone parli di lontananza e solitudine, la musica che la accompagna è movimentata, turbolenta. Ciò rende il brano particolare, quasi surreale, festoso, ma amaro, malinconico, ma vitale. Una bell'ossimoro. Voto: 7

Grignani, autore di testi e musica di tutte le canzoni, ha prodotto un album forte e vigoroso.
A dispetto del singolo di lancio, dalle atmosfere più soft e moderate, il cd è invece caratterizzato da musicalità sicuramente più rockeggianti miste ad un pop piacevole ed in molti punti originale.
Si tratta, dunque, di un buon prodotto, piacevole da ascoltare.

Voto complessivo: 7