Benvenuto: La canzone che apre l'album è carina, orecchiabile, ma nulla di più. E' evidente che non è di certo destinata a diventare una hit o ad essere ricordata come il fiore all'occhiello della produzione di Laura Pausini. Viene dunque da chiedersi come mai si sia deciso di sceglierla come singolo di lancio dell'album.
Tra l'altro nelle strofe ricorda molto il cantato di "La forza mia" di Marco Carta, artista prodotto proprio da Paolo Carta, compagno della cantante. Voto: 6 1/2
Non ho mai smesso: La seconda canzone sembra non avere nè capo nè coda. Difficile da seguire, si tratta di un brano lento, noioso, dal testo assolutamente banale. Voto: 4
Bastava: Strofe che cominciano tutte con il titolo del brano "bastava" e ritornello orecchiabile rendono la terza traccia del cd più interessante delle precenti. Nulla di così originale, ma quantomeno è piacevole da ascoltare. Forse, anzi, è tra le più riuscite. Sarebbe stata migliore come singolo di lancio. Voto: 6 1/2
Le cose che non mi aspetto: Altra canzone banale ed anonima, che lascia poco o nulla dopo l'ascolto. Futile. Voto: 5
Troppo tempo: Il duetto con Ivano Fossati è reso interessante soltanto dall'interpretazione intensa del cantautore genovese che accompagna la voce di Laura nel ritornello. In generale, però, la canzone non decolla. Voto: 5-
Mi tengo: Brano piatto, lento, noioso. Voto: 4
Ognuno ha la sua matita: A dispetto di un titolo tanto curioso quanto interessante, e nonostante un ritornello vagamente energico, anche questa canzone stenta a decollare. Voto: 5+
Inedito: Occorre aspettare la traccia che dà il titolo all'album per ascoltare qualcosa di più fresco e moderno. La canzone ha un sound interessante, che strizza l'occhio al rock, ed è impreziosita dalla collaborazione con Gianna Nannini. Non si tratta di un brano chissà quanto eccelso, ma sicuramente riesce a spiccare nel piattume del cd. Voto: 6+
Come vivi senza me: Canzone-cantilena, in cui neanche i virtuosismi di Laura Pausini riescono a renderla lontanamente interessante. Tra le meno riuscite. Voto: 4
Nel primo sguardo: Carina l'idea di duettare con sua sorella. Peccato averlo fatto in una canzone tanto melensa da risultare quasi fastidiosa. Soporifera. Voto: 4
Nessuno sa: Canzone mediocre, futile, insapore, che scimmiotta un po' il ritmo del singolo di lancio, "Benvenuto", con risultati abbastanza discutibili. Voto: 5
Celeste: Sin dalle prime parole ci si rende conto che la Pausini sta parlando alla figlia che non è ancora arrivata e che tanto attende. Il testo è infuso di dolcezza, ma musicalmente non ci siamo. La canzone si riprende un po' nel middle8 in cui, tra batteria e virtuosismi, si spezza la monotonia che invece caratterizza tutta la prima parte del brano. Voto: 5
Tutto non fa te: La canzone dedicata alla mamma è spenta e noiosa. Si riesce a fatica ad ascoltarla per intero, poichè sono del tutto assenti elementi di novità ed interesse. Voto: 4
Ti dico ciao: Così come per altre tracce ("Tutto non fa te" e "Celeste") la Pausini ha cercato di puntare tutto sul sentimentalismo. In questa canzone la cantante parla, infatti, ad un amico che non c'è più... a parte l'intento "nobile", la canzone, però, è oltremodo monocorde e piatta. Voto: 4
Va bene cercare di essere fedeli ad uno stile proprio, e di certo la Pausini è più famosa per le proprie ballads che non per canzoni movimentate, ma rimanere ancorata a vecchi standar, ad uno stile ormai démodé, sembra quasi un autogoal.
L'ultima fatica di Laura Pausini infatti è assolutamente banale, noiosa, piatta, anonima.
Dopo 2 anni di silenzio ed una promozione insistente non ci si aspettava un prodotto così scontato.
Voto complessivo: 5



