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sabato 12 novembre 2011

Laura Pausini - Inedito


Benvenuto: La canzone che apre l'album è carina, orecchiabile, ma nulla di più. E' evidente che non è di certo destinata a diventare una hit o ad essere ricordata come il fiore all'occhiello della produzione di Laura Pausini. Viene dunque da chiedersi come mai si sia deciso di sceglierla come singolo di lancio dell'album.
Tra l'altro nelle strofe ricorda molto il cantato di "La forza mia" di Marco Carta, artista prodotto proprio da Paolo Carta, compagno della cantante. Voto: 6 1/2

Non ho mai smesso: La seconda canzone sembra non avere nè capo nè coda. Difficile da seguire, si tratta di un brano lento, noioso, dal testo assolutamente banale. Voto: 4

Bastava: Strofe che cominciano tutte con il titolo del brano "bastava" e ritornello orecchiabile  rendono la terza traccia del cd più interessante delle precenti. Nulla di così originale, ma quantomeno è piacevole da ascoltare. Forse, anzi, è tra le più riuscite. Sarebbe stata migliore come singolo di lancio. Voto: 6 1/2

Le cose che non mi aspetto: Altra canzone banale ed anonima, che lascia poco o nulla dopo l'ascolto. Futile. Voto: 5

Troppo tempo: Il duetto con Ivano Fossati è reso interessante soltanto dall'interpretazione intensa del cantautore genovese che accompagna la voce di Laura nel ritornello. In generale, però, la canzone non decolla. Voto: 5-

Mi tengo: Brano piatto, lento, noioso. Voto: 4

Ognuno ha la sua matita: A dispetto di un titolo tanto curioso quanto interessante, e nonostante un ritornello vagamente energico, anche questa canzone stenta a decollare. Voto: 5+

Inedito: Occorre aspettare la traccia che dà il titolo all'album per ascoltare qualcosa di più fresco e moderno. La canzone ha un sound interessante, che strizza l'occhio al rock, ed è impreziosita dalla collaborazione con Gianna Nannini. Non si tratta di un brano chissà quanto eccelso, ma sicuramente riesce a spiccare nel piattume del cd. Voto: 6+

Come vivi senza me: Canzone-cantilena, in cui neanche i virtuosismi di Laura Pausini riescono a renderla lontanamente interessante. Tra le meno riuscite. Voto: 4

Nel primo sguardo: Carina l'idea di duettare con sua sorella. Peccato averlo fatto in una canzone tanto melensa da risultare quasi fastidiosa. Soporifera. Voto: 4

Nessuno sa: Canzone mediocre, futile, insapore, che scimmiotta un po' il ritmo del singolo di lancio, "Benvenuto", con risultati abbastanza discutibili. Voto: 5

Celeste: Sin dalle prime parole ci si rende conto che la Pausini sta parlando alla figlia che non è ancora arrivata e che tanto attende. Il testo è infuso di dolcezza, ma musicalmente non ci siamo. La canzone si riprende un po' nel middle8 in cui, tra batteria e virtuosismi, si spezza la monotonia che invece caratterizza tutta la prima parte del brano. Voto: 5

Tutto non fa te: La canzone dedicata alla mamma è spenta e noiosa. Si riesce a fatica ad ascoltarla per intero, poichè sono del tutto assenti elementi di novità ed interesse. Voto: 4

Ti dico ciao: Così come per altre tracce ("Tutto non fa te" e "Celeste") la Pausini ha cercato di puntare tutto sul sentimentalismo. In questa canzone la cantante parla, infatti, ad un amico che non c'è più... a parte l'intento "nobile", la canzone, però, è oltremodo monocorde e piatta. Voto: 4

Va bene cercare di essere fedeli ad uno stile proprio, e di certo la Pausini è più famosa per le proprie ballads che non per canzoni movimentate, ma rimanere ancorata a vecchi standar, ad uno stile ormai démodé, sembra quasi un autogoal.
L'ultima fatica di Laura Pausini infatti è assolutamente banale, noiosa, piatta, anonima.
Dopo 2 anni di silenzio ed una promozione insistente non ci si aspettava un prodotto così scontato.

Voto complessivo: 5

venerdì 23 settembre 2011

Heidi Montag - Superficial


Look How I'm Doing: L'album si apre con una canzone decisamente pop. Nonostante l'interpretazione blanda, il pezzo è simpatico, ritmato, carino, fresco. Voto: 6 1/2

Turn Ya Head: Il pezzo, ritmato, è un po' anonimo. La parte che introduce il ritornello, tuttavia, è così incalzante da rendere comunque apprezzabile una canzone altrimenti piatta. Voto: 5

Fanatic: In questa canzone è evidente, più che nelle altre, quanto la voce della cantante sia modificata al sintetizzatore. Ne risulta un pezzo a tratti fastidioso. Nulla di nuovo. Voto: 4 1/2

Superficial: Molto interessante il pezzo che dà il titolo all'album. Si tratta di una canzone piacevole, ritmata, assolutamente pop. Musicalmente è coinvolgente. Voto: 6 1/2

More Is More: Lanciata come singolo, la canzone, per quanto poco originale, è comunque decisamente ballabile. Ha tutte le caratteristiche delle canzoni pop che hanno la pretesa di diventare hit: un ritornello che facilmente si fissa nella mente, un ritmo coinvolgente, un testo semplice da ricordare. Voto: 6 

One More Drink: Canzone banale, piatta, ripetitiva. Il falso-falsetto con cui Heidi Montag interpreta gran parte del brano risulta a tratti fastidioso. Voto: 4

Twisted: Musicalmente la canzone è interessante. Le sonorità, infatti, sono molto originali. In questa canzone, inoltre, l'interprete sembra cantare meglio che nelle altre. Voto: 6 1/2

Hey Boy: L'uso eccessivo del sintetizzatore rende inascoltabile una canzone che, con molta probabilità, con un arrangiamento diverso non sarebbe stata poi neanche così male o peggio di tante altre in circolazione. Voto: 4

My Parade: Questo brano, fatta eccezione per la folkloristica parte iniziale in cui sono presenti le sonorità delle parate, ricorda davvero tanto il sound delle canzoni degli ultimi album di Britney Spears. Non ci vuole molto a capire che sembra una mix tra "Radar" e "If U seek Amy", da cui è stato attinto a piene mani non solo il ritmo, ma anche il fraseggio. Voto: 6  

Blackout: Tra le canzoni più lente dell'intero lavoro discografico, nonostante le sonorità elettro-pop sempre presenti. Non male. Voto: 6

I'll Do It: Bella la musica. Le strofe, invece, sono molto ripetitive. L'interpretazione (assente) di Heidi Montag rende la canzone noiosa. Voto 4

Love it or Leave it: Finale simpatico, fresco. L'album si conclude, infatti, con una canzone ballabile e piacevole da ascoltare. Voto: 6

Molte delle canzoni contenute nel cd sono simpatiche, carine, musicalmente anche interessanti.
Sin dalle prime note ci si rende conto che la voce di Heidi Montag, però, non sia quella di una che la "cantante" la fa di professione. 
Ci si trova di fronte, insomma, ad un album pop caratterizzato da musiche fresche, a tratti coinvolgenti, ma reso mediocre da un'interpretazione troppo spesso piatta e monocorde.
Indipendentemente da ciò che canti o dalla musica che accompagna il brano, Heidi Montag sembra trattare tutti i pezzi in maniera analoga.
Probabilmente interpretato da un'altra voce lo stesso identico cd avrebbe guadagnato molti punti in più.

Voto complessivo: 5

mercoledì 21 settembre 2011

Emma Marrone - Sarò Libera


Tra passione e lacrime: Canzone dalle sonorità troppo demodé. Musica già sentita, testo banale. Nulla di nuovo. Un brutto inizio. Voto: 5

Sarò libera: Anche la canzone che dà il titolo al cd e che è stata scelta come singolo anticipatore dell'album non spicca per originalità. La  melodia, inoltre, è troppo dolce per la voce graffiante di Emma, la quale, infatti, quando si lascia andare in qualche piccolo virtuosismo, sembra interrompere bruscamente l'atmosfera del brano. Voto: 6

Senza averti mai: Canzone più ritmata, dalle sonorità vagamente rock. In questo genere Emma sembra trovarsi più a suo agio. Si tratta, tuttavia, di un brano comunque un po' anonimo, in cui le strofe sono abbastanza orecchiabili, ma il ritornello è mediocre. Voto: 6

Non sono solo te: Una ballata noiosa, lenta, incolore. Futile. Voto: 4

Ti capita mai: Nonostante sia scritta da uno dei parolieri più famosi d'Italia, Roberto Casalino, la canzone non riesce a volare. Sembra sempre di essere sul punto di spiccare il volo, ma resta, invece, fino alla fine inesorabilmente ancorata alla terra. Voto: 4 1/2

Dove finisce la notte: Canzone lenta, melensa, per nulla interessante nella prima parte, prende un po' di più - ma mica tanto - dopo il primo ritornello. Voto: 5 

Acqua e ghiaccio: Canzone romantica, delicata, ma poco intrigante. Voto: 5

Maledetto quel giorno: Il motivetto delle strofe è orecchiabile. Il ritornello simpatico. Più che una canzone sembra una filastrocca musicata. Buona comunque la carica espressiva. La voce di Emma esprime energia e determinazione. Voto: 5 1/2

Cercavo amore: Bisogna aspettare 9 canzoni per ascoltare qualcosa, finalmente, di interessante. Questo pezzo dalle atmosfere pop rock si configura come quello più particolare ed interessante dell'intero album. Con questo Casalino è riuscito a confezionare qualcosa di nuovo, simpatico, accattivante, radiofonico e soprattutto di più adatto alla vocalità di Emma. Voto: 8

Da quando mi hai lasciato tu: Altro pezzo, valido, che porta il marchio di Casalino. Ritmato, fresco, orecchiabile. Voto: 7

Un attimo: Nonostante l'ultima canzone firmata da Casalino non sia al livello delle due che l'hanno preceduta, questa permette ad Emma di potersi esprimere al meglio. L'interpretazione è, infatti, molto convincente. Voto: 6 1/2

Protagonista: Il cd torna di nuovo a coprirsi di tonalità più soft. Il ritornello urlato stona un po' con un motivo invece più melodico. Quando Emma alza un po' il tono della propria voce, purtroppo, spesso risulta fastidiosa, sguaiata, poco armonica. Voto: 5

Scusa se vado via: L'album si conclude con una canzone che musicalmente ricorda un po' le note del brano "Ti amo" interpretato dalla collega-rivale di sempre Loredana Errore e contenuto in "9", la compilation dell'edizione "Amici di Maria de Filippi" a cui hanno preso parte insieme. Somiglianza a parte, si tratta di un brano delicato e gradevole. Voto: 6

Ascoltando "Sarò libera" l'impressione è che Emma non abbia ancora trovato una propria dimensione nel mondo della musica. La sua voce grintosa, infatti, mal si sposa alle canzoni lente e alle ballate che invece prevalentemente canta in questo cd.
Forse sarebbe stata opportuna in fase di produzione una riflessione ulteriore sulle canzoni da farle interpretare, soprattutto alla luce del fatto che non c'era neanche tutta questa fretta di confezionare un nuovo album: la riedizione di "A me piace così", infatti, è uscita sul mercato solo 7 mesi fa (mentre l'album è uscito in vendita per la prima volta meno di un anno fa). Visto il contenuto non è azzardato asserire che questo cd è uscito troppo presto. 
Non è bastato un  team di autori validi (Camba, Grandi, Morettini, Angelosanti) per presentare al pubblico qualcosa di nuovo, fresco, originale, ma soprattutto adatto alla voce di Emma.
L'unica eccezione è rappresentata dalla penna di Casalino che è riuscito a cucirle addosso dei pezzi interessanti, anche se pure lui ha commesso l'errore di scrivere per lei un brano assolutamente fuori dalle sue corde.
Eccezion fatta, dunque, per poche, pochissime, canzoni, il nuovo lavoro di Emma può dirsi privo di fascino ed originalità.

Voto complessivo: 5