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giovedì 17 ottobre 2013

Alessandra Amoroso - Amore Puro


Da casa mia: L'album si apre con l'unica canzone che vede, tra le altre, la firma di Alessandra Amoroso. E' un pezzo leggero, carezzevole, abbastanza delicato. Nel middle8 si sente molto la mano di Tiziano Ferro, produttore dell'intero progetto discografico, soprattutto visti i riferimenti alla "città", alla "propria gente", che sono ormai presenze costanti nella produzione del cantante di Latina. Un buon inizio. Voto: 7

Amore puro:  Anche la seconda canzone, che dà il titolo all'album, e che è stata scelta come singolo anticipatore, è una ballade delicata. Le strofe, un po' lunghe, e forse troppo articolate, fanno spazio ad un ritornello che, invece, è sicuramente più d'impatto. Anche in questo brano, interamente confezionato da Tiziano Ferro, la mano del cantante è evidente, sia per il rimando (anche qui!) alla "propria gente", sia per la presenza di alcune parti "recitate" che interrompono il cantato (finale compreso), che contraddistingue molti dei brani dello stesso cantante di Latina. Voto: 7 1/2

Fuoco d'artificio: Una bella atmosfera, molto intima, caratterizza la terza traccia. E' un brano delicato, in cui la voce di Alessandra Amoroso, più pacata rispetto al solito, ben si sposa con il suono del pianoforte, indiscusso protagonista di tutto il pezzo. Peccato per il finto falsetto del finale, poco convincente. Voto: 7+

Starò meglio: Si cambia decisamente registro con la traccia numero 4. Una canzone vivace, allegra, con un arrangiamento quasi da musical regala all'album una ventata di freschezza. Probabilmente, tutta in inglese, avrebbe potuto acquistare qualche punto in più. Voto: 6 1/2 

Difendimi per sempre: Un pezzo elegante, che porta la firma di Tiziano Ferro, in cui Alessandra Amoroso sembra essere completamente a proprio agio. Nonostante gli elementi di novità, il pezzo si inserisce perfettamente nel repertorio dell'artista di Galatina, seguendo un po' la linea pop-melodica delle precedenti produzioni. Voto: 6 1/2

Bellezza, incanto e nostalgia: La canzone è intrisa di malinconia; particolarmente interessante è il contrasto con il motivo, invece, "leggero" che la accompagna. Voto: 7-

L'hai dedicato a me:  Altra canzone confezionata da Tiziano Ferro, che però riesce a mantenersi in linea con quanto già inciso da Alessandra. Nel pezzo il pathos è crescente. Il ritornello è breve, incisivo, semplice, efficace. Molto bello l'intenso middle8, che riesce a conferire valore aggiunto al tutto. Voto: 7+

Non devi perdermi: Bella, intensa, suggestiva, emozionante. La canzone, scritta da Biagio Antonacci, rappresenta una vera e propria perla all'interno dell'album. Diversa dalle altre, ma non per questo fuori dal coro, emerge per l'eleganza, l'intensità del testo, il vigore interpretativo. Voto: 8+

Non sarà un arrivederci: Immancabili nelle produzioni della Amoroso testi scritti da Federica Camba e Daniele Coro, a cui l'artista deve gran parte della propria notorietà. La canzone strizza l'occhio alle sonorità italiane anni '80. Non male. Voto: 7-

Hell or hight water: Ad un brano dalla chiusura, Alessandra si lascia andare in un pezzo interamente in inglese di genere soul-pop, le cui sonorità sono decisamente più internazionali. E' evidente che, nonostante le siano affidati nella maggior parte dei casi pezzi più struggenti e "melodrammatici", la cantante si senta a proprio agio nell'interpretare brani che esaltino, invece, il lato più black della sua voce.  Voto: 7+

La vita che vorrei: L'album si conclude con una canzone lenta, un po' melensa, dal testo evidentemente ricercato, ma di difficile presa sul pubblico. Voto: 5 1/2 

Saranno contenti i fan di Alessandra Amoroso. La sua ultima fatica discografica è perfettamente in linea con le sue precedenti produzioni.
L'impronta di Tiziano Ferro è abbastanza evidente soprattutto per ciò che concerne la qualità dei testi: più ricercati, maturi, introspettivi, non di rado ostici, specie al primo ascolto.
Troviamo, quindi, l'Alessandra di sempre, in una versione più raffinata e, potremmo dire, "adulta". 
Rimarrà deluso chi, invece, dopo due anni di attesa, un viaggio in America per studiare gospel e la produzione dell'album a Los Angeles, si aspettava un cambio di registro, una produzione più internazionale, più prossima al soul, che esaltasse la parte più black della voce Alessandra. 
Questo lato, invece, esplode in maniera prorompente soltanto in uno dei brani presenti nel disco. 
Quella che poteva essere una bella "scommessa", certamente rischiosa in termini di accoglienza da parte del pubblico, è finita per diventare una "parentesi" in un album certamente buono, ma non innovativo. 

Voto complessivo: 7

martedì 18 settembre 2012

Nelly Furtado - The spirit indestructible


Spirit indistructible: Comincia sottotono la canzone che dà il titolo all'album, per poi riprendersi dopo il primo ritornello. Il pezzo in generale è fresco ed ha un certo appeal radiofonico. Voto: 7+

Big Hoops: Scelto come singolo anticipatore del cd, il brano, dalle evidenti sonorità urban pop, ha bisogno di diversi ascolti prima di entrare in testa, ma una volta che lo fa è difficile che riesca ad uscirne. Voto: 7

High Life: Tra le canzoni più allegre dell'album. Un motivetto spensierato, infatti, caratterizza l'intera traccia numero 3. La parte rap che va a costituire il middle8 si amalgama bene con il resto del brano. Voto: 7 1/2

Parking Lot: La canzone numero 4, scelta anche come singolo promozionale dell'album in USA, si muove a metà strada tra l'urban, l'r&b ed il pop. Il risultato è inusuale, ma interessante. E' un brano, infatti, che si discosta abbastanza da quello che ultimamente si sente in giro, ma che riesce comunque ad attirare l'attenzione. Voto: 7+

Something: Il pezzo, in collaborazione con il rapper statunitense Nas, appare un po' sottotono rispetto alle altre produzioni, nonchè abbastanza ripetitivo. Futile. Voto: 5+

Bucket List: Comincia con una risata la sesta canzone dell'album, che, da un punto di vista musicale, ricorda molto la Nelly Furtado degli esordi. Il prezzo è simpatico, anche se poco originale. Il ritornello ne rappresenta il punto di forza. Voto: 6 1/2

The Most Beautiful Thing: Interpretata in collaborazione con la cantante e musicista portoghese Sara Tavares, la settimana canzone è lenta e tediosa. Fuori contesto rispetto all'album, non convince. Voto: 4 

Waiting for the Night: L'album si riprende, per fortuna, alla grande con la traccia numero 8. Un pezzo fresco, moderno, energico, dalle sonorità decisamente radiofoniche. Il ritmo diventa sempre più incalzante mano a mano che ci si avvicina alla fine e conquista grazie ad un ritornello di facile presa tutto da ballare. Voto: 7 1/2 

Miracles: Canzone soave ed armoniosa, dalle sonorità arabeggianti. Una ballade romantica e sensusale. Bello il virtuosismo nel middle8. Voto: 6 1/2

Circles: Tipica canzone riempi-album, senza nè arte nè parte. Lenta, ripetitiva, sottotono, monotona. Voto: 5

Enemy: Così come il precedente, anche questo brano è lento e noioso. Voto: 4 1/2

Believers (Arab Spring): L'ultima traccia è caratterizzata da sonorità sicuramente più rockeggianti. Pur essendo un po' fuori contesto rispetto alla linea musicale del cd, la canzone riesce comunque ad intrigare.  Voto: 6 1/2

E' possibile parlare dell'ultima fatica di Nelly Furtado come di un'album riuscito a metà. 
Non mancano, infatti, canzoni interessanti, anche controcorrente rispetto a quanto si sente ultimamente in giro nel mondo del pop internazionale, ma che comunque hanno un buon appeal proprio per la loro unicità; allo stesso tempo, però, sono presenti anche alcuni pezzi sottotono, mosci, talvolta ripetitivi. 
Il quinto album in studio della cantante canadese è, quindi, per molti aspetti interessante, anche se privo di un singolo che possa dirsi una vera e propria hit. 

Voto complessivo:

venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

venerdì 20 gennaio 2012

Natalia Kills - Perfectionist


Wonderland: Atmosfere dark, miste a sonorità elettro-pop, fanno del brano d'apertura un pezzo interessante e sicuramente d'impatto.
Stilisticamente ricorda a tratti la Rihanna di "Rated R" e la Britney di "Blackout". Ed è proprio sulla falsa riga del "Mr. Photographer" cantato nel ritornello di "Kill the Lights" di Miss Spears, che Natalia Kills chiede "Take me to Wonderland". Buono. Voto: 7 1/2

Free: Cantata il collaborazione con will.i.am, che l'ha scoperta, la seconda traccia, è ritmata e simpatica, ma un po' ripetitiva, sia nelle strofe, un po' cantalenate, che nel ritornello, che sembra a tratti una filastrocca. Poco entusiasmante. Voto: 6-

Break you hard: Si ripiomba in cupe atmosfere, con tanto di risata diabolica. La cantante osa di più lasciandosi andare in qualche virtuosismo, che però non risolleva le sorti di un brano che, nonostante i buoni propositi, stenta a decollare. Il ritornello, inoltre, ricorda, troppo, "Monsoon" dei Tokio Hotel. Voto: 5+

Zombie: L'impressione che si ha ascoltando questo brano è quella di trovarsi di fronte ad una bonus-track o una unreleased di Lady GaGa. Cupa, suadente, misteriosa, la canzone è in perfetto stile "The Fame Monster". Non male. Voto: 6+

Love is a suicide: Canzone interessante ed avvincente. Il ritornello è accattivante. Le sonorità fresche e coinvolgenti. Un pezzo valido. Il middle8 sussurrato, che spezza un po' il clima della canzone, è intenso. Voto: 7+

Mirrors: Pezzo ben riuscito, in cui sembrano co-presenti sonorità assolutamente moderne e melodie degli anni '80. Proprio per questa sua particolarità la canzone riesce a conquistare dopo pochi ascolti. Il ritornello, di cui la prima parte è in falsetto, è originale ed avvincente. Ha tutte le carte in tavola per essere considerata alle stregua di altre hit pop. Voto: 8

Not in love: La canzone diventa via via più incalzante mano a mano che si avvicina al ritornello, che è d'impatto. Brano travolgente nella sua aura quasi tenebrosa e sfuggente. Voto: 6 1/2

Acid Annie: Canzone cupa, sinistra, ma anche violenta, nella sua intensità. Voto: 6+

Superficial: Nonostante la canzone sia assolutamente pop (strofe simpatiche e semplici, ritornello incalzante, facile da memorizzare), l'arrangiamento rimanda comunque ad atmosfere meste, quasi macabre, merito anche di un coro quasi d'oltretomba. Un bel contrasto. Tra le canzoni più riuscite dell'album. Voto: 7 1/2

Broke: Canzone carezzevole dalla atmosfere suadenti. E' il primo brano mid-tempo del cd. Suggestivo. Peccato per l'uso, forse eccessivo, del sintetizzatore, che toglie naturalezza alla voce della cantante britannica. Voto: 6+

Heaven: Altra canzone lenta. E' melodica e romantica. Musicalmente è originale, mentre la parte cantata sa di già sentito. Peccato. Voto: 5 1/2

Nothing lasts forever: Dopo due canzoni melodiche, Natalia Kills si lascia andare, scatenandosi sulle note di un pezzo elettro-pop tutto da ballare. Nel brano duetta con Billy Kraven, noto produttore e paroliere americano, che l'ha scritta. La canzone ha un bel ritmo, è incalzante, veloce, interessante. Bella anche l'interpretazione della cantante inglese. E' la migliore produzione, dopo "Mirrors". Voto: 8

If I was God: L'album si conclude con una canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto dell'album. Si tratta di un pop fresco ed armonioso. Una buona conclusione. Voto: 6 1/2

Uscito nel 2011, l'album di Natalia Kills, pur contenendo non pochi elementi originali ed interessanti, è passato un po' in sordina, ottenendo risultati discreti nelle vendite nei paesi in cui è uscito.
Il personaggio è particolare e, dalle tematiche affrontate nei brani al look, passando per le sonorità che attraversano l'album, è evidente che l'intento della produzione è quello di proporla come una Lady GaGa dark, una cantante pop che strizza l'occhio al gotico.
A tratti l'artista riesce a convincere. Altre volte, invece, anche a causa di brani non del tutto originali, sembra semplicemente la copia mal riuscita di cantanti già affermate.
L'album, comunque, non è male ed, anzi, grazie ai pezzi più convincenti potrebbe riuscire comunque a farsi spazio del panorama musicale internazionale.

Voto complessivo: 7

martedì 6 dicembre 2011

Rihanna - Talk That Talk


You da one: La canzone che fà da apripista all'album, nonchè secondo singolo estratto, ha un sound che si colloca a metà strada tra il reggae ed il pop. Il ritornello, di semplice fattura, è reso particolare dal modo in cui è cantato, in maniera quasi cantilenata, da Rihanna.
Un inizio simpatico. Voto: 6 1/2 

Where have you been: Più moderna e movimentata è la seconda traccia. L'interpretazione particolare e lo stile, a metà strada tra le sonorità di "Only Girl in the world" e gli acuti di "Complicated", ne fanno un prodotto abbastanza d'impatto.
Tuttavia, gli interlude musicali elettronici, sul genere "Benny Benassi", fanno perdere valore ad un brano altrimenti originale. Voto: 7

We found love: Sicuramente di impatto la canzone che ha anticipato l'uscita dell'album. E' un pezzo dance, ben interpretato.  Le strofe, ripetitive, e la musica che anticipa il ritornello conferiscono al tutto un'atmosfera psichedelica interessante. Voto: 7

Talk that talk: Riporta un po' al passato il brano che dà il titolo all'album. Le musiche, infatti, sono in perfetto stile "Rated R" (fra tutte tornano alla mente le sonorità di "Wait your turn" o "Hard"). In questa canzone la cantante delle Barbados si è avvalsa della collaborazione di Jay-Z, con il quale già ebbe modo di cantare nella ben più celebre "Umbrella".
Il livello è sicuramente più basso rispetto a quello del precedente featuring. Il motivetto, comunque, non è male. Voto: 7

Cockiness (Love It): La traccia numero 5 sembra non avere alcun filo conduttore. Infatti, sembra quasi che la prima parte sia totalmente scollegata al ritornello e dalle restanti strofe. Inoltre il finale è brusco, come se il brano fosse interrotto. Troppo stravagante. Voto: 6 1/2

Birthday cake: Canzone assolutamente senza senso. Dura poco, troppo poco. Sembra quasi interrotta, e quel poco che c'è è ripetitivo e poco musicale. Voto: 5

We all want love: Più musicale e di maggiore impatto è la traccia numero 7. Si tratta di una canzone melodica, ritmata, anche se un po' ripetitiva. Voto: 6

Drunk on love: Molto suggestiva la musica che accompagna la canzone numero 8 (presa in parte da Intro dei The xx). Per il modo in cui è cantata, l'intesità e la carica interpretativa, nonchè per la melodia, ricorda molto "Complicated", brano contenuto nel precedente cd. I virtuosismi, validi, a cui Rihanna si lascia andare nel corso del brano sono la firma inconfondibile della cantante. Voto: 7 1/2

Roc me out: Brano dalle atmosfere più rockeggianti. L'atmosfera più "cupa" e la voce calda della cantante rendono la canzone molto piacevole da ascoltare. Originale, energica, fresca. Voto: 8-

Watch n' learn: Ad una canzone dalla fine, si cambia di nuovo registro musicale. Il penultimo brano, infatti, strizza l'occhio a sonorità decisamente hip hop. Il pezzo è simpatico, dal ritmo incalzante. Voto: 6 1/2

Farewell: L'album si conclude con l'unica ballata contenuta nel cd. Il pezzo è intriso di nostalgia e malinconia. Un finale elegante e delicato, a dispetto di un album in cui invece sembra quasi essere l'irriverenza a farla da padrona. Voto: 7+

Una miscellanea di generi musicali attraversa l'ultima fatica discografica di Rihanna.
L'album, composto di tracce tutte diverse, appartenenti a generi musicali differenti, ha in sè cose ben riuscite ed altre, invece, meno convincenti.
L'uso del sintetizzatore, di cui non di rado è stato fatto un abuso, inoltre, non rende giustizia ad una voce tanto interessante quanto affascinante come quella di Rihanna.
Poichè con "Loud" la cantante barbariana ha dimostrato che è assolutamente in grado di realizzare prodotti di alto livello, per questo lavoro, che non può dirsi sicuramente negativo, sarebbe stata opportuna, forse, una riflessione ulteriore al fine di mettere a punto un prodotto qualitativamente superiore.

Voto complessivo: 7

mercoledì 2 novembre 2011

Gianluca Grignani - Natura Umana


Un ciao dentro un addio: Riporta un po' indietro nel tempo la canzone d'apertura del cd; lo stile, infatti, è quello del Grignani delle origini. Si tratta di una canzone romantica, abbastanza melodica, dalle sonorità a metà strada tra la canzone italiana ed un pop rockeggiante. Voto: 6

Natura umana: La canzone che dà il titolo all'album ha una melodia incalzante molto interessante. La parte cantata è però un po' cantilenata e questo toglie al brano quell'appeal che, invece, la musica riusciva a darle. Voto: 5

Sguardi: Vagamente più rockeggiante, la terza traccia è sicuramente interessante. Il ritornello è radiofonico e si fissa facilmente in testa. Nella parte finale l'inciso è simpaticamente interpretato da un coro di bambini. Voto: 7

Che cosa importa se: Sembra quasi un grido-sfogo la quarta canzone. Grignani "denuncia" con ironia i mali della modernità a ritmo di chitarra e batteria, affermando però la propria identità e libertà con irriverenza. La canzone è musicale, vigorosa, potente. Voto: 7

Mondo libero: Canzone un po' chiassosa, ma non per questo poco interessante. La musica a tratti sovrasta la voce del cantante, che riesce comunque ad emergere con energia. Voto: 6+

Miliardi di mani: Brano sicuramente più moderato rispetto a quelli che lo precedono. Melodico, ma energico, pur se un pizzico ripetitivo. Voto: 6

Io per te: Un bell'arrangiamento per una canzone, purtroppo, banale. Il cantato è troppo cadenzato ed anche il testo è abbastanza piatto-scontato ("Rinuncerei a tutto io per te"). Voto: 5+

Finchè ti dimentico: Tra le canzoni più interessanti del disco. La melodia è originale, il brano si distingue dagli altri per il ritmo travolgente e per la capacità di coinvolgimento di cui è pervasa. Voto: 7+

Le scimmie parlanti: E' la canzone più energica e vivace del cd. E' allegra, simpatica, divertente. Voto: 7

Lontano da te (l'Europa dall'America): Nonostante la canzone parli di lontananza e solitudine, la musica che la accompagna è movimentata, turbolenta. Ciò rende il brano particolare, quasi surreale, festoso, ma amaro, malinconico, ma vitale. Una bell'ossimoro. Voto: 7

Grignani, autore di testi e musica di tutte le canzoni, ha prodotto un album forte e vigoroso.
A dispetto del singolo di lancio, dalle atmosfere più soft e moderate, il cd è invece caratterizzato da musicalità sicuramente più rockeggianti miste ad un pop piacevole ed in molti punti originale.
Si tratta, dunque, di un buon prodotto, piacevole da ascoltare.

Voto complessivo: 7

domenica 2 ottobre 2011

Nicola Roberts - Cinderella's Eyes


Beat of my drum: La canzone che apre l'album è un mix di suoni freschi, nuovi e simpatici. Le strofe e la parte prima del ritornello sono molto pop ed orecchiabili, mentre il ritornello sà tanto di "filastrocca-canzoncina", il che le fà perdere appeal, ma al tempo stesso riesce a conferirle un'aria ancora più originale. Un inizio scoppiettante. Voto: 7+

Lucky day: Secondo singolo estratto dall'album, dopo Beat of my drum, questo brano sembra infuso da sonorità del passato mixate a suoni elettronici assolutamente moderni. Il modo di cantare di Nicola Roberts rende il tutto molto suggestivo e particolare. Voto: 7

Yo-yo: Brano ben confezionato. La parte cantata, a tratti melodica, si sposa benissimo con una base elettropop molto orecchiabile. Una bella sorpresa. Voto: 7 1/2

Cinderella's Eyes: La canzone che dà il titolo all'album è veloce, movimentata, ma non per questo banale o scontata. Le musiche elettropop riportano alla mente atmosfere anni '80. L'interpretazione è lodevole. Voto: 7 1/2

Porcelain Heart: Una canzone-gioiello. La musica è affascinante, l'interpretazione molto interessante. E' un pezzo radiofonico e piacevole da ascoltare. Voto: 7 1/2

I: La prima canzone lenta del cd è accompagnata da melodie che strizzano l'occhio ad un sound tipicamente orientale. Nonostante un'interpretazione valida, la canzone risulta abbastanza ordinaria, rispetto ad una serie di canzoni decisamente più innovative. Voto: 5

Everybody Got to Learn Sometime: La canzone, lenta, di per sè è abbastanza scontata, ma musica e suoni che accompagnano il brano sono davvero belli e ricercati. Voto: 6

Say It Out Loud: Canzone abbastanza moderata. La cantante sembra essere costantemente sul punto di far esplodere la propria carica emotivo-interpretativa ed invece, fino alla fine, rimane quasi "contenuta". Il brano è altrettanto ordinario. Voto: 6

Gladiator: Con questa canzone Nicola Roberts ritorna ad attirare l'attenzione degli ascoltatori grazie ad una musica affascinante ed un'interpretazione ed un modo di cantare particolari, vivaci, notevoli. Sia musicalmente che nell'interpretazione ricorda molto la Gwen Stefani di "What You Waiting For?" Voto: 7 1/2

Fish Out of Water: Canzone abbastanza anonima. Nonostante anche in questo brano siano presenti sonorità accattivanti, il cantato ed il testo fanno pensare ad un pezzo riempi-album. La meno interessante dell'album. Tra l'altro è quella che dura di più (quasi 5 minuti) Voto: 4 1/2

Take A Bite: Coinvolgente, veloce e simpatica, la penultima canzone ha un ritornello molto efficace e che difficilmente si toglie dalla testa. Il massimo per una canzone pop. Un po' per il modo in cui è cantata, un po' per la musica e la struttura della canzone, questa un po' gli ultimi lavori di Avril Lavigne. Voto: 6 1/2

Sticks + Stones: Nicola Roberts saluta i propri ascoltatori con una canzone soft, una ballad lenta e delicata, armoniosa e poetica. Un finale lirico. Voto: 6 1/2

Il primo lavoro da solista di Nicola Roberts, ex componente del gruppo pop Girls Aloud, è infuso di melodie nuove ed originali. L'album, infatti, soprattutto per quanto riguarda le canzoni più movimentate, è ricco di suoni evidentemente ricercati, dal sound internazionale. Molte canzoni contenute nel cd hanno tutte le caratteristiche per diventare vere e proprie hit. I brani più lenti, invece, comunque in netta minoranza, sono più ordinari, ma non per questo non interessanti.
Un valore aggiunto ad ogni brano è dato dal modo di cantare della Roberts, assolutamente singolare. 
La sua carta vincente, in questo caso, risultano proprio la personalità ed il carattere con cui riesce a dare un'impronta chiara a tutto ciò che interpreta.
Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che la Roberts oltre ad essere interprete, è anche co-autrice di tutti i brani dell'album (ad eccezione della cover "Everybody's Got to Learn Sometime"). Un esordio più che valido.

Voto complessivo: 7

mercoledì 29 giugno 2011

Beyoncé - 4


1+1: L'album si apre con un brano così lento e monocorde che anche la voce di Beyoncé, tra le più belle ed interessanti nel panorama pop internazionale, stenta a decollare. voto 4

I Care: Brano delicato, armonioso. La voce di Beyoncé riesce a trasmettere contemporaneamente dolcezza e vigore. Si presta ad essere una vera e propria hit. Voto: 8

I Miss You: L'album prosegue mantenendo una linea romanticheggiante. Il pezzo è molto radiofonico, ma sarebbe stato opportuno, forse, un ritornello più forte, che gli avrebbe conferito sicuramente un valore aggiunto. Voto: 5

Best Thing I Never Had: Il ritornello della canzone è incalzante, spumeggiante, piacevole; tuttavia le strofe sono abbastanza spente. Voto: 7 

Party: Di festoso in questa canzone c'è solo il titolo. La collaborazione con il rapper André 3000, infatti, risulta scialba e incolore. Voto: 4

Rater Die Young: Il sound di questa canzone riporta ad atmosfere passate. La canzone, infatti, sembra venire direttamente dagli anni '80 / '90. Voto: 5

Start Over: Altro brano lento. In questo pezzo Beyoncé gioca molto con la propria voce, lasciandosi andare in qualche interessante virtuosismo. Apprezzabile il ritornello. Voto: 6

Love on Top: Altro tuffo nel passato con questo brano, dal sound molto anni '80. Si tratta del primo di una serie di pezzi, finalmente, vivaci e movimentati, a dispetto di un album che fino alla traccia precedente si era contraddistinto per i toni un po' troppo pacati. Non è, certo, una canzone che "spacca", ma, quantomeno, rompe la monotonia di un cd altrimenti troppo monocorde.  Voto: 7

Countdown: Da un eccesso all'altro. Dopo la serie di canzoni lente, si prosegue con una seconda canzone dai toni più allegri. Tuttavia, però, il suono di trombe che accompagna l'esecuzione di Beyoncé, ed in generale il rap incalzante, fanno della canzone un pezzo abbastanza confusionario. Voto: 6

End of Time: Canzone ritmata, allegra, vivace. La musica è fresca, frizzante. E' tra le canzoni più riuscite dell'album per la propria capacità di coinvolgimento. Voto: 7 1/2

I Was Here: Pezzo difficile e garbato, in cui le doti interpretative di Beyoncé emergono in tutta la loro potenza. E' una canzone sicuramente delicata, ma al contempo impegnativa. Voto: 5 1/2

Run the world (Girls): L'album si conclude con la canzone che ha anticipato l'uscita dell'album. Si tratta di una canzone ad alto livello di coinvolgimento per il sound allegro e particolare. E' sicuramente un brano accattivante, ma non rientra sicuramente tra le hit che hanno reso celebre la cantante statunitense. Voto: 6 1/2

Beyoncé nel corso della sua carriera è riuscita a raccogliere numerosi consensi per la sua capacità di spaziare.
Con la propria voce, infatti, è stata capace di interpretare con singolare maestria brani movimentati (veri e propri tormentoni come "Crazy in Love" o "Single Lady", per citare i più celebri), ma anche ballate toccanti  ("Listen" e "If I were a boy" su tutte).
Tuttavia in quest'album la cantante sembra aver premuto troppo l'acceleratore sulle ballads, interpretando essenzialmente canzoni lente.
Il livello di alcune di queste, però, è decisamente inferiore rispetto a quelle contenute negli album precedenti.
Molte, infatti, sono sottotono ed è un peccato, visto che la voce di Beyoncé risulta quasi sprecata.
Per quanto riguarda le canzoni movimentate (in netta minoranza), invece, anche se queste riescono ad attirare di più l'attenzione degli ascoltatori, sembrano essere comunque meno interessanti di quelle che Beyoncé ha proposto fin'ora.
Un dato è certo. Con questo quarto album la cantante statunitense ha voluto osare, provando a cambiare rispetto al passato.
Cambiare, però, non sembre significa migliorare. L'album, infatti, risulta un po' incolore, soprattutto se in confronto ad un capolavoro come "I am... Sasha Fierce".

Voto complessivo: 7

giovedì 31 marzo 2011

Britney Spears - Femme Fatale


Hold it against me: L'album si apre con la canzone che è stata scelta come singolo anticipatore.  In effetti il brano ha in sè un po' le caratteristiche dell'intero cd. E' un pezzo molto dance, in cui però non manca una parte cantata molto interessante. Ricorda un po' lo stile di Kesha, ma anche un po' la melodia di "Shuttered Glass", canzone contenuta in "Circus". Un inizio comunque buono. Voto: 7

Till the world ends: La traccia numero 2, scelta come secondo singolo estratto dall'album, ricorda vagamente nel pre-ritornello il motivo della canzone "I like It" di Enrique Iglesias.
La canzone, tutto sommato carina, sicuramente non tra le più belle dell'intero lavoro discografico, perde molto nel ritornello coro da stadio. Voto: 5 1/2

Inside out: Poco convincente. C'è una sorta di incongruenza tra il cantato, quasi dolce e lento, ed un arrangiamento più adatto, invece, ad una canzone maggiormente ritmata. Voto: 6

I Wanna go: Coinvolgente, spensierata, tutta da ballare. Questa canzone è sicuramente tra le più riuscite dell'album. Il fischio alla Bob Sinclair che la accompagna si configura come un tratto distintivo simpatico. Voto: 8

How I roll: Simpatica, frizzante e dall'arrangiamento particolare, questa canzone, meno ballabile delle precedenti, è comunque gradevole e molto radiofonica. Voto: 6 1/2

(Drop Dead) Beautiful: Cantato in collaborazione con la rapper emergente Sabi, il brano si distingue per l'irriverenza, la freschezza, il ritmo. E' un pezzo sicuramente più da ballare che da cantare. Voto: 7 1/2

Seal it with a kiss: Un po' come per "Inside out", anche qui musica e cantato sembrano quasi in contrasto tra loro. La parte cantata mal si sposa con una base invece ritmata. Il risultato è un brano poco coinvolgente. Voto: 5

Big fatt bass: In questa canzone, originale, simpatica, vivace, spiritosa, è palese la mano di Will.I.Am, che ne è il produttore. Soprattutto nelle parti cantate da lui e in quella finale il richiamo forte, evidente, è ai successi dei "Black Eyed Peas". Voto: 8

Trouble For me: Nelle strofe la canzone sembra un remix di "Lace and leather", brano contenuto nel precedente album di Britney, "Circus". Il ritornello è simpatico e incalzante. Il motivo entra facilmente in testa. Voto: 7

Trip to your heart: Il brano è poco convincente. Sembra, a tratti, nel ritornello, una slow version di "Loba", canzone portata al successo da Shakira. Voto: 5 1/2

Gasoline: Canzone interessante. Bel ritmo. Simpatico il falsetto nel cantato. Voto: 6 1/2

Criminal: L'album si conclude con una canzone un po' fuori dal coro rispetto al mainstream dell'album. Si tratta, infatti, di una ballata, che strizza vagamente l'occhio alla musica country. Il ritornello è persuasivo, è una canzone dal motivo accattivante. Voto: 7

A dispetto del titolo,  c'è ben poco della "Femme Fatale" in quest'album.
Chi si aspetta, dunque, canzoni sensuali, raffinate o eleganti rimarrà deluso.
Il cd si configura, al contrario, come un insieme di canzoni assolutamente pop, più da ballare che da cantare.
In genere Britney è sempre stata, un po' come Madonna, anticipatrice di tendenze. 
Il fatto che, invece, in più di un pezzo vi siano "rimandi" ad altre canzoni appare un po' una novità per un'artista che, nonostante i problemi personali cui è andata incontro, è sempre rimasta sulla cresta dell'onda.
L'album, nonostante tutto, appare comunque di buona fattura.
E' ricco di melodie interessanti e di canzoni simpatiche e divertenti, molte delle quali si apprestano senza problemi a diventare delle future hit.

Voto complessivo: 7+

sabato 11 dicembre 2010

Paola & Chiara - Milleluci

Milleluci: L'album si apre con un brano melodico, di come non se ne sentono quasi più, che strizza l'occhio alle canzoni italiane di una volta. Paola & Chiara hanno osato ed il risultato è sicuramente positivo. Voto: 7 1/2

Pioggia d'estate: Paola & Chiara si sono confermate anche quest'anno tra le protagoniste dei tormentoni estivi, con un brano accattivante, tra il dance e l'elettronico, proponendo qualcosa di assolutamente nuovo e fresco. Da cantare, ma anche ballare. Voto: 8

Così non saprai mai: Le sorelle Iezzi si sono cimentate nella cover, in versione italiana, di "Russian Rulette", brano portato al successo dalla cantante Rihanna. Inevitabile il confronto tra le due interpretazioni, a favore, però, della popstar barbadiana. Voto: 6

E non so: Questa canzone rievoca l'atmosfera e la melodia di un vecchio cavallo di battaglia di P&C, "Amoremidai"... Romantica, languida, intensa. Voto: 6 1/2

Sodoku: Brano allegro, simpatico, spensierato. Il sound è originale. Il motivo interessante. Voto: 7

Stringimi (Ho bisogno di te): Canzone pop/rock interessante. Il ritornello entra facilmente in testa. Musicalmente riecheggia lo stile del gruppo americano dei Maroon 5. Bello il modo in cui le voci delle due sorelle si alternano, si combinano, per poi separarsi. Voto: 7 1/2

Disco Voodoo: Canzone allegra, leggera, pungente, ironica. Sound elettronico, che mischia melodie passate a suoni assolutamente nuovi. Tra le più riuscite dell'album, anche per la carica espressiva in essa contenuta. Voto: 8

Poco più in là: Un brano elegante, raffinato. Palese dimostrazione che Paola & Chiara sono artiste assolutamente versatili, capaci di intrattenere con brani leggeri, ma anche valide interpreti di pezzi più impegnativi. Voto: 7

Adesso Stop!: Una bella conclusione dance, vivace, divertente. Un inno alla libertà ("La mia vita è solo mia" è la frase esemplificativa dell'intero brano) da cantare e ballare. Voto: 7

Album totalmente variegato, all'interno del quale ci sono pezzi da ballare, ma anche melodie dolci alle quali ci si può facilmente abbandonare. Paola & Chiara sono tornate insieme sulla scena musicale dopo quasi due anni con un lavoro maturo, elegantemente progettato e ben riuscito.

Voto complessivo: 7+