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venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

mercoledì 9 marzo 2011

Loredana Errore - L'errore


Che bel sogno che ho fatto: L'album si apre con una canzone lenta, volta a raccontare un dramma familiare (seppur in sogno). Nonostante l'intento sia quello di colpire la sensibilità degli ascoltatori, ne risulta, in realtà, un brano troppo melenso, quasi stucchevole. Voto: 4

Il muro: La canzone, primo singolo dell'album, ha un sound interessate. Musica e parole viaggiano insieme in maniera indovinata. Il motivetto è accattivante. Voto: 7

Cattiva: Loredana, durante la sua permanenza ad "Amici", ha spesso dato l'impressione di essere un po' folle. Molto azzeccata, dunque, l'idea di farla duettare con un'altra scatenata della musica italiana: Loredana Bertè. Le due Loredana, insieme, cantano una canzone di per sè già attraente, resa ancora più singolare dalla loro intepretazione. Voto: 8 1/2

Madre che non ci sei: Sulla stessa linea della canzone che apre l'album, anche questo pezzo si propone di toccare il cuore delle persone più sensibili, parlando, come suggerito dal titolo, di una madre assente. Tuttavia, nonostante il tema delicato, la musica è così lenta da rendere il tutto troppo pesante. Voto: 4  

Fotto la poesia: Canzone sopra le righe, in cui è reso pienamente il carisma di Loredana. Di questo pezzo, ed è evidente, infatti, Loredana è co-autrice insieme a Biagio Antonacci. Il ritornello è impetuoso, anche se le strofe indeboliscono la canzone. Voto: 6

La mia piccola casa: Canzone dall'atmosfera singolare. Il testo è attraente poichè la voglia di libertà e di indipendenza di cui si racconta è oltremodo avvertibile, quasi tangibile. Voto: 6 1/2

Kongo: Il testo di questa canzone è stato completamente messo a punto da Loredana Errore. E' pregno di allegria e spensieratezza, in netta contrapposizione con altre canzoni dell'album, molto più cupe. Voto: 6 1/2

Voglio solo te: Canzone fiacca, monotona, a tratti ripetitiva. La voce di Loredana risulta sovente lagnosa. Voto: 4

Sincera: Canzone un po' insipida. La stessa verve che contraddistingue Loredana sembra essere assente. Anonima. Voto: 5

Poi te ne parlerò: Il disco si conclude con una canzone romantica, lenta, un po' stinta. Voto: 4

A quanto pare "l'errore" annunciato nel titolo dell'album non si riferisce tanto al cognome di Loredana, quanto alla scelta, poco adatta, di farle interpretare canzoni troppo introspettive, lente, spesso svenevoli.
Le canzoni in cui la cantante riesce a dare il meglio di sè sono quelle che, in accordo col personaggio, sono sopra le righe, come il duetto con la Bertè, punta di diamante dell'intero progetto discografico.
Il risultato è dunque un disco in cui si alternano momenti interessanti a fasi più monotone.

Voto complessivo: 6-