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mercoledì 25 dicembre 2013

Beyoncé - BEYONCÉ


Pretty Hurts: L'album si apre con una delle migliori produzioni in esso contenuto: una ballade pop potente e radiofonica. Scritto da Sia, il brano è orecchiabile e di impatto. Il pathos è crescente così come gli acuti di Beyoncé che si fanno spazio mano a mano che la canzone va avanti. Un inizio esplosivo. Voto: 9  

Haunted: Idealmente il brano è diviso in due parti: c'è un primo flusso di coscienza nel quale la voce della cantante americana, evidentemente modificata al sintetizzatore, recita senza sosta, a cui segue la canzone vera e propria. Seducente, ammaliante, immerso in un'atmosfera un po' dark, si tratta di un pezzo R&B dalle forti influenze elettroniche. Le parti recitate, che si alternano al cantato, riportano alla mente, tra le altre, "Erotica", "Justify my love" e "Human Nature", celebri hit di Madonna, che, come queste, sono un concentrato di erotismo e sensualità. Voto: 8 1/2

Drunk in love: L'album continua a tenere l'acceleratore premuto sulla sensualità, con un pezzo  R&B featuring Jay-Z, che rappa per tutta la durata della terza strofa. Il punto di forza del brano è il ritornello, breve, ma incisivo, fresco e di impatto. Voto: 8 1/2

Blow: Nella quarta traccia si fanno spazio nell'album atmosfere più retrò, ma al tempo stesso maggiormente pop. Si tratta di una canzone fresca, orecchiabile, che strizza l'occhio alle musicalità dance degli anni '70 fuse all'inconfondibile stile di Justin Timberlake e Pharrell Williams che sono tra i produttori. Voto: 8

No Angel: La canzone numero 5 è quasi sussurrata. Come nel caso di "Drunk in love", anche qui le strofe fanno spazio ad un ritornello breve, dal motivetto immediato, che entra facilmente in testa. Voto: 7 1/2

Partititon: Dopo un intro fresco, a metà strada tra l'R&B e l'Hip Hop, inizia il brano più sensuale e stimolante dell'intero album. La canzone, caratterizzata da una melodia voluttuosa ed ipnotica, è la candidata ideale a diventare una "Naughty Girl" 2.0. Voto: 8+

Jealous: Il cd si tinge quasi di cupo, con un pezzo introspettivo, pacato, riflessivo, in cui il ritornello accompagna gli ascoltatori in una dimensione inebriante, quasi celestiale. Il suono della batteria, che caratterizza tutta la produzione, diventa sempre più intenso e forte, fino ad esplodere in un energico e vigoroso finale. Voto: 8-

Rocket: La canzone, di chiaro stampo R&B, è caratterizzata da una melodia molto elegante, in cui la presenza del pianoforte è predominante. Tuttavia, è "poco moderna". Apprezzabile il middle8, in cui i virtuosismi di Beyoncé spezzano la monotonia di un pezzo che stenta a decollare. Voto: 5 1/2

Mine: In linea con la canzone precedente, anche questo brano è meno incisivo di quelli che costituiscono la prima parte dell'album. Tuttavia il featuring con Drake, altra voce della canzone, riesce a rendere il pezzo comunque interessante. Voto: 6 1/2 

XO: Scelto come singolo di lancio dell'album, il pezzo è fresco e orecchiabile. Il ritornello, ritmato e radiofonico, rende la canzone la più pop dell'intero cd. Voto: 8-

***Flawless: La canzone, di stampo hip hop, aggressiva e sopra le righe, costituisce un momento particolare ed interessante dell'album. La forte carica emotiva è bilanciata dalla voce pacata della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adiche, chiamata a  leggere parte di un suo discorso tenuto ad una conferenza femminista. Il brano prosegue tra irriverenza ed ironia. Voto: 8

Superpower: Le voci di Beyoncé e Frank Ocean si seguono, sovrappongono, alternano in una canzone lenta ed insapore. Voto: 5 1/2 

Heaven: Garbo ed eleganza contraddistinguono il penultimo brano dell'album. La ballade è suggestiva ed emotiva, accompagnata da una musica malinconica e soave. Voto: 7 1/2

Blue: L'album si conclude con una canzone che la cantante di Houston ha dedicato alla figlia, a partire dal titolo. E' un pezzo intimo, delicato, sentito. Una bella chiusura per un cd ricco di sorprese. Voto: 7 

L'ultimo album di Beyoncé, rilasciato sul mercato senza alcun preavviso, è un prodotto complesso e ricco.  Al suo interno, infatti, possiamo individuare almeno tre anime. 
La prima è quella sensuale: una buona fetta dei brani è carica di erotismo e passione, riuscendo a non cadere  mai nel volgare. 
La seconda è quella più intima e riflessiva: dal brano dedicato alla figlia a quello ad un'amica che non c'è più, alcune produzioni colpiscono per la profondità dei testi prima ancora che per la loro musicalità, dimostrando che non c'è bisogno di strafare sempre con la voce grandi acuti.
Infine c'è la Beyoncé più pop, a volte sovversiva, che incanta gli ascoltatori con la propria voce, conquistandoli con motivi semplici e d'impatto.
La forza di BEYONCÉ è quella di essere un cd "diverso", con una chiara impronta R&B elettronica, in cui i ritornelli riescono a conquistare quasi tutti sin dal primo ascolto.

Voto complessivo: 7 1/2  

domenica 7 ottobre 2012

MIKA - The origin of Love


Origin of love: La prima traccia, che dà il titolo all'album, è allegra, solare, spensierata. Il ritornello è energico ed incisivo. Le strofe simpatiche e movimentate. Unica nota negativa, il ricorso massiccio alla voce "elettronica", soprattutto nella parte iniziale, che toglie un po' di armonia ad un pezzo comunque valido. Voto: 7 1/2

Lola: Si continua in allegria con la traccia numero 2. La seconda canzone dell'album, sin dalle prime note, conquista per la sua semplicità, fino ad arrivare al ritornello, assolutamente di facile presa. Voto: 7 1/2

Stardust: A farla da padrone in questa canzone dance, ma melodica, sono i celebri falsetti che hanno portato alla popolarità il cantante anglo-libanese. Il pezzo è accattivante, veloce, energico. Voto: 7 

Make you happy: Prima che il cd uscisse sul mercato, Mika aveva già fatto ascoltare questa canzone tramite il proprio canale ufficiale Youtube, anche se con un arrangiamento più dance e meno soft. La versione contenuta nel cd, pur mantenendo intatta la struttura del pezzo, ha una base più delicata, in cui si sentono molto di più archi e violini che accompagnano la voce del cantante. Voto: 6 1/2 

Underwater: Vigorosa, ma al tempo stesso delicata, la prima vera ballade del cd. Si tratta di un pezzo suggestivo, elegante, soave, dal ritornello semplice, breve, ma incisivo. Valida. Voto: 8-

Overrated: La sesta canzone dell'album si distingue dalle altre per essere tipicamente "dance". Una serie di frasi semplici ed in rima si susseguono velocemente per fare spazio ad un ritornello esplosivo, ripetitivo, vigoroso. Una hit da discoteca. Voto: 7

Kids: Un po' sottotono rispetto alle altre canzoni del cd, la traccia numero 7 è lenta, nonostante la base ritmata, ed un po' ripetitiva. Futile. Voto: 6

Love you when I'm drunk: Irriverente, divertente, vivace! Il pezzo sprizza energia ed allegria in ogni sua parte. Le strofe sono veloci ed accattivanti, il pre-ritornello movimentato e suggestivo, il ritornello breve, ma deciso, il middle8 più pacato, ma non per questo di minor presa. Voto: 7 1/2

Step with me: Romantica, colorata, vagamente tropicale, la canzone numero 9 conquista sin da subito per la delicatezza e la potenza di cui è intrisa. Il ritornello è un crescendo di trepidazione e passione. Voto: 7 1/2 

Popular Song: Gioia ed allegria continuano a caratterizzare il cd di Mika. La traccia numero 10 è vivace, ritmata, simpatica. Si tratta di una rivisitazione della hit "Popular" del musical "Wicked", dalla quale prende in prestito non solo la melodia, ma anche lo spirito gioioso di cui è infusa. Voto: 7 1/2

Emily: Versione inglese di "Elle me dit", singolo lanciato in francese nel giugno 2011. La canzone è briosa, esuberante, animata, festosa. Un vero e proprio inno a prendere la vita alla leggera, ballando. Voto: 7 1/2

Heroes: La penultima canzone spezza un po' il clima festoso che caratterizza l'album. Si tratta di un pezzo più pacato, quasi malinconico, ma comunque suggestivo. Voto: 6

Celebrate: L'album si conclude con il featuring con Pharrell che ha anticipato l'uscita dell'album. In linea con lo stile del cd, si tratta di un pezzo spensierato e gioioso, ma di buona fattura. Voto: 7


Assente dalle scene musicali ormai da 3 anni, MIKA è tornato con un album molto ben curato. Co-autore di tutti i brani, si è avvalso della collaborazione di diversi "grandi" della musica (da Pharrell ai fratelli Benassi, da William Orbit a Greg Wells) al fine di rimettersi in carreggiata e conquistare le classifiche di tutto il mondo. Il risultato è un album di qualità, in cui i brani riescono quasi tutti a conquistare sin da subito. Molto buono. 

Voto complessivo: 7 1/2 

martedì 18 settembre 2012

Nelly Furtado - The spirit indestructible


Spirit indistructible: Comincia sottotono la canzone che dà il titolo all'album, per poi riprendersi dopo il primo ritornello. Il pezzo in generale è fresco ed ha un certo appeal radiofonico. Voto: 7+

Big Hoops: Scelto come singolo anticipatore del cd, il brano, dalle evidenti sonorità urban pop, ha bisogno di diversi ascolti prima di entrare in testa, ma una volta che lo fa è difficile che riesca ad uscirne. Voto: 7

High Life: Tra le canzoni più allegre dell'album. Un motivetto spensierato, infatti, caratterizza l'intera traccia numero 3. La parte rap che va a costituire il middle8 si amalgama bene con il resto del brano. Voto: 7 1/2

Parking Lot: La canzone numero 4, scelta anche come singolo promozionale dell'album in USA, si muove a metà strada tra l'urban, l'r&b ed il pop. Il risultato è inusuale, ma interessante. E' un brano, infatti, che si discosta abbastanza da quello che ultimamente si sente in giro, ma che riesce comunque ad attirare l'attenzione. Voto: 7+

Something: Il pezzo, in collaborazione con il rapper statunitense Nas, appare un po' sottotono rispetto alle altre produzioni, nonchè abbastanza ripetitivo. Futile. Voto: 5+

Bucket List: Comincia con una risata la sesta canzone dell'album, che, da un punto di vista musicale, ricorda molto la Nelly Furtado degli esordi. Il prezzo è simpatico, anche se poco originale. Il ritornello ne rappresenta il punto di forza. Voto: 6 1/2

The Most Beautiful Thing: Interpretata in collaborazione con la cantante e musicista portoghese Sara Tavares, la settimana canzone è lenta e tediosa. Fuori contesto rispetto all'album, non convince. Voto: 4 

Waiting for the Night: L'album si riprende, per fortuna, alla grande con la traccia numero 8. Un pezzo fresco, moderno, energico, dalle sonorità decisamente radiofoniche. Il ritmo diventa sempre più incalzante mano a mano che ci si avvicina alla fine e conquista grazie ad un ritornello di facile presa tutto da ballare. Voto: 7 1/2 

Miracles: Canzone soave ed armoniosa, dalle sonorità arabeggianti. Una ballade romantica e sensusale. Bello il virtuosismo nel middle8. Voto: 6 1/2

Circles: Tipica canzone riempi-album, senza nè arte nè parte. Lenta, ripetitiva, sottotono, monotona. Voto: 5

Enemy: Così come il precedente, anche questo brano è lento e noioso. Voto: 4 1/2

Believers (Arab Spring): L'ultima traccia è caratterizzata da sonorità sicuramente più rockeggianti. Pur essendo un po' fuori contesto rispetto alla linea musicale del cd, la canzone riesce comunque ad intrigare.  Voto: 6 1/2

E' possibile parlare dell'ultima fatica di Nelly Furtado come di un'album riuscito a metà. 
Non mancano, infatti, canzoni interessanti, anche controcorrente rispetto a quanto si sente ultimamente in giro nel mondo del pop internazionale, ma che comunque hanno un buon appeal proprio per la loro unicità; allo stesso tempo, però, sono presenti anche alcuni pezzi sottotono, mosci, talvolta ripetitivi. 
Il quinto album in studio della cantante canadese è, quindi, per molti aspetti interessante, anche se privo di un singolo che possa dirsi una vera e propria hit. 

Voto complessivo:

domenica 16 settembre 2012

Rita Ora - Ora


Facemelt: Il cd si apre con una canzone urban pop che non ha nè capo nè coda. Dura molto poco, ha un testo inusuale e sembra quasi che si interrompa bruscamente. Un brutto biglietto da visita. Voto: 4

Roc the life: L'album recupera punti grazie alla traccia numero 2, la prima vera canzone completa del cd. Si tratta di un pezzo pop effervescente e bizzarro, dal ritornello semplice ed accattivante. Voto: 7-

How we do (Party): Secondo singolo estratto dal cd, il pezzo sembra essere un po' un sunto di quanto circola in giro ultimamente. E così, mano a mano che si va avanti nell'ascolto, tornano alla mente Nicki Minaj, Black Eyed Peas, Katy Perry (specie nel middle8 cantanto da un corso di ragazzi stile "T.G.I.F"), per citarne alcuni. Non male, ma niente di nuovo. Voto: 7

R.I.P: Immancabile, così come in tutte le ultime uscite discografiche, la collaborazione con un rapper. In questa canzone, singolo anticipatore dell'album, Rita Ora è accompagnata dall'inglese Tinie Tempah. A metà strada tra il pop e l'elettronico, il pezzo è suggestivo e piacevole da ascoltare. Voto: 7

Radioactive: Decisamente più elettronica, la traccia numero 5 conquista per l'energia e la spensieratezza che riesce ad emanare sin dalle prime note. Pezzo dance valido, che verso la fine propone anche sonorità tipicamente anni '90. Voto: 7 1/2

Shine ya light: Un po' sottotono rispetto alle precedenti, la canzone strizza l'occhio al mondo raggae ed è caratterizzata da un sound pacato. Nel ritornello acquista un po' di brio. Voto: 6 1/2

Love and war: Mantiene la tranquillità della traccia precedente la canzone in collaborazione con il rapper J. Cole. Le due voci, armoniche tra loro, si sposano bene. Una bella middle-tempo. Voto: 7+ 

Uneasy: Nella scrittura del pezzo c'è anche la mano della stessa Rita Ora. La canzone è sbarazzina, allegra, simpatica, ma l'impressione è che le manchi quel qualcosa in più. 
Voto: 6 1/2 

Fall in love: Prodotta dall'inconfondibile mano di Will.I.Am, leader dei Black Eyed Peas, che non di rado interviene con la propria voce accompagnando Rita Ora nell'esecuzione, la canzone ha un sound dance-elettronico un po' ripetitivo. Il ritornello, tutto sommato, non è male. Voto: 6 1/2

Been Lying: Secondo ed ultimo pezzo dell'album in cui c'è la mano della cantante kosovara. Si tratta di una middle-tempo elegante  ed armoniosa, che necessita di qualche ascolto in più per essere apprezzata fino in fondo. Voto: 6 1/2

Hello, hi, goodbye: Segue un'altra traccia pacata e soave, in cui, però, un pizzico di vigore maggiore sarebbe stato più che opportuno. Di fatto, la canzone appare troppo troppo lenta. Inoltre, nel ritornello, ricorda la ben più celebre "Hello" portata al successo da Beyoncé. Voto: 4 

Hot right now: L'album si chiude con un pezzo di Dj Fresh, decisamente più ritmato. Una conclusione  fresca, allegra, sopra le righe. Un finale esplosivo. Voto: 6 1/2 

Dopo un inizio davvero bruttino ed inaspettato, l'album di debutto di Rita Ora, cantante britannica di origini albanesi, riesce a riprendersi alla grande, proponendo canzoni interessanti, valide e ben prodotte.
Dietro questa artista emergente ci sono grandi nomi. Il cd è stato prodotto da Jay-Z e vanta importanti collaborazioni (Will.I.Am, Ester Dean, Drake, The-Dream, Tinie Tempah, Kanye West).
"Ora" è un cd pop, in cui non mancano incursioni elettroniche e dance. 
La voce di Rita Ora è interessante, anche se, a causa di produzioni non sempre originali, non si è riusciti ancora a darle un'identità definita.

Voto complessivo: 6 1/2

mercoledì 9 maggio 2012

Marina and the Diamonds - Electra Heart



Bubblegum Bitch: La prima canzone, breve ed incisiva, palesa gli intenti dell'intero album. Musicalità elettroniche che strizzano l'occhio agli anni '80, un ritornello semplice ed assolutamente pop ed un testo provocatorio, infatti, sono elementi che saranno molto spessi ricorrenti all'interno del cd. Un inizio sopra le righe. Voto: 7+

Primadonna: Il singolo che ha anticipato l'uscita dell'album conquista sin dal primo ascolto. Frizzante, energico, elegantemente interpretato, ben si colloca tra le pop hits del momento, anche grazie all'esperta mano di Dr. Luke, produttore delle più celebri "Tik Tok", "California Gurls", "Girlfriend", "I Kissed a Girl" o "Hold It Against Me", per citarne alcune, e non ha nulla da invidiare a nessuna di loro. Voto: 8

Lies: La prima traccia "lenta", al cui interno sono presenti comunque incursioni elettroniche, convince un po' meno rispetto alle precedenti, nonostante l'autorevole produzione di Dr. Luke e di DJ Diplo (che ha collaborato anche con Beyoncé, Britney Spears, Gwen Stefani). Poco pathos e un po' troppa litania. Voto: 5 1/2

Homewrecker: Energia e belle musiche caratterizzano la traccia numero 4, in cui Marina and the Diamonds finalmente si lascia andare osando di più con la propria voce e dimostrando, dunque, di essere capace di cantare bene. Un prodotto ben confenzionato. Voto 7

Starring role: Altro brano lento, cantato nella maggior parte del tempo in falsetto, tecnica che alla cantante riesce abbastanza bene. Pezzo valido e ben interpretato. Voto 6 1/2

The State of dreaming: Una musica idilliaca introduce un brano che si rivela simpatico, moderno, ballabile, frizzante, anche grazie ad un ritornello fresco ed orecchiabile. Potenziale singolo. Voto: 7

Power & control: Canzone semplice, diretta, concisa, in cui conquistano le suggestive sonorità retrò. Pezzo di grande impatto. Voto: 7

Living dead: Preso singolarmente il brano funziona, ma dopo due canzoni movimentate e che più o meno hanno la stessa struttura, finisce per appesantire un album che si appresta a diventare troppo uguale a se stesso. Voto: 6

Teen idle: Buona l'idea di piazzare la canzone in questa parte del cd, riuscendo così a ridefinire un prodotto che si avviava a diventare monotono. Questa, però, appare essere l'unica nota a favore di una ballade abbastanza sottotono, che acquista qualche punto in più solo nella parte finale. Voto: 5

Valley of the Dolls: Altro pezzo lento, ma che, a differenza del precedente, contiene non pochi elementi interessanti: musica gradevole, ritornello importante, buona carica espressiva ed interpretativa. Voto: 6 1/2

Hypocrates: Canzone melodica, tranquilla, che si discosta da tutte le altre contenute nel cd. E', infatti, un brano interessante, nè troppo lento, nè troppo inflazionato da atmosfere disco-elettroniche. Buona. Voto: 6 1/2

Fear and Loathing: La canzone che chiude l'album, la più lunga di tutte (6:07), nonostante la musica celestiale, è troppo fiacca e per questo, neanche arrivati alla fine del suo ascolto, già stanca. Voto: 4

Pubblicato solo in Irlanda, nel Regno Unito e in Francia, il secondo cd di Marina and Diamonds si configura quasi come un "concept album", in cui l'interprete gallese, spogliatasi dalla vesti di cantante indie, si diverte (e diverte) a recitare il ruolo di Electra Heart, personaggio eclettico e sopra le righe, che racconta a modo suo l'american dream of life.
Co-autrice di tutti i pezzi Marina Lambrini Diamandis interpreta un buon prodotto, a cui hanno lavorato personaggi di spicco nel panorama musicale internazionale pop come Dr. Luke e DJ Diplo, per citarne alcuni.
Il cd è un florilegio di pezzi diversi tra loro: si susseguono, infatti, canzoni caratterizzate da sonorità elettro-pop da ballare e cantare e ballade più moderate, talvolta addirittura lagnose.
La cantante riesce ad adattarsi bene quasi a tutti i brani, anche se questo porta forse un po' a chiedersi quale sia poi in effetti lo stile che sente più suo.
In generale, comunque, si tratta di un album ben riuscito.

Voto complessivo: 6 1/2

martedì 27 marzo 2012

Madonna - MDNA


Girl gone wide: L'album si apre con un intro sinuoso che ricorda a tratti l'inizio di "Sorry", per poi esplodere in tutta la propria potenza con un brano pop dance dal riconoscibilissimo arrangiamento firmato Benny Benassi. E' sicuramente un pezzo forte, che trascina ed incita a ballare, reso ancora più accattivante dal videoclip che è stato lanciato poco prima dell'uscita dell'album. Allo stesso tempo, però, la canzone non spicca per originalità. Nel ritornello, infatti, sembra un vero e proprio mash-up di "Big Fat Bass" della Spears e di "Judas" di Lady GaGa. Un inizio scoppiettante, ma non di certo inedito. Voto: 7 1/2

Gang bang: Il tempo della canzone, scandito dal beat della batteria, non può non riportare alla mente il ticchettio dell'orologio di "4 minutes". Nonostante la base dance dal ritmo impellente, il brano è abbastanza pacato e sussurrato. Un contrasto interessante. Voto: 7+

I'm addicted : Voce modificata al sintetizzatore e suoni elettronici caratterizzano un brano dal sapore retrò, che musicalmente ricorda un po' i suoni dei pezzi anni '70/'80. E' una canzone elettronica, che soprattutto nel ritornello colpisce per la sua confusionarietà.
Voto: 7-

Turn up the radio: A partire da questa canzone l'album comincia finalmente a colorarsi di sonorità più pop e meno elettroniche, pur mantenenedo in linea con quanto suonato fino a prima. La traccia numero 4 è più melodica, più cantata e la voce di Madonna sembra più pulita. Voto: 7 1/2 

Give me all your luvin': Il brano scelto come singolo anticipatore dell'album è orecchiabile e spensierato. Il suo appeal sta proprio nella semplicità della sua struttura. L'incitamento da "ragazza pon pon", inoltre, è diventato sin da subito un vero tormentone. Per quanto riguarda invece le collaborazioni con la prezzemolina Nicki Minaj e M.I.A, queste non aggiungono nulla alla canzone. Voto: 7 1/2

Some girls: Confusionaria, psichedelica e cantalenata, la traccia numero 6, nonostante un ritornello orecchiabile, non riesce a tenere alta l'attenzione per il miscuglio di suoni e rumori che la caratterizzano. Voto: 6 1/2

Superstar: Pezzo simpatico, orecchiabile e melodico, che si fissa in testa con molta facilità grazie ad un inciso ripetuto, semplice ed essenziale. Voto: 7+

I don't give a: Brano un po' sottotono. Nonostante i buoni propositi non riesce a decollare, mantenendosi sulla sufficienza. Un po' anonimo. Voto: 7

I'm a sinner: Tra le canzoni più accattivanti del cd. Risulta melodica, decisa e gradevole, grazie ad un  ritornello provocante, strofe seducenti ed una melodia fresca ed energica. Provocatorio e sopra le righe il middle8 a mo' di "preghiera", tipico della più trasgressiva Madonna. Voto: 7 1/2

Love spent: Canzone sicuramente più tranquilla rispetto a molte delle precedenti, nonostante delle incursioni elettro-dance nel ritornello. Canzone suggestiva, coinvolgente ed avvincente, indice che non c'è bisogno di strafare per confezionare un prodotto valido.
Voto: 7 1/2

Masterpiece: Ad un brano dalla chiusura, il cd cambia del tutto registro. La penultima traccia è lenta, suadente, carezzevole. Una piacevole eccezione. Voto: 8

Falling free: Madonna decide di congedarsi dal suo pubblico con un pezzo delicato, soft, in cui i suoni elettronici fanno spazio a violini ed archi. Finale elegante ed inaspettato.
Voto: 6 1/2

L'ultima fatica di Madonna si compone di pezzi tutti abbastanza validi, in cui i suoni sono quasi sempre ricercati, nonostante spesso si è caduti anche nell'errore di riprendere sonorità già sentite, solo perchè di moda.
Mediamente, dunque, si tratta di un buon lavoro, in cui, però, si sente la mancanza di una canzone che possa dirsi una vera e propria "hit".
Di fatto, anche le canzoni scelte come singoli sono, sì, interessanti ed accattivanti, ma abbastanza lontane dalle glorie del passato.

Voto complessivo: 7 1/2

sabato 4 febbraio 2012

Lana Del Rey - Born To Die


Born to die: Una suggestiva musica lounge avvolge il brano che apre l'album e che ha lanciato Lana Del Rey sulla scena musicale. La canzone lenta, a tratti malinconica, è resa interessante dall'intepretazione della giovane cantante statunitense, dal timbro vocale assolutamente riconoscibile. Voto: 7

Off to the races: La traccia numero 2 appare decisamente più pop, movimentata e radiofonica rispetto alla canzone che la precede. Il modo di cantare un po' singhiozzato della Del Rey ricorda a tratti l'interpretazione che la britannica Duffy dà alle proprie canzoni. Convincente. Bello il finale in musica. Voto: 7+

Blue Jeans: Sullo stile del brano che apre il cd, anche questa canzone è caratterizzata da atmosfere lounge e suggestive. Il pezzo diventa sempre più impellente mano a mano che si avvicina al finale. Voto: 7

Video games: L'arpa che introduce il pezzo, elemento che rimarrà costante per tutta la durata dello stesso, ci catapulta in un brano soffuso, delicato, dalle atmosfere retrò, che riesce a coinvolgere ed affascinare per la sua semplicità. voto: 7 1/2

Diet mountain dew: Canzone orecchiabile e simpatica, in cui il ritornello semplice e facilmente ricordabile rappresenta il punto di forza. E' un brano che si fissa in testa con molta facilità. Piacevole. Voto: 7 1/2

National Anthem: Brano sussurrato. Le strofe sono un po' sottotono rispetto ad un ritornello che, invece, è sicuramente incisivo e d'impatto. Voto: 6 1/2

Dark Paradise: Tra le canzoni più convincenti dell'album. Rispetto agli altri brani l'atmosfera si fa più cupa, ma al tempo stesso interessante. E' una canzone ricca di pathos, dal ritornello attraente, coinvolgente, affascinante. Il middle8 dà al brano un ulteriore valore aggiunto. Voto: 8

Radio: Altro brano soft, delicato, suggestivo, che riporta alla mente atmosfere passate. Voto: 7

Carmen: Con questa canzone Lana Del Rey sembra premere un po' troppo sul pedale delle melodie indie-lounge. Il risultato è un brano che stenta a decollare, che quasi sembra essere la brutta copia delle canzoni sullo stesso stile contenute nell'album. Voto: 5


Million dollar man: Ancora un brano sottotono, a dispetto di un album con non poche sorprese ed elementi interessanti al proprio interno. Voto: 4 1/2


Summertime sadness: L'album comincia a riprendere quota grazie ad un brano molto gradevole, che pur avendo sicuramente una vena malinconica, ha il suo punto di forza nel ritornello, attraente e coinvolgente. Voto: 7-

This is what makes us girls: Canzone suadente e melodica. Musicalmente sembra essere la versione più delicata e lounge della Madonna degli esordi. Come in qualche brano che l'ha preceduto, anche qui è il ritornello a rappresentare il punto di forza. Voto: 6 1/2

Without you: Pezzo monocorde ed incolore, che non spicca per originalità. Voto: 4

Lolita: Il modo in cui Lana Del Rey canta la penultima traccia fa tornare nuovamente alla mente la cantante Duffy. Il pezzo è quasi surreale. E' un susseguirsi di suoni, parole, rumori, che colpiscono per il modo originale e stravagante con cui riescono a stare insieme in maniera armonica. Voto: 6+

Lucky Ones: L'album si conclude con una ballade sentita, ben interpretata, ma, a dire il vero, non molto lontana da quanto però contenuto nel cd. Sembra una sorta di sintesi. Non male, ma forse troppo uguale a quanto già proposto. Voto: 6+

Un cd sicuramente originale, diverso da quanto c'è attualmente sulla scena musicale, quello di Lana Del Rey. Questo ha fatto sì che l'esordio della cantante statunitense possa dirsi decisamente singolare.
L'artista riesce a catturare il pubblico per la voce inusuale ed il modo di interpretare i brani, il più delle volte sussurrato.
Trasuda, traccia dopo traccia, infatti, di più il carisma del personaggio che la tecnica.
Chi si aspetta, dunque, virtuosismi o acuti troverà poco pane per i propri denti. 
A conquistare, sia nei brani più soft sia in quelli più movimentati, sono infatti la delicatezza ed il fascino, che pervadono ogni canzone. E' un prodotto valido, ma non per tutti. 

Voto complessivo: 6 1/2

venerdì 20 gennaio 2012

Natalia Kills - Perfectionist


Wonderland: Atmosfere dark, miste a sonorità elettro-pop, fanno del brano d'apertura un pezzo interessante e sicuramente d'impatto.
Stilisticamente ricorda a tratti la Rihanna di "Rated R" e la Britney di "Blackout". Ed è proprio sulla falsa riga del "Mr. Photographer" cantato nel ritornello di "Kill the Lights" di Miss Spears, che Natalia Kills chiede "Take me to Wonderland". Buono. Voto: 7 1/2

Free: Cantata il collaborazione con will.i.am, che l'ha scoperta, la seconda traccia, è ritmata e simpatica, ma un po' ripetitiva, sia nelle strofe, un po' cantalenate, che nel ritornello, che sembra a tratti una filastrocca. Poco entusiasmante. Voto: 6-

Break you hard: Si ripiomba in cupe atmosfere, con tanto di risata diabolica. La cantante osa di più lasciandosi andare in qualche virtuosismo, che però non risolleva le sorti di un brano che, nonostante i buoni propositi, stenta a decollare. Il ritornello, inoltre, ricorda, troppo, "Monsoon" dei Tokio Hotel. Voto: 5+

Zombie: L'impressione che si ha ascoltando questo brano è quella di trovarsi di fronte ad una bonus-track o una unreleased di Lady GaGa. Cupa, suadente, misteriosa, la canzone è in perfetto stile "The Fame Monster". Non male. Voto: 6+

Love is a suicide: Canzone interessante ed avvincente. Il ritornello è accattivante. Le sonorità fresche e coinvolgenti. Un pezzo valido. Il middle8 sussurrato, che spezza un po' il clima della canzone, è intenso. Voto: 7+

Mirrors: Pezzo ben riuscito, in cui sembrano co-presenti sonorità assolutamente moderne e melodie degli anni '80. Proprio per questa sua particolarità la canzone riesce a conquistare dopo pochi ascolti. Il ritornello, di cui la prima parte è in falsetto, è originale ed avvincente. Ha tutte le carte in tavola per essere considerata alle stregua di altre hit pop. Voto: 8

Not in love: La canzone diventa via via più incalzante mano a mano che si avvicina al ritornello, che è d'impatto. Brano travolgente nella sua aura quasi tenebrosa e sfuggente. Voto: 6 1/2

Acid Annie: Canzone cupa, sinistra, ma anche violenta, nella sua intensità. Voto: 6+

Superficial: Nonostante la canzone sia assolutamente pop (strofe simpatiche e semplici, ritornello incalzante, facile da memorizzare), l'arrangiamento rimanda comunque ad atmosfere meste, quasi macabre, merito anche di un coro quasi d'oltretomba. Un bel contrasto. Tra le canzoni più riuscite dell'album. Voto: 7 1/2

Broke: Canzone carezzevole dalla atmosfere suadenti. E' il primo brano mid-tempo del cd. Suggestivo. Peccato per l'uso, forse eccessivo, del sintetizzatore, che toglie naturalezza alla voce della cantante britannica. Voto: 6+

Heaven: Altra canzone lenta. E' melodica e romantica. Musicalmente è originale, mentre la parte cantata sa di già sentito. Peccato. Voto: 5 1/2

Nothing lasts forever: Dopo due canzoni melodiche, Natalia Kills si lascia andare, scatenandosi sulle note di un pezzo elettro-pop tutto da ballare. Nel brano duetta con Billy Kraven, noto produttore e paroliere americano, che l'ha scritta. La canzone ha un bel ritmo, è incalzante, veloce, interessante. Bella anche l'interpretazione della cantante inglese. E' la migliore produzione, dopo "Mirrors". Voto: 8

If I was God: L'album si conclude con una canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto dell'album. Si tratta di un pop fresco ed armonioso. Una buona conclusione. Voto: 6 1/2

Uscito nel 2011, l'album di Natalia Kills, pur contenendo non pochi elementi originali ed interessanti, è passato un po' in sordina, ottenendo risultati discreti nelle vendite nei paesi in cui è uscito.
Il personaggio è particolare e, dalle tematiche affrontate nei brani al look, passando per le sonorità che attraversano l'album, è evidente che l'intento della produzione è quello di proporla come una Lady GaGa dark, una cantante pop che strizza l'occhio al gotico.
A tratti l'artista riesce a convincere. Altre volte, invece, anche a causa di brani non del tutto originali, sembra semplicemente la copia mal riuscita di cantanti già affermate.
L'album, comunque, non è male ed, anzi, grazie ai pezzi più convincenti potrebbe riuscire comunque a farsi spazio del panorama musicale internazionale.

Voto complessivo: 7

martedì 6 dicembre 2011

Rihanna - Talk That Talk


You da one: La canzone che fà da apripista all'album, nonchè secondo singolo estratto, ha un sound che si colloca a metà strada tra il reggae ed il pop. Il ritornello, di semplice fattura, è reso particolare dal modo in cui è cantato, in maniera quasi cantilenata, da Rihanna.
Un inizio simpatico. Voto: 6 1/2 

Where have you been: Più moderna e movimentata è la seconda traccia. L'interpretazione particolare e lo stile, a metà strada tra le sonorità di "Only Girl in the world" e gli acuti di "Complicated", ne fanno un prodotto abbastanza d'impatto.
Tuttavia, gli interlude musicali elettronici, sul genere "Benny Benassi", fanno perdere valore ad un brano altrimenti originale. Voto: 7

We found love: Sicuramente di impatto la canzone che ha anticipato l'uscita dell'album. E' un pezzo dance, ben interpretato.  Le strofe, ripetitive, e la musica che anticipa il ritornello conferiscono al tutto un'atmosfera psichedelica interessante. Voto: 7

Talk that talk: Riporta un po' al passato il brano che dà il titolo all'album. Le musiche, infatti, sono in perfetto stile "Rated R" (fra tutte tornano alla mente le sonorità di "Wait your turn" o "Hard"). In questa canzone la cantante delle Barbados si è avvalsa della collaborazione di Jay-Z, con il quale già ebbe modo di cantare nella ben più celebre "Umbrella".
Il livello è sicuramente più basso rispetto a quello del precedente featuring. Il motivetto, comunque, non è male. Voto: 7

Cockiness (Love It): La traccia numero 5 sembra non avere alcun filo conduttore. Infatti, sembra quasi che la prima parte sia totalmente scollegata al ritornello e dalle restanti strofe. Inoltre il finale è brusco, come se il brano fosse interrotto. Troppo stravagante. Voto: 6 1/2

Birthday cake: Canzone assolutamente senza senso. Dura poco, troppo poco. Sembra quasi interrotta, e quel poco che c'è è ripetitivo e poco musicale. Voto: 5

We all want love: Più musicale e di maggiore impatto è la traccia numero 7. Si tratta di una canzone melodica, ritmata, anche se un po' ripetitiva. Voto: 6

Drunk on love: Molto suggestiva la musica che accompagna la canzone numero 8 (presa in parte da Intro dei The xx). Per il modo in cui è cantata, l'intesità e la carica interpretativa, nonchè per la melodia, ricorda molto "Complicated", brano contenuto nel precedente cd. I virtuosismi, validi, a cui Rihanna si lascia andare nel corso del brano sono la firma inconfondibile della cantante. Voto: 7 1/2

Roc me out: Brano dalle atmosfere più rockeggianti. L'atmosfera più "cupa" e la voce calda della cantante rendono la canzone molto piacevole da ascoltare. Originale, energica, fresca. Voto: 8-

Watch n' learn: Ad una canzone dalla fine, si cambia di nuovo registro musicale. Il penultimo brano, infatti, strizza l'occhio a sonorità decisamente hip hop. Il pezzo è simpatico, dal ritmo incalzante. Voto: 6 1/2

Farewell: L'album si conclude con l'unica ballata contenuta nel cd. Il pezzo è intriso di nostalgia e malinconia. Un finale elegante e delicato, a dispetto di un album in cui invece sembra quasi essere l'irriverenza a farla da padrona. Voto: 7+

Una miscellanea di generi musicali attraversa l'ultima fatica discografica di Rihanna.
L'album, composto di tracce tutte diverse, appartenenti a generi musicali differenti, ha in sè cose ben riuscite ed altre, invece, meno convincenti.
L'uso del sintetizzatore, di cui non di rado è stato fatto un abuso, inoltre, non rende giustizia ad una voce tanto interessante quanto affascinante come quella di Rihanna.
Poichè con "Loud" la cantante barbariana ha dimostrato che è assolutamente in grado di realizzare prodotti di alto livello, per questo lavoro, che non può dirsi sicuramente negativo, sarebbe stata opportuna, forse, una riflessione ulteriore al fine di mettere a punto un prodotto qualitativamente superiore.

Voto complessivo: 7

lunedì 24 ottobre 2011

Kelly Clarkson - Stronger


Mr. know it all: L'album si apre con il singolo che l'ha preceduto. Nonostante nel ritornello ricordi un po' le sonorità di "Just the way you are" di Bruno Mars, è innegabile che si tratti di un brano con appeal, dal ritmo interessante, incalzante, decisamente pop.
La scelta di usarlo come apripista, dunque, è stata buona. Voto: 7

What Doesn't Kill You (Stronger): Sonorità elettro-pop accompagnano il brano che dà (almeno in parte) il titolo all'album. Purtroppo, anche in questo caso, vi è una sorta di "richiamo". La parte iniziale ricorda vagamente nel cantato "He about loose me" della più celebre Britney Spears. La canzone è comunque interessante, valida.
Kelly Clarkson riesce a fondere determinazione e garbo. Voto: 7 1/2

Dark Side: Brano molto suggestivo, in cui emerge tutta la carica espressivo-interpretativa della cantante statunitense. Nel middle8 la stessa, infatti, si lascia andare in interessanti virtuosismi che impreziosiscono una canzone già di per sè convincente. Voto: 7 1/2

Honestly: Sonorità più cupe e meste accompagnano la quarta traccia del cd. Canzone sentita, interpretata, in cui la batteria che scandisce il tempo riesce a restituire tutta la carica emotiva già espressa dalla voce della cantante. La musica è quantomai persuasiva ed affascinante. Voto: 7

You Love Me: E' una canzone dalla melodia decisamente più spensierata quella di cui la stessa Clarkson è co-autrice. Musicalmente è vicina alle sonorità di Katy Perry. Nel ritornello c'è anche qualcosa di "I Turn to You" di Melanie C. Il risultato è un brano pop vincente. Voto: 7-

Einstein: Ancora una canzone pop-rock attraversa l'album di Kelly Clarkson. Il motivo è interessante. Voto: 6 1/2

Standing In Front Of You: Canzone delicata e romantica. Esprime dolcezza e grazia, riuscendo a trasportare chi la ascolta in una dimensione eterea, quasi celestiale. Voto: 7+

I Forgive You: Brano che non spicca per originalità. Nonostante, infatti, sia comunque apprezzabile, sa assolutamente di già sentito, portando chi la ascolta più ad interrogarsi su quale canzone ricordi piuttosto che sulle sue qualità, che comunque ci sono. E' una canzone, infatti, nonostante tutto, carica e coinvolgente. Voto: 6 1/2

Hello: Canzone convincente ed intensa. La musica è energica e l'interpretazione graffiante. Voto: 7-

The War Is Over: Che Kelly Clarkson si senta a suo agio ad interpretare canzoni lente-struggenti è reso palese da brani come questo, dalle atmosfere più calde e coinvolgenti. E' qui che emerge la sua parte più intensa e convincente. Voto: 7

Let Me Down: Energia, vigore ed eleganza trasudano da una canzone pop-rock decisa e pungente. Voto: 7

You Can't Win: La penultima canzone è forte, ritmata, coinvolgente. Il finale riesce a stupire e catturare. Voto: 7

Breaking Your Own Heart: Un finale dolce chiude un album valido. Voto: 6

L'uscita del quarto album di Kelly Clarkson è stata rimandata più volte. Il risultato, però, è così convincente che davvero è possibile pensare che l'attesa sia stata ripagata nel migliore dei modi. Le tracce si susseguono con eleganza e vigore, mantenendosi tutte sullo stesso stile. Anche le canzoni più lente sembrano rientrare in uno schema preciso.
L'unico neo è che alcune sonorità riportino alla mente canzoni già sentite (da P!nk a Katy Perry, da Bruno Mars a Melanie C), togliendo originalità al progetto. Tuttavia la cantante riesce a dare ad ogni brano un'impronta così forte da mettere ciò in secondo piano.

Voto complessivo: 7 1/2

domenica 2 ottobre 2011

Nicola Roberts - Cinderella's Eyes


Beat of my drum: La canzone che apre l'album è un mix di suoni freschi, nuovi e simpatici. Le strofe e la parte prima del ritornello sono molto pop ed orecchiabili, mentre il ritornello sà tanto di "filastrocca-canzoncina", il che le fà perdere appeal, ma al tempo stesso riesce a conferirle un'aria ancora più originale. Un inizio scoppiettante. Voto: 7+

Lucky day: Secondo singolo estratto dall'album, dopo Beat of my drum, questo brano sembra infuso da sonorità del passato mixate a suoni elettronici assolutamente moderni. Il modo di cantare di Nicola Roberts rende il tutto molto suggestivo e particolare. Voto: 7

Yo-yo: Brano ben confezionato. La parte cantata, a tratti melodica, si sposa benissimo con una base elettropop molto orecchiabile. Una bella sorpresa. Voto: 7 1/2

Cinderella's Eyes: La canzone che dà il titolo all'album è veloce, movimentata, ma non per questo banale o scontata. Le musiche elettropop riportano alla mente atmosfere anni '80. L'interpretazione è lodevole. Voto: 7 1/2

Porcelain Heart: Una canzone-gioiello. La musica è affascinante, l'interpretazione molto interessante. E' un pezzo radiofonico e piacevole da ascoltare. Voto: 7 1/2

I: La prima canzone lenta del cd è accompagnata da melodie che strizzano l'occhio ad un sound tipicamente orientale. Nonostante un'interpretazione valida, la canzone risulta abbastanza ordinaria, rispetto ad una serie di canzoni decisamente più innovative. Voto: 5

Everybody Got to Learn Sometime: La canzone, lenta, di per sè è abbastanza scontata, ma musica e suoni che accompagnano il brano sono davvero belli e ricercati. Voto: 6

Say It Out Loud: Canzone abbastanza moderata. La cantante sembra essere costantemente sul punto di far esplodere la propria carica emotivo-interpretativa ed invece, fino alla fine, rimane quasi "contenuta". Il brano è altrettanto ordinario. Voto: 6

Gladiator: Con questa canzone Nicola Roberts ritorna ad attirare l'attenzione degli ascoltatori grazie ad una musica affascinante ed un'interpretazione ed un modo di cantare particolari, vivaci, notevoli. Sia musicalmente che nell'interpretazione ricorda molto la Gwen Stefani di "What You Waiting For?" Voto: 7 1/2

Fish Out of Water: Canzone abbastanza anonima. Nonostante anche in questo brano siano presenti sonorità accattivanti, il cantato ed il testo fanno pensare ad un pezzo riempi-album. La meno interessante dell'album. Tra l'altro è quella che dura di più (quasi 5 minuti) Voto: 4 1/2

Take A Bite: Coinvolgente, veloce e simpatica, la penultima canzone ha un ritornello molto efficace e che difficilmente si toglie dalla testa. Il massimo per una canzone pop. Un po' per il modo in cui è cantata, un po' per la musica e la struttura della canzone, questa un po' gli ultimi lavori di Avril Lavigne. Voto: 6 1/2

Sticks + Stones: Nicola Roberts saluta i propri ascoltatori con una canzone soft, una ballad lenta e delicata, armoniosa e poetica. Un finale lirico. Voto: 6 1/2

Il primo lavoro da solista di Nicola Roberts, ex componente del gruppo pop Girls Aloud, è infuso di melodie nuove ed originali. L'album, infatti, soprattutto per quanto riguarda le canzoni più movimentate, è ricco di suoni evidentemente ricercati, dal sound internazionale. Molte canzoni contenute nel cd hanno tutte le caratteristiche per diventare vere e proprie hit. I brani più lenti, invece, comunque in netta minoranza, sono più ordinari, ma non per questo non interessanti.
Un valore aggiunto ad ogni brano è dato dal modo di cantare della Roberts, assolutamente singolare. 
La sua carta vincente, in questo caso, risultano proprio la personalità ed il carattere con cui riesce a dare un'impronta chiara a tutto ciò che interpreta.
Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che la Roberts oltre ad essere interprete, è anche co-autrice di tutti i brani dell'album (ad eccezione della cover "Everybody's Got to Learn Sometime"). Un esordio più che valido.

Voto complessivo: 7

venerdì 23 settembre 2011

Heidi Montag - Superficial


Look How I'm Doing: L'album si apre con una canzone decisamente pop. Nonostante l'interpretazione blanda, il pezzo è simpatico, ritmato, carino, fresco. Voto: 6 1/2

Turn Ya Head: Il pezzo, ritmato, è un po' anonimo. La parte che introduce il ritornello, tuttavia, è così incalzante da rendere comunque apprezzabile una canzone altrimenti piatta. Voto: 5

Fanatic: In questa canzone è evidente, più che nelle altre, quanto la voce della cantante sia modificata al sintetizzatore. Ne risulta un pezzo a tratti fastidioso. Nulla di nuovo. Voto: 4 1/2

Superficial: Molto interessante il pezzo che dà il titolo all'album. Si tratta di una canzone piacevole, ritmata, assolutamente pop. Musicalmente è coinvolgente. Voto: 6 1/2

More Is More: Lanciata come singolo, la canzone, per quanto poco originale, è comunque decisamente ballabile. Ha tutte le caratteristiche delle canzoni pop che hanno la pretesa di diventare hit: un ritornello che facilmente si fissa nella mente, un ritmo coinvolgente, un testo semplice da ricordare. Voto: 6 

One More Drink: Canzone banale, piatta, ripetitiva. Il falso-falsetto con cui Heidi Montag interpreta gran parte del brano risulta a tratti fastidioso. Voto: 4

Twisted: Musicalmente la canzone è interessante. Le sonorità, infatti, sono molto originali. In questa canzone, inoltre, l'interprete sembra cantare meglio che nelle altre. Voto: 6 1/2

Hey Boy: L'uso eccessivo del sintetizzatore rende inascoltabile una canzone che, con molta probabilità, con un arrangiamento diverso non sarebbe stata poi neanche così male o peggio di tante altre in circolazione. Voto: 4

My Parade: Questo brano, fatta eccezione per la folkloristica parte iniziale in cui sono presenti le sonorità delle parate, ricorda davvero tanto il sound delle canzoni degli ultimi album di Britney Spears. Non ci vuole molto a capire che sembra una mix tra "Radar" e "If U seek Amy", da cui è stato attinto a piene mani non solo il ritmo, ma anche il fraseggio. Voto: 6  

Blackout: Tra le canzoni più lente dell'intero lavoro discografico, nonostante le sonorità elettro-pop sempre presenti. Non male. Voto: 6

I'll Do It: Bella la musica. Le strofe, invece, sono molto ripetitive. L'interpretazione (assente) di Heidi Montag rende la canzone noiosa. Voto 4

Love it or Leave it: Finale simpatico, fresco. L'album si conclude, infatti, con una canzone ballabile e piacevole da ascoltare. Voto: 6

Molte delle canzoni contenute nel cd sono simpatiche, carine, musicalmente anche interessanti.
Sin dalle prime note ci si rende conto che la voce di Heidi Montag, però, non sia quella di una che la "cantante" la fa di professione. 
Ci si trova di fronte, insomma, ad un album pop caratterizzato da musiche fresche, a tratti coinvolgenti, ma reso mediocre da un'interpretazione troppo spesso piatta e monocorde.
Indipendentemente da ciò che canti o dalla musica che accompagna il brano, Heidi Montag sembra trattare tutti i pezzi in maniera analoga.
Probabilmente interpretato da un'altra voce lo stesso identico cd avrebbe guadagnato molti punti in più.

Voto complessivo: 5

martedì 6 settembre 2011

Melanie C - The Sea


The Sea: La canzone che dà il titolo all'album si apre con un incalzante susseguirsi di tamburi che introduce la voce delicata di Melanie C. E' un brano fine, pacato, quasi sussurrato, molto suggestivo. Un inizio elegante. Voto: 7

Weak: Bello il ritornello, interessante il middle8, meno le strofe. Si tratta, dunque, di una canzone per certi versi accattivante, che però risulta soprattutto nella prima parte un po' sottotono. Voto: 6

Think about it: Scelto come singolo di lancio dell'intero album, si tratta di un pezzo assolutamente ballabile, ma non per questo monotono o banale. E' una canzone fresca, estiva, movimentata, una ventata di novità. Voto: 7+

Beautiful mind: Pezzo anonimo. Sia nelle strofe che nel ritornello la canzone ha un ritmo banale, nonostante la base abbia in sè non pochi elementi interessanti (suoni gradevoli, violini). Voto: 5

One by one: Canzone romantica in cui la voce di Melanie C è accompagnata nella parte iniziale soltanto dalle note di una chitarra e poi via via da violini ed una melodia quasi celestiale. Così come la canzone precedente, anche in questo caso, si tratta di un pezzo un po' incolore. Un ritornello più incisivo avrebbe potuto fare la differemza. Voto: 5

Stupid game: Mel C torna a farci ballare. Atmosfere anni '80 ed un ritornello sul quale è assolutamente impossibile non scatenarsi, fanno di questo pezzo uno dei più riusciti del cd. Particolare, spumeggiante, travolgente. Voto: 7 1/2

All about you: Canzone troppo smielata, dalla struttura semplice. Si tratta di un brano romantico, melodico, lento, che però non ha in sè alcun elemento di novità. Futile. Voto: 5

Burn: Nonostante non sia nè particolarmente lenta nè così ritmata, con il suo ritmo pop rock, questa canzone riesce quasi inconsapevolmente a catturare l'attenzione di chi l'ascolta. E' un pezzo molto radiofonico. Nell'ultimo ritornello Mel C si lascia andare in alcuni interessanti virtuosismi che mettono in risalto le sue doti canore. Voto: 6 1/2

Drown: Canzone dal sound interessante, in cui il ritornello rappresenta un vero e proprio prezioso. Brano romantico, suggestivo, intenso, cantato con evidente pathos. Voto: 6 1/2

Get out of there: Canzone assolutamente diversa rispetto a quanto contenuto fin'ora nel cd. Si tratta di un brano dalle tonalità calde, dal sound che strizza quasi l'occhio ad un soul reso più duro dalla voce dell'ex Spice Girl. Bella. Voto: 7

Enemy: Brano troppo lungo. 8 minuti sono davvero tanti per una canzone che, nonostante abbia un ritornello accattivante, nelle strofe comunque è lento e monocorde. Voto: 4

Let there be love: Finale lento, lentissimo, troppo smielato. L'album poteva concludersi, conquistando così qualche punto in più, esattamente due canzoni prima. Voto: 4
 

Le scelte effettuate da  Melanie C, tornata sulla scena musicale dopo ben quattro anni di silenzio, appaiono abbastanza chiare: per quanto riguarda le canzoni più lente, infatti, l'ex Spice Girl ha preferito non rischiare, cantando pezzi abbastanza banali, spesso insipidi, puntando sull'effetto "già sentito".
Questo però non sempre dà un consenso assicurato ed, anzi, può portare nella direzione esattamente opposta, ossia la noia, nonchè la voglia di passare alla traccia successiva.
Fortunatamente, però, l'album contiene non pochi elementi di novità. Le canzoni più ritmate, infatti, sono nella maggior parte dei casi, coinvolgenti e dal sound assolutamente inedito, il che rende giustizia ad un album in cui suoni e testi sono stati evidentemente ricercati.
E' un vero peccato, inoltre, che nella versione standard non sia stata incluso il brano "Rock me", contenuto, invece, soltanto nell'edizione tedesca.
Si tratta, infatti, di un pezzo di tutto rispetto, movimentato, esplosivo, coinvolgente, che avrebbe dato all'album,  già di per sè comunque di buona fattura, un ulteriore valore aggiunto.

Voto complessivo: 6+

venerdì 2 settembre 2011

Kelly Rowland - Here I Am



I'm Dat Chick: La canzone è carina, dal sound simpatico. Tuttavia il modo in cui Kelly Rowland è a tratti sguaiato. Voto: 6

Work it man: Canzone dalla struttura molto semplice, in cui il cantato R&B si alterna ad una parte rappata. Già sentito. Voto: 6

Motivation: Musica interessante, delicata. Il rap di Lil Wayne si muove sulla stessa linea. Il risultato è una canzone originale, piacevole da ascoltare. Voto: 6 1/2

Lay it on me: Canzone allegra, fresca, ballabile. Ritornello semplice ed orecchiabile.
Voto: 6

Feelin me right now: Il pianoforte che accompagna la base rende interessante una canzone altrimenti banale. Nulla di nuovo. Voto: 6

Turn it up: Tra le canzoni più ritmate del cd. E' un brano abbastanza ripetitivo. Voto: 5

All of the night: Ballade piacevole, ma poco originale. Sia nelle strofe che nella parte rap ricorda, infatti, non soltanto canzoni già note, ma anche "Motivation" contenuta in questo stesso album. Voto: 5 1/2

Keep it between us: Canzone lenta, noiosa, piatta. Voto: 4

Commander: Questo brano, già noto al pubblico, risulta essere il più interessante dell'intero lavoro. David Guetta ha confezionato una canzone dance diversa dalle altre, carina, coinvolgente, in cui Kelly Rowland dà modo alla propria voce di venir fuori in tutta la sua potenza. Voto: 7 1/2

Down for wathever: L'album si conclude con una canzone ritmata, allegra, piacevole. Un finale interessante per un album altrimenti monotono. Voto: 7

"Here I Am" si configura come un album semplice, onesto, forse con poche pretese.
E' un prodotto, infatti, poco originale, al cui interno non c'è nulla di così coinvolgente o particolare da attirare l'attenzione.
L'unica eccezione è rappresentata da "Commander", eccezione di buona fattura: non che si tratti, in realtà, neanche di una canzone chissà quanto brillante; tuttavia riesce a spiccare in un album piatto e che sa di già sentito.

Voto complessivo: 5 1/2

mercoledì 6 luglio 2011

Jessie J - Who You Are


Price tag: Scelta come singolo e cantata in collaborazione con B.o.B, la canzone è molto pop. Le strofe sono melodiche, il ritornello facile da memorizzare. Voto: 7

Nobody's Perfect: Con questa canzone Jessie J dimostra non solo di avere una bella voce, ma anche di riuscire ad interpretare con intensità ciò che canta. Rabbia, calore, passione, trasudano in brano dalle tonalità pop rock. Molto interessante. Forse la canzone più bella dell'intero lavoro. Voto: 8

Abracadabra: Questa canzone ricorda molto le sonorità di "Teenage Dream", il celebre brano interpretato da Katy Perry, soprattutto nel ritornello. Voto: 6 1/2

Big White Room: Dopo tre canzoni assolutamente ballabili, il cd prosegue con un pezzo live molto lenta. Il brano, un po' incolore, è una buona occasione per Jessie J per poter giocare con la propria voce. Non mancano virtuosismi ed acuti interessanti. Vista, però, la monotonia del pezzo, 6 minuti risultano effettivamente troppi. Voto: 5

Casuality of Love: Canzone molto romantica, in cui Jessie J si toglie la maschera da ragazzaccia per mostrare una parte di sè più dolce. Musicalmente il brano ricorda un po' melodie anni '80/'90. Una scelta coraggiosa. Voto: 6

Rainbow: Canzone simpatica, irriverente. Anche qui però, purtroppo, ritornano alla mente melodie già sentite. La ripetizione della parola "rainbow", che dà il titolo al brano, ad esempio, ricorda troppo lo stesso giochino che fa Beyoncé in "Halo". Voto: 6

Who's Laughing Now: Canzone dal sound R&B, ritmata, simpatica, divertente. Voto: 7

Do it like a Dude: Molto particolare la canzone che ha portato al successo Jassie J. Musicalmente è abbastanza inusuale, ma nonostante le sonorità "inedite" riesce comunque a coinvolgere. Jessie J appare rude, aggressiva, irriverente. Voto: 7

Mamma Knows Best: Brano totalmente diverso da ciò che è contenuto fin'ora nel cd. Si tratta di una canzone che rievoca le canzoni di "Burlesque", ed a tratti sembra quasi che la cantante voglia emulare un po' il modo di fare della Aguilera, soprattutto nelle parti più alte della canzone. Simpatica, da ballare e cantare. Voto: 7

L.O.V.E: Canzone un po' smielata. Musicalmente è banale. Il testo è troppo zuccheroso per il personaggio che da rude girl che Jessie J simpaticamente interpreta. Voto: 5

Stand Up: Brano poco moderno. Andava bene 10 anni fa. Nulla di nuovo. Voto: 4

I Need this: L'album torna a proporre melodie interessanti dopo due brani abbastanza piatti. Si tratta di una canzone cantata a polmoni pieni. E' interessante non tanto per la melodia, quanto per l'interpretazione notevole. Voto: 5 1/2

Who You Are: Il cd si conclude con una canzone dal messaggio molto positivo "Sii te stesso", anche se, pure in questo, la cantante è arrivata dopo una ben più celebre "Born This Way".
La canzone è lenta, intensa, a tratti struggente. Voto: 6

Che in un cd di esordio le canzoni rievochino qualcosa di già sentito è un errore strategico, anche se, per lo meno, il pop da cui si è attinto è sicuramente di buona fattura.
Nonostante la giovane età Jessie J con questo lavoro ha dimostrato, dunque, di avere tutte le carte in regola per potersi affermare nel panorama musicale internazionale.
Dopo un passato da autrice, la cantante ha esordito con un cd che, pur non spiccando per originalità, è di tutto rispetto.
L'auspicio è che possa, con il tempo, sfruttare al meglio la propria voce, che è sicuramente inusuale e nuova, proponendo qualcosa che la distingua da tanti altri prodotti in commercio.
Per ora si può tranquillamente posizionare sulla stessa linea di molte altre pop singer, il che è già un bel risultato.

Voto complessivo: 6+

mercoledì 29 giugno 2011

Beyoncé - 4


1+1: L'album si apre con un brano così lento e monocorde che anche la voce di Beyoncé, tra le più belle ed interessanti nel panorama pop internazionale, stenta a decollare. voto 4

I Care: Brano delicato, armonioso. La voce di Beyoncé riesce a trasmettere contemporaneamente dolcezza e vigore. Si presta ad essere una vera e propria hit. Voto: 8

I Miss You: L'album prosegue mantenendo una linea romanticheggiante. Il pezzo è molto radiofonico, ma sarebbe stato opportuno, forse, un ritornello più forte, che gli avrebbe conferito sicuramente un valore aggiunto. Voto: 5

Best Thing I Never Had: Il ritornello della canzone è incalzante, spumeggiante, piacevole; tuttavia le strofe sono abbastanza spente. Voto: 7 

Party: Di festoso in questa canzone c'è solo il titolo. La collaborazione con il rapper André 3000, infatti, risulta scialba e incolore. Voto: 4

Rater Die Young: Il sound di questa canzone riporta ad atmosfere passate. La canzone, infatti, sembra venire direttamente dagli anni '80 / '90. Voto: 5

Start Over: Altro brano lento. In questo pezzo Beyoncé gioca molto con la propria voce, lasciandosi andare in qualche interessante virtuosismo. Apprezzabile il ritornello. Voto: 6

Love on Top: Altro tuffo nel passato con questo brano, dal sound molto anni '80. Si tratta del primo di una serie di pezzi, finalmente, vivaci e movimentati, a dispetto di un album che fino alla traccia precedente si era contraddistinto per i toni un po' troppo pacati. Non è, certo, una canzone che "spacca", ma, quantomeno, rompe la monotonia di un cd altrimenti troppo monocorde.  Voto: 7

Countdown: Da un eccesso all'altro. Dopo la serie di canzoni lente, si prosegue con una seconda canzone dai toni più allegri. Tuttavia, però, il suono di trombe che accompagna l'esecuzione di Beyoncé, ed in generale il rap incalzante, fanno della canzone un pezzo abbastanza confusionario. Voto: 6

End of Time: Canzone ritmata, allegra, vivace. La musica è fresca, frizzante. E' tra le canzoni più riuscite dell'album per la propria capacità di coinvolgimento. Voto: 7 1/2

I Was Here: Pezzo difficile e garbato, in cui le doti interpretative di Beyoncé emergono in tutta la loro potenza. E' una canzone sicuramente delicata, ma al contempo impegnativa. Voto: 5 1/2

Run the world (Girls): L'album si conclude con la canzone che ha anticipato l'uscita dell'album. Si tratta di una canzone ad alto livello di coinvolgimento per il sound allegro e particolare. E' sicuramente un brano accattivante, ma non rientra sicuramente tra le hit che hanno reso celebre la cantante statunitense. Voto: 6 1/2

Beyoncé nel corso della sua carriera è riuscita a raccogliere numerosi consensi per la sua capacità di spaziare.
Con la propria voce, infatti, è stata capace di interpretare con singolare maestria brani movimentati (veri e propri tormentoni come "Crazy in Love" o "Single Lady", per citare i più celebri), ma anche ballate toccanti  ("Listen" e "If I were a boy" su tutte).
Tuttavia in quest'album la cantante sembra aver premuto troppo l'acceleratore sulle ballads, interpretando essenzialmente canzoni lente.
Il livello di alcune di queste, però, è decisamente inferiore rispetto a quelle contenute negli album precedenti.
Molte, infatti, sono sottotono ed è un peccato, visto che la voce di Beyoncé risulta quasi sprecata.
Per quanto riguarda le canzoni movimentate (in netta minoranza), invece, anche se queste riescono ad attirare di più l'attenzione degli ascoltatori, sembrano essere comunque meno interessanti di quelle che Beyoncé ha proposto fin'ora.
Un dato è certo. Con questo quarto album la cantante statunitense ha voluto osare, provando a cambiare rispetto al passato.
Cambiare, però, non sembre significa migliorare. L'album, infatti, risulta un po' incolore, soprattutto se in confronto ad un capolavoro come "I am... Sasha Fierce".

Voto complessivo: 7