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mercoledì 25 dicembre 2013

Beyoncé - BEYONCÉ


Pretty Hurts: L'album si apre con una delle migliori produzioni in esso contenuto: una ballade pop potente e radiofonica. Scritto da Sia, il brano è orecchiabile e di impatto. Il pathos è crescente così come gli acuti di Beyoncé che si fanno spazio mano a mano che la canzone va avanti. Un inizio esplosivo. Voto: 9  

Haunted: Idealmente il brano è diviso in due parti: c'è un primo flusso di coscienza nel quale la voce della cantante americana, evidentemente modificata al sintetizzatore, recita senza sosta, a cui segue la canzone vera e propria. Seducente, ammaliante, immerso in un'atmosfera un po' dark, si tratta di un pezzo R&B dalle forti influenze elettroniche. Le parti recitate, che si alternano al cantato, riportano alla mente, tra le altre, "Erotica", "Justify my love" e "Human Nature", celebri hit di Madonna, che, come queste, sono un concentrato di erotismo e sensualità. Voto: 8 1/2

Drunk in love: L'album continua a tenere l'acceleratore premuto sulla sensualità, con un pezzo  R&B featuring Jay-Z, che rappa per tutta la durata della terza strofa. Il punto di forza del brano è il ritornello, breve, ma incisivo, fresco e di impatto. Voto: 8 1/2

Blow: Nella quarta traccia si fanno spazio nell'album atmosfere più retrò, ma al tempo stesso maggiormente pop. Si tratta di una canzone fresca, orecchiabile, che strizza l'occhio alle musicalità dance degli anni '70 fuse all'inconfondibile stile di Justin Timberlake e Pharrell Williams che sono tra i produttori. Voto: 8

No Angel: La canzone numero 5 è quasi sussurrata. Come nel caso di "Drunk in love", anche qui le strofe fanno spazio ad un ritornello breve, dal motivetto immediato, che entra facilmente in testa. Voto: 7 1/2

Partititon: Dopo un intro fresco, a metà strada tra l'R&B e l'Hip Hop, inizia il brano più sensuale e stimolante dell'intero album. La canzone, caratterizzata da una melodia voluttuosa ed ipnotica, è la candidata ideale a diventare una "Naughty Girl" 2.0. Voto: 8+

Jealous: Il cd si tinge quasi di cupo, con un pezzo introspettivo, pacato, riflessivo, in cui il ritornello accompagna gli ascoltatori in una dimensione inebriante, quasi celestiale. Il suono della batteria, che caratterizza tutta la produzione, diventa sempre più intenso e forte, fino ad esplodere in un energico e vigoroso finale. Voto: 8-

Rocket: La canzone, di chiaro stampo R&B, è caratterizzata da una melodia molto elegante, in cui la presenza del pianoforte è predominante. Tuttavia, è "poco moderna". Apprezzabile il middle8, in cui i virtuosismi di Beyoncé spezzano la monotonia di un pezzo che stenta a decollare. Voto: 5 1/2

Mine: In linea con la canzone precedente, anche questo brano è meno incisivo di quelli che costituiscono la prima parte dell'album. Tuttavia il featuring con Drake, altra voce della canzone, riesce a rendere il pezzo comunque interessante. Voto: 6 1/2 

XO: Scelto come singolo di lancio dell'album, il pezzo è fresco e orecchiabile. Il ritornello, ritmato e radiofonico, rende la canzone la più pop dell'intero cd. Voto: 8-

***Flawless: La canzone, di stampo hip hop, aggressiva e sopra le righe, costituisce un momento particolare ed interessante dell'album. La forte carica emotiva è bilanciata dalla voce pacata della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adiche, chiamata a  leggere parte di un suo discorso tenuto ad una conferenza femminista. Il brano prosegue tra irriverenza ed ironia. Voto: 8

Superpower: Le voci di Beyoncé e Frank Ocean si seguono, sovrappongono, alternano in una canzone lenta ed insapore. Voto: 5 1/2 

Heaven: Garbo ed eleganza contraddistinguono il penultimo brano dell'album. La ballade è suggestiva ed emotiva, accompagnata da una musica malinconica e soave. Voto: 7 1/2

Blue: L'album si conclude con una canzone che la cantante di Houston ha dedicato alla figlia, a partire dal titolo. E' un pezzo intimo, delicato, sentito. Una bella chiusura per un cd ricco di sorprese. Voto: 7 

L'ultimo album di Beyoncé, rilasciato sul mercato senza alcun preavviso, è un prodotto complesso e ricco.  Al suo interno, infatti, possiamo individuare almeno tre anime. 
La prima è quella sensuale: una buona fetta dei brani è carica di erotismo e passione, riuscendo a non cadere  mai nel volgare. 
La seconda è quella più intima e riflessiva: dal brano dedicato alla figlia a quello ad un'amica che non c'è più, alcune produzioni colpiscono per la profondità dei testi prima ancora che per la loro musicalità, dimostrando che non c'è bisogno di strafare sempre con la voce grandi acuti.
Infine c'è la Beyoncé più pop, a volte sovversiva, che incanta gli ascoltatori con la propria voce, conquistandoli con motivi semplici e d'impatto.
La forza di BEYONCÉ è quella di essere un cd "diverso", con una chiara impronta R&B elettronica, in cui i ritornelli riescono a conquistare quasi tutti sin dal primo ascolto.

Voto complessivo: 7 1/2  

giovedì 17 ottobre 2013

Alessandra Amoroso - Amore Puro


Da casa mia: L'album si apre con l'unica canzone che vede, tra le altre, la firma di Alessandra Amoroso. E' un pezzo leggero, carezzevole, abbastanza delicato. Nel middle8 si sente molto la mano di Tiziano Ferro, produttore dell'intero progetto discografico, soprattutto visti i riferimenti alla "città", alla "propria gente", che sono ormai presenze costanti nella produzione del cantante di Latina. Un buon inizio. Voto: 7

Amore puro:  Anche la seconda canzone, che dà il titolo all'album, e che è stata scelta come singolo anticipatore, è una ballade delicata. Le strofe, un po' lunghe, e forse troppo articolate, fanno spazio ad un ritornello che, invece, è sicuramente più d'impatto. Anche in questo brano, interamente confezionato da Tiziano Ferro, la mano del cantante è evidente, sia per il rimando (anche qui!) alla "propria gente", sia per la presenza di alcune parti "recitate" che interrompono il cantato (finale compreso), che contraddistingue molti dei brani dello stesso cantante di Latina. Voto: 7 1/2

Fuoco d'artificio: Una bella atmosfera, molto intima, caratterizza la terza traccia. E' un brano delicato, in cui la voce di Alessandra Amoroso, più pacata rispetto al solito, ben si sposa con il suono del pianoforte, indiscusso protagonista di tutto il pezzo. Peccato per il finto falsetto del finale, poco convincente. Voto: 7+

Starò meglio: Si cambia decisamente registro con la traccia numero 4. Una canzone vivace, allegra, con un arrangiamento quasi da musical regala all'album una ventata di freschezza. Probabilmente, tutta in inglese, avrebbe potuto acquistare qualche punto in più. Voto: 6 1/2 

Difendimi per sempre: Un pezzo elegante, che porta la firma di Tiziano Ferro, in cui Alessandra Amoroso sembra essere completamente a proprio agio. Nonostante gli elementi di novità, il pezzo si inserisce perfettamente nel repertorio dell'artista di Galatina, seguendo un po' la linea pop-melodica delle precedenti produzioni. Voto: 6 1/2

Bellezza, incanto e nostalgia: La canzone è intrisa di malinconia; particolarmente interessante è il contrasto con il motivo, invece, "leggero" che la accompagna. Voto: 7-

L'hai dedicato a me:  Altra canzone confezionata da Tiziano Ferro, che però riesce a mantenersi in linea con quanto già inciso da Alessandra. Nel pezzo il pathos è crescente. Il ritornello è breve, incisivo, semplice, efficace. Molto bello l'intenso middle8, che riesce a conferire valore aggiunto al tutto. Voto: 7+

Non devi perdermi: Bella, intensa, suggestiva, emozionante. La canzone, scritta da Biagio Antonacci, rappresenta una vera e propria perla all'interno dell'album. Diversa dalle altre, ma non per questo fuori dal coro, emerge per l'eleganza, l'intensità del testo, il vigore interpretativo. Voto: 8+

Non sarà un arrivederci: Immancabili nelle produzioni della Amoroso testi scritti da Federica Camba e Daniele Coro, a cui l'artista deve gran parte della propria notorietà. La canzone strizza l'occhio alle sonorità italiane anni '80. Non male. Voto: 7-

Hell or hight water: Ad un brano dalla chiusura, Alessandra si lascia andare in un pezzo interamente in inglese di genere soul-pop, le cui sonorità sono decisamente più internazionali. E' evidente che, nonostante le siano affidati nella maggior parte dei casi pezzi più struggenti e "melodrammatici", la cantante si senta a proprio agio nell'interpretare brani che esaltino, invece, il lato più black della sua voce.  Voto: 7+

La vita che vorrei: L'album si conclude con una canzone lenta, un po' melensa, dal testo evidentemente ricercato, ma di difficile presa sul pubblico. Voto: 5 1/2 

Saranno contenti i fan di Alessandra Amoroso. La sua ultima fatica discografica è perfettamente in linea con le sue precedenti produzioni.
L'impronta di Tiziano Ferro è abbastanza evidente soprattutto per ciò che concerne la qualità dei testi: più ricercati, maturi, introspettivi, non di rado ostici, specie al primo ascolto.
Troviamo, quindi, l'Alessandra di sempre, in una versione più raffinata e, potremmo dire, "adulta". 
Rimarrà deluso chi, invece, dopo due anni di attesa, un viaggio in America per studiare gospel e la produzione dell'album a Los Angeles, si aspettava un cambio di registro, una produzione più internazionale, più prossima al soul, che esaltasse la parte più black della voce Alessandra. 
Questo lato, invece, esplode in maniera prorompente soltanto in uno dei brani presenti nel disco. 
Quella che poteva essere una bella "scommessa", certamente rischiosa in termini di accoglienza da parte del pubblico, è finita per diventare una "parentesi" in un album certamente buono, ma non innovativo. 

Voto complessivo: 7

domenica 7 ottobre 2012

MIKA - The origin of Love


Origin of love: La prima traccia, che dà il titolo all'album, è allegra, solare, spensierata. Il ritornello è energico ed incisivo. Le strofe simpatiche e movimentate. Unica nota negativa, il ricorso massiccio alla voce "elettronica", soprattutto nella parte iniziale, che toglie un po' di armonia ad un pezzo comunque valido. Voto: 7 1/2

Lola: Si continua in allegria con la traccia numero 2. La seconda canzone dell'album, sin dalle prime note, conquista per la sua semplicità, fino ad arrivare al ritornello, assolutamente di facile presa. Voto: 7 1/2

Stardust: A farla da padrone in questa canzone dance, ma melodica, sono i celebri falsetti che hanno portato alla popolarità il cantante anglo-libanese. Il pezzo è accattivante, veloce, energico. Voto: 7 

Make you happy: Prima che il cd uscisse sul mercato, Mika aveva già fatto ascoltare questa canzone tramite il proprio canale ufficiale Youtube, anche se con un arrangiamento più dance e meno soft. La versione contenuta nel cd, pur mantenendo intatta la struttura del pezzo, ha una base più delicata, in cui si sentono molto di più archi e violini che accompagnano la voce del cantante. Voto: 6 1/2 

Underwater: Vigorosa, ma al tempo stesso delicata, la prima vera ballade del cd. Si tratta di un pezzo suggestivo, elegante, soave, dal ritornello semplice, breve, ma incisivo. Valida. Voto: 8-

Overrated: La sesta canzone dell'album si distingue dalle altre per essere tipicamente "dance". Una serie di frasi semplici ed in rima si susseguono velocemente per fare spazio ad un ritornello esplosivo, ripetitivo, vigoroso. Una hit da discoteca. Voto: 7

Kids: Un po' sottotono rispetto alle altre canzoni del cd, la traccia numero 7 è lenta, nonostante la base ritmata, ed un po' ripetitiva. Futile. Voto: 6

Love you when I'm drunk: Irriverente, divertente, vivace! Il pezzo sprizza energia ed allegria in ogni sua parte. Le strofe sono veloci ed accattivanti, il pre-ritornello movimentato e suggestivo, il ritornello breve, ma deciso, il middle8 più pacato, ma non per questo di minor presa. Voto: 7 1/2

Step with me: Romantica, colorata, vagamente tropicale, la canzone numero 9 conquista sin da subito per la delicatezza e la potenza di cui è intrisa. Il ritornello è un crescendo di trepidazione e passione. Voto: 7 1/2 

Popular Song: Gioia ed allegria continuano a caratterizzare il cd di Mika. La traccia numero 10 è vivace, ritmata, simpatica. Si tratta di una rivisitazione della hit "Popular" del musical "Wicked", dalla quale prende in prestito non solo la melodia, ma anche lo spirito gioioso di cui è infusa. Voto: 7 1/2

Emily: Versione inglese di "Elle me dit", singolo lanciato in francese nel giugno 2011. La canzone è briosa, esuberante, animata, festosa. Un vero e proprio inno a prendere la vita alla leggera, ballando. Voto: 7 1/2

Heroes: La penultima canzone spezza un po' il clima festoso che caratterizza l'album. Si tratta di un pezzo più pacato, quasi malinconico, ma comunque suggestivo. Voto: 6

Celebrate: L'album si conclude con il featuring con Pharrell che ha anticipato l'uscita dell'album. In linea con lo stile del cd, si tratta di un pezzo spensierato e gioioso, ma di buona fattura. Voto: 7


Assente dalle scene musicali ormai da 3 anni, MIKA è tornato con un album molto ben curato. Co-autore di tutti i brani, si è avvalso della collaborazione di diversi "grandi" della musica (da Pharrell ai fratelli Benassi, da William Orbit a Greg Wells) al fine di rimettersi in carreggiata e conquistare le classifiche di tutto il mondo. Il risultato è un album di qualità, in cui i brani riescono quasi tutti a conquistare sin da subito. Molto buono. 

Voto complessivo: 7 1/2 

martedì 18 settembre 2012

Nelly Furtado - The spirit indestructible


Spirit indistructible: Comincia sottotono la canzone che dà il titolo all'album, per poi riprendersi dopo il primo ritornello. Il pezzo in generale è fresco ed ha un certo appeal radiofonico. Voto: 7+

Big Hoops: Scelto come singolo anticipatore del cd, il brano, dalle evidenti sonorità urban pop, ha bisogno di diversi ascolti prima di entrare in testa, ma una volta che lo fa è difficile che riesca ad uscirne. Voto: 7

High Life: Tra le canzoni più allegre dell'album. Un motivetto spensierato, infatti, caratterizza l'intera traccia numero 3. La parte rap che va a costituire il middle8 si amalgama bene con il resto del brano. Voto: 7 1/2

Parking Lot: La canzone numero 4, scelta anche come singolo promozionale dell'album in USA, si muove a metà strada tra l'urban, l'r&b ed il pop. Il risultato è inusuale, ma interessante. E' un brano, infatti, che si discosta abbastanza da quello che ultimamente si sente in giro, ma che riesce comunque ad attirare l'attenzione. Voto: 7+

Something: Il pezzo, in collaborazione con il rapper statunitense Nas, appare un po' sottotono rispetto alle altre produzioni, nonchè abbastanza ripetitivo. Futile. Voto: 5+

Bucket List: Comincia con una risata la sesta canzone dell'album, che, da un punto di vista musicale, ricorda molto la Nelly Furtado degli esordi. Il prezzo è simpatico, anche se poco originale. Il ritornello ne rappresenta il punto di forza. Voto: 6 1/2

The Most Beautiful Thing: Interpretata in collaborazione con la cantante e musicista portoghese Sara Tavares, la settimana canzone è lenta e tediosa. Fuori contesto rispetto all'album, non convince. Voto: 4 

Waiting for the Night: L'album si riprende, per fortuna, alla grande con la traccia numero 8. Un pezzo fresco, moderno, energico, dalle sonorità decisamente radiofoniche. Il ritmo diventa sempre più incalzante mano a mano che ci si avvicina alla fine e conquista grazie ad un ritornello di facile presa tutto da ballare. Voto: 7 1/2 

Miracles: Canzone soave ed armoniosa, dalle sonorità arabeggianti. Una ballade romantica e sensusale. Bello il virtuosismo nel middle8. Voto: 6 1/2

Circles: Tipica canzone riempi-album, senza nè arte nè parte. Lenta, ripetitiva, sottotono, monotona. Voto: 5

Enemy: Così come il precedente, anche questo brano è lento e noioso. Voto: 4 1/2

Believers (Arab Spring): L'ultima traccia è caratterizzata da sonorità sicuramente più rockeggianti. Pur essendo un po' fuori contesto rispetto alla linea musicale del cd, la canzone riesce comunque ad intrigare.  Voto: 6 1/2

E' possibile parlare dell'ultima fatica di Nelly Furtado come di un'album riuscito a metà. 
Non mancano, infatti, canzoni interessanti, anche controcorrente rispetto a quanto si sente ultimamente in giro nel mondo del pop internazionale, ma che comunque hanno un buon appeal proprio per la loro unicità; allo stesso tempo, però, sono presenti anche alcuni pezzi sottotono, mosci, talvolta ripetitivi. 
Il quinto album in studio della cantante canadese è, quindi, per molti aspetti interessante, anche se privo di un singolo che possa dirsi una vera e propria hit. 

Voto complessivo:

venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

martedì 27 marzo 2012

Madonna - MDNA


Girl gone wide: L'album si apre con un intro sinuoso che ricorda a tratti l'inizio di "Sorry", per poi esplodere in tutta la propria potenza con un brano pop dance dal riconoscibilissimo arrangiamento firmato Benny Benassi. E' sicuramente un pezzo forte, che trascina ed incita a ballare, reso ancora più accattivante dal videoclip che è stato lanciato poco prima dell'uscita dell'album. Allo stesso tempo, però, la canzone non spicca per originalità. Nel ritornello, infatti, sembra un vero e proprio mash-up di "Big Fat Bass" della Spears e di "Judas" di Lady GaGa. Un inizio scoppiettante, ma non di certo inedito. Voto: 7 1/2

Gang bang: Il tempo della canzone, scandito dal beat della batteria, non può non riportare alla mente il ticchettio dell'orologio di "4 minutes". Nonostante la base dance dal ritmo impellente, il brano è abbastanza pacato e sussurrato. Un contrasto interessante. Voto: 7+

I'm addicted : Voce modificata al sintetizzatore e suoni elettronici caratterizzano un brano dal sapore retrò, che musicalmente ricorda un po' i suoni dei pezzi anni '70/'80. E' una canzone elettronica, che soprattutto nel ritornello colpisce per la sua confusionarietà.
Voto: 7-

Turn up the radio: A partire da questa canzone l'album comincia finalmente a colorarsi di sonorità più pop e meno elettroniche, pur mantenenedo in linea con quanto suonato fino a prima. La traccia numero 4 è più melodica, più cantata e la voce di Madonna sembra più pulita. Voto: 7 1/2 

Give me all your luvin': Il brano scelto come singolo anticipatore dell'album è orecchiabile e spensierato. Il suo appeal sta proprio nella semplicità della sua struttura. L'incitamento da "ragazza pon pon", inoltre, è diventato sin da subito un vero tormentone. Per quanto riguarda invece le collaborazioni con la prezzemolina Nicki Minaj e M.I.A, queste non aggiungono nulla alla canzone. Voto: 7 1/2

Some girls: Confusionaria, psichedelica e cantalenata, la traccia numero 6, nonostante un ritornello orecchiabile, non riesce a tenere alta l'attenzione per il miscuglio di suoni e rumori che la caratterizzano. Voto: 6 1/2

Superstar: Pezzo simpatico, orecchiabile e melodico, che si fissa in testa con molta facilità grazie ad un inciso ripetuto, semplice ed essenziale. Voto: 7+

I don't give a: Brano un po' sottotono. Nonostante i buoni propositi non riesce a decollare, mantenendosi sulla sufficienza. Un po' anonimo. Voto: 7

I'm a sinner: Tra le canzoni più accattivanti del cd. Risulta melodica, decisa e gradevole, grazie ad un  ritornello provocante, strofe seducenti ed una melodia fresca ed energica. Provocatorio e sopra le righe il middle8 a mo' di "preghiera", tipico della più trasgressiva Madonna. Voto: 7 1/2

Love spent: Canzone sicuramente più tranquilla rispetto a molte delle precedenti, nonostante delle incursioni elettro-dance nel ritornello. Canzone suggestiva, coinvolgente ed avvincente, indice che non c'è bisogno di strafare per confezionare un prodotto valido.
Voto: 7 1/2

Masterpiece: Ad un brano dalla chiusura, il cd cambia del tutto registro. La penultima traccia è lenta, suadente, carezzevole. Una piacevole eccezione. Voto: 8

Falling free: Madonna decide di congedarsi dal suo pubblico con un pezzo delicato, soft, in cui i suoni elettronici fanno spazio a violini ed archi. Finale elegante ed inaspettato.
Voto: 6 1/2

L'ultima fatica di Madonna si compone di pezzi tutti abbastanza validi, in cui i suoni sono quasi sempre ricercati, nonostante spesso si è caduti anche nell'errore di riprendere sonorità già sentite, solo perchè di moda.
Mediamente, dunque, si tratta di un buon lavoro, in cui, però, si sente la mancanza di una canzone che possa dirsi una vera e propria "hit".
Di fatto, anche le canzoni scelte come singoli sono, sì, interessanti ed accattivanti, ma abbastanza lontane dalle glorie del passato.

Voto complessivo: 7 1/2

venerdì 20 gennaio 2012

Natalia Kills - Perfectionist


Wonderland: Atmosfere dark, miste a sonorità elettro-pop, fanno del brano d'apertura un pezzo interessante e sicuramente d'impatto.
Stilisticamente ricorda a tratti la Rihanna di "Rated R" e la Britney di "Blackout". Ed è proprio sulla falsa riga del "Mr. Photographer" cantato nel ritornello di "Kill the Lights" di Miss Spears, che Natalia Kills chiede "Take me to Wonderland". Buono. Voto: 7 1/2

Free: Cantata il collaborazione con will.i.am, che l'ha scoperta, la seconda traccia, è ritmata e simpatica, ma un po' ripetitiva, sia nelle strofe, un po' cantalenate, che nel ritornello, che sembra a tratti una filastrocca. Poco entusiasmante. Voto: 6-

Break you hard: Si ripiomba in cupe atmosfere, con tanto di risata diabolica. La cantante osa di più lasciandosi andare in qualche virtuosismo, che però non risolleva le sorti di un brano che, nonostante i buoni propositi, stenta a decollare. Il ritornello, inoltre, ricorda, troppo, "Monsoon" dei Tokio Hotel. Voto: 5+

Zombie: L'impressione che si ha ascoltando questo brano è quella di trovarsi di fronte ad una bonus-track o una unreleased di Lady GaGa. Cupa, suadente, misteriosa, la canzone è in perfetto stile "The Fame Monster". Non male. Voto: 6+

Love is a suicide: Canzone interessante ed avvincente. Il ritornello è accattivante. Le sonorità fresche e coinvolgenti. Un pezzo valido. Il middle8 sussurrato, che spezza un po' il clima della canzone, è intenso. Voto: 7+

Mirrors: Pezzo ben riuscito, in cui sembrano co-presenti sonorità assolutamente moderne e melodie degli anni '80. Proprio per questa sua particolarità la canzone riesce a conquistare dopo pochi ascolti. Il ritornello, di cui la prima parte è in falsetto, è originale ed avvincente. Ha tutte le carte in tavola per essere considerata alle stregua di altre hit pop. Voto: 8

Not in love: La canzone diventa via via più incalzante mano a mano che si avvicina al ritornello, che è d'impatto. Brano travolgente nella sua aura quasi tenebrosa e sfuggente. Voto: 6 1/2

Acid Annie: Canzone cupa, sinistra, ma anche violenta, nella sua intensità. Voto: 6+

Superficial: Nonostante la canzone sia assolutamente pop (strofe simpatiche e semplici, ritornello incalzante, facile da memorizzare), l'arrangiamento rimanda comunque ad atmosfere meste, quasi macabre, merito anche di un coro quasi d'oltretomba. Un bel contrasto. Tra le canzoni più riuscite dell'album. Voto: 7 1/2

Broke: Canzone carezzevole dalla atmosfere suadenti. E' il primo brano mid-tempo del cd. Suggestivo. Peccato per l'uso, forse eccessivo, del sintetizzatore, che toglie naturalezza alla voce della cantante britannica. Voto: 6+

Heaven: Altra canzone lenta. E' melodica e romantica. Musicalmente è originale, mentre la parte cantata sa di già sentito. Peccato. Voto: 5 1/2

Nothing lasts forever: Dopo due canzoni melodiche, Natalia Kills si lascia andare, scatenandosi sulle note di un pezzo elettro-pop tutto da ballare. Nel brano duetta con Billy Kraven, noto produttore e paroliere americano, che l'ha scritta. La canzone ha un bel ritmo, è incalzante, veloce, interessante. Bella anche l'interpretazione della cantante inglese. E' la migliore produzione, dopo "Mirrors". Voto: 8

If I was God: L'album si conclude con una canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto dell'album. Si tratta di un pop fresco ed armonioso. Una buona conclusione. Voto: 6 1/2

Uscito nel 2011, l'album di Natalia Kills, pur contenendo non pochi elementi originali ed interessanti, è passato un po' in sordina, ottenendo risultati discreti nelle vendite nei paesi in cui è uscito.
Il personaggio è particolare e, dalle tematiche affrontate nei brani al look, passando per le sonorità che attraversano l'album, è evidente che l'intento della produzione è quello di proporla come una Lady GaGa dark, una cantante pop che strizza l'occhio al gotico.
A tratti l'artista riesce a convincere. Altre volte, invece, anche a causa di brani non del tutto originali, sembra semplicemente la copia mal riuscita di cantanti già affermate.
L'album, comunque, non è male ed, anzi, grazie ai pezzi più convincenti potrebbe riuscire comunque a farsi spazio del panorama musicale internazionale.

Voto complessivo: 7

martedì 6 dicembre 2011

Rihanna - Talk That Talk


You da one: La canzone che fà da apripista all'album, nonchè secondo singolo estratto, ha un sound che si colloca a metà strada tra il reggae ed il pop. Il ritornello, di semplice fattura, è reso particolare dal modo in cui è cantato, in maniera quasi cantilenata, da Rihanna.
Un inizio simpatico. Voto: 6 1/2 

Where have you been: Più moderna e movimentata è la seconda traccia. L'interpretazione particolare e lo stile, a metà strada tra le sonorità di "Only Girl in the world" e gli acuti di "Complicated", ne fanno un prodotto abbastanza d'impatto.
Tuttavia, gli interlude musicali elettronici, sul genere "Benny Benassi", fanno perdere valore ad un brano altrimenti originale. Voto: 7

We found love: Sicuramente di impatto la canzone che ha anticipato l'uscita dell'album. E' un pezzo dance, ben interpretato.  Le strofe, ripetitive, e la musica che anticipa il ritornello conferiscono al tutto un'atmosfera psichedelica interessante. Voto: 7

Talk that talk: Riporta un po' al passato il brano che dà il titolo all'album. Le musiche, infatti, sono in perfetto stile "Rated R" (fra tutte tornano alla mente le sonorità di "Wait your turn" o "Hard"). In questa canzone la cantante delle Barbados si è avvalsa della collaborazione di Jay-Z, con il quale già ebbe modo di cantare nella ben più celebre "Umbrella".
Il livello è sicuramente più basso rispetto a quello del precedente featuring. Il motivetto, comunque, non è male. Voto: 7

Cockiness (Love It): La traccia numero 5 sembra non avere alcun filo conduttore. Infatti, sembra quasi che la prima parte sia totalmente scollegata al ritornello e dalle restanti strofe. Inoltre il finale è brusco, come se il brano fosse interrotto. Troppo stravagante. Voto: 6 1/2

Birthday cake: Canzone assolutamente senza senso. Dura poco, troppo poco. Sembra quasi interrotta, e quel poco che c'è è ripetitivo e poco musicale. Voto: 5

We all want love: Più musicale e di maggiore impatto è la traccia numero 7. Si tratta di una canzone melodica, ritmata, anche se un po' ripetitiva. Voto: 6

Drunk on love: Molto suggestiva la musica che accompagna la canzone numero 8 (presa in parte da Intro dei The xx). Per il modo in cui è cantata, l'intesità e la carica interpretativa, nonchè per la melodia, ricorda molto "Complicated", brano contenuto nel precedente cd. I virtuosismi, validi, a cui Rihanna si lascia andare nel corso del brano sono la firma inconfondibile della cantante. Voto: 7 1/2

Roc me out: Brano dalle atmosfere più rockeggianti. L'atmosfera più "cupa" e la voce calda della cantante rendono la canzone molto piacevole da ascoltare. Originale, energica, fresca. Voto: 8-

Watch n' learn: Ad una canzone dalla fine, si cambia di nuovo registro musicale. Il penultimo brano, infatti, strizza l'occhio a sonorità decisamente hip hop. Il pezzo è simpatico, dal ritmo incalzante. Voto: 6 1/2

Farewell: L'album si conclude con l'unica ballata contenuta nel cd. Il pezzo è intriso di nostalgia e malinconia. Un finale elegante e delicato, a dispetto di un album in cui invece sembra quasi essere l'irriverenza a farla da padrona. Voto: 7+

Una miscellanea di generi musicali attraversa l'ultima fatica discografica di Rihanna.
L'album, composto di tracce tutte diverse, appartenenti a generi musicali differenti, ha in sè cose ben riuscite ed altre, invece, meno convincenti.
L'uso del sintetizzatore, di cui non di rado è stato fatto un abuso, inoltre, non rende giustizia ad una voce tanto interessante quanto affascinante come quella di Rihanna.
Poichè con "Loud" la cantante barbariana ha dimostrato che è assolutamente in grado di realizzare prodotti di alto livello, per questo lavoro, che non può dirsi sicuramente negativo, sarebbe stata opportuna, forse, una riflessione ulteriore al fine di mettere a punto un prodotto qualitativamente superiore.

Voto complessivo: 7

venerdì 2 dicembre 2011

Tiziano Ferro - L'Amore È Una Cosa Semplice


Hai delle isole negli occhi: Canzone d'amore dal ritmo a metà strada tra l'r&b ed il soul, intervallata da una parte rap, che riporta alla mente il Tiziano delle origini. Simpatica l'idea di fare lo spelling del "TI A-M-O". Il ritornello è tanto semplice quanto accattivante.
Un inizio molto lounge. Voto: 7+

L'amore è una cosa semplice: Il brano che dà il titolo all'album e che, per certi versi, rappresenta anche una sintesi dell'intero progetto, è in perfetto stile Ferro. E' una canzone romantica, dolce, in cui la voce vigorosa del cantante di Latina si esprime in tutta la propria potenza, accompagnata da una musica melodica, fatta di archi, violini e piano. Voto: 7

La differenza tra me e te: E' stato questo brano, dalle atmosfere pop-rock, ad anticipare il ritorno di Tiziano sulle scene musicali. La canzone è ritmata, veloce, caratterizzata da una musica incalzante, fatta di sonorità fresche, nuove, ed un ritornello impetuoso. Voto: 7 1/2

La fine: La quarta traccia del cd è una cover di Nesli. E' la prima volta nella carriera del cantante che incida in un proprio album una canzone già edita. Si tratta di un rap melodico, ricco di vigore e pathos. Il tono grave di Tiziano Ferro nelle strofe, così come la doppia voce nel ritornello, insieme al nuovo arrangiamento riescono a conferire alla canzone un'enfasi ed un trasporto maggiori rispetto alla versione originale. Il risultato è lodevole. Voto: 9-

Smeraldo: Simpatica ed originale, la quinta traccia dell'album è calda e melodica. E' la canzone più movimentata del cd, pur non essendo una up-tempo. Voto: 7 1/2

Interludio: 10.000 scuse: Altra canzone assolutamente rap. Divertente l'idea di terminarla con il ritornello di "Centoundici", sua celebre hit (riarrangiata in una chiave leggermente più rock). Breve, ma intensa. Voto: 8-

L'ultima notte al mondo: Immancabili nel repertorio del cantautore di Latina canzoni confezionate apposta per gli innamorati, che nascono con l'intento di intenerire anche le anime più insensibili. La nuova "Il regalo più grande" sotto questo punto di vista funziona. Non mancano frasi smielate e zuccherose ("Il tuo sorriso dolce è così trasparente che dopo non c'è niente, è così semplice, così profondo che dopo azzera il resto e fa finire il mondo"), così come una melodia romantica e suadente.
Detto ciò, rispetto alle ballate contenute negli altri cd, questa è leggermente meno incisiva. Voto: 6+

Paura Non Ho: Da cantautore ad interprete, Tiziano Ferro in questa traccia presta la propria voce ad un brano scritto interamente da Irene Grandi. E' una canzone molto particolare, caratterizzata da un'atmosfera quasi cupa, accattivante, suggestiva.
Prova superata. Voto: 7-

TVM: La traccia numero 9 spezza totalmente il clima del cd. La canzone, infatti, stile bossa nova, è sensuale, armoniosa, dal ritmo quasi esotico. Il modo in cui è cantata, che strizza l'occhio alla più classica canzone italiana, ed il sinuoso ritornello in rima conferiscono al pezzo grande originalità. Voto: 7 1/2

Troppo Buono: Il brano sembra venire direttamente dagli anni '50, sia dal punto di vista stilistico/musicale, sia per quanto riguarda l'interpretazione ed il modo in cui Ferro la canta. Chitarre, violini, pianoforte e batteria accompagnano un Tiziano Ferro tangibilmente nostalgico e malinconico. Voto: 8

Quiero Vivir Con Vos: Altro tuffo nel passato a tre canzoni dalla fine, sulle note di un pezzo swing. Atmosfere da saloon degli anni '20/'30 fanno di questa serenata d'amore jazz un brano delicato, romantico, dolce, nonchè inusuale. Voto: 7

....Ma So Proteggerti: Altra canzone da saloon, ma stavolta dal ritmo blues. Si tratta di una canzone romantica, melodica, sottotono rispetto al resto dell'album. Fortunatamente, però, rappresenta un caso isolato. Voto: 5

Per Dirti Ciao!: L'album si chiude con una canzone che stilisticamente ricorda "La differenza tra me e te", singolo di lancio del cd. Le strofe sono abbastanza anonime, mentre il ritornello, energico, è dirompente ed impetuoso. Un buon finale. Voto: 7-

L'ultima fatica di Tiziano Ferro è ricca di sorprese. Si tratta, infatti, di un disco variegato, eterogeneo, all'interno del quale convivono sonorità più moderne ed accattivanti e stili di diversa natura, dal blues allo swing, dal rap alla bossa nova.
Questo fa sì che il cd riesca a non annoiare, poichè canzone dopo canzone chi lo ascolta è proiettato in un mondo sempre diverso ed affascinante.
Le già note doti interpretative di Tiziano sono oltremodo evidenti in tutte le canzoni, sia in quelle maggiormente autobiografiche che nei pezzi che, invece, non sono stati scritti da lui.
Si tratta, quindi, di un album bello, maturo, profondo, non di rado originale.

Voto complessivo: 7 1/2

mercoledì 2 novembre 2011

Gianluca Grignani - Natura Umana


Un ciao dentro un addio: Riporta un po' indietro nel tempo la canzone d'apertura del cd; lo stile, infatti, è quello del Grignani delle origini. Si tratta di una canzone romantica, abbastanza melodica, dalle sonorità a metà strada tra la canzone italiana ed un pop rockeggiante. Voto: 6

Natura umana: La canzone che dà il titolo all'album ha una melodia incalzante molto interessante. La parte cantata è però un po' cantilenata e questo toglie al brano quell'appeal che, invece, la musica riusciva a darle. Voto: 5

Sguardi: Vagamente più rockeggiante, la terza traccia è sicuramente interessante. Il ritornello è radiofonico e si fissa facilmente in testa. Nella parte finale l'inciso è simpaticamente interpretato da un coro di bambini. Voto: 7

Che cosa importa se: Sembra quasi un grido-sfogo la quarta canzone. Grignani "denuncia" con ironia i mali della modernità a ritmo di chitarra e batteria, affermando però la propria identità e libertà con irriverenza. La canzone è musicale, vigorosa, potente. Voto: 7

Mondo libero: Canzone un po' chiassosa, ma non per questo poco interessante. La musica a tratti sovrasta la voce del cantante, che riesce comunque ad emergere con energia. Voto: 6+

Miliardi di mani: Brano sicuramente più moderato rispetto a quelli che lo precedono. Melodico, ma energico, pur se un pizzico ripetitivo. Voto: 6

Io per te: Un bell'arrangiamento per una canzone, purtroppo, banale. Il cantato è troppo cadenzato ed anche il testo è abbastanza piatto-scontato ("Rinuncerei a tutto io per te"). Voto: 5+

Finchè ti dimentico: Tra le canzoni più interessanti del disco. La melodia è originale, il brano si distingue dagli altri per il ritmo travolgente e per la capacità di coinvolgimento di cui è pervasa. Voto: 7+

Le scimmie parlanti: E' la canzone più energica e vivace del cd. E' allegra, simpatica, divertente. Voto: 7

Lontano da te (l'Europa dall'America): Nonostante la canzone parli di lontananza e solitudine, la musica che la accompagna è movimentata, turbolenta. Ciò rende il brano particolare, quasi surreale, festoso, ma amaro, malinconico, ma vitale. Una bell'ossimoro. Voto: 7

Grignani, autore di testi e musica di tutte le canzoni, ha prodotto un album forte e vigoroso.
A dispetto del singolo di lancio, dalle atmosfere più soft e moderate, il cd è invece caratterizzato da musicalità sicuramente più rockeggianti miste ad un pop piacevole ed in molti punti originale.
Si tratta, dunque, di un buon prodotto, piacevole da ascoltare.

Voto complessivo: 7

lunedì 24 ottobre 2011

Kelly Clarkson - Stronger


Mr. know it all: L'album si apre con il singolo che l'ha preceduto. Nonostante nel ritornello ricordi un po' le sonorità di "Just the way you are" di Bruno Mars, è innegabile che si tratti di un brano con appeal, dal ritmo interessante, incalzante, decisamente pop.
La scelta di usarlo come apripista, dunque, è stata buona. Voto: 7

What Doesn't Kill You (Stronger): Sonorità elettro-pop accompagnano il brano che dà (almeno in parte) il titolo all'album. Purtroppo, anche in questo caso, vi è una sorta di "richiamo". La parte iniziale ricorda vagamente nel cantato "He about loose me" della più celebre Britney Spears. La canzone è comunque interessante, valida.
Kelly Clarkson riesce a fondere determinazione e garbo. Voto: 7 1/2

Dark Side: Brano molto suggestivo, in cui emerge tutta la carica espressivo-interpretativa della cantante statunitense. Nel middle8 la stessa, infatti, si lascia andare in interessanti virtuosismi che impreziosiscono una canzone già di per sè convincente. Voto: 7 1/2

Honestly: Sonorità più cupe e meste accompagnano la quarta traccia del cd. Canzone sentita, interpretata, in cui la batteria che scandisce il tempo riesce a restituire tutta la carica emotiva già espressa dalla voce della cantante. La musica è quantomai persuasiva ed affascinante. Voto: 7

You Love Me: E' una canzone dalla melodia decisamente più spensierata quella di cui la stessa Clarkson è co-autrice. Musicalmente è vicina alle sonorità di Katy Perry. Nel ritornello c'è anche qualcosa di "I Turn to You" di Melanie C. Il risultato è un brano pop vincente. Voto: 7-

Einstein: Ancora una canzone pop-rock attraversa l'album di Kelly Clarkson. Il motivo è interessante. Voto: 6 1/2

Standing In Front Of You: Canzone delicata e romantica. Esprime dolcezza e grazia, riuscendo a trasportare chi la ascolta in una dimensione eterea, quasi celestiale. Voto: 7+

I Forgive You: Brano che non spicca per originalità. Nonostante, infatti, sia comunque apprezzabile, sa assolutamente di già sentito, portando chi la ascolta più ad interrogarsi su quale canzone ricordi piuttosto che sulle sue qualità, che comunque ci sono. E' una canzone, infatti, nonostante tutto, carica e coinvolgente. Voto: 6 1/2

Hello: Canzone convincente ed intensa. La musica è energica e l'interpretazione graffiante. Voto: 7-

The War Is Over: Che Kelly Clarkson si senta a suo agio ad interpretare canzoni lente-struggenti è reso palese da brani come questo, dalle atmosfere più calde e coinvolgenti. E' qui che emerge la sua parte più intensa e convincente. Voto: 7

Let Me Down: Energia, vigore ed eleganza trasudano da una canzone pop-rock decisa e pungente. Voto: 7

You Can't Win: La penultima canzone è forte, ritmata, coinvolgente. Il finale riesce a stupire e catturare. Voto: 7

Breaking Your Own Heart: Un finale dolce chiude un album valido. Voto: 6

L'uscita del quarto album di Kelly Clarkson è stata rimandata più volte. Il risultato, però, è così convincente che davvero è possibile pensare che l'attesa sia stata ripagata nel migliore dei modi. Le tracce si susseguono con eleganza e vigore, mantenendosi tutte sullo stesso stile. Anche le canzoni più lente sembrano rientrare in uno schema preciso.
L'unico neo è che alcune sonorità riportino alla mente canzoni già sentite (da P!nk a Katy Perry, da Bruno Mars a Melanie C), togliendo originalità al progetto. Tuttavia la cantante riesce a dare ad ogni brano un'impronta così forte da mettere ciò in secondo piano.

Voto complessivo: 7 1/2

mercoledì 5 ottobre 2011

Cassandra De Rosa - Semplicemente...Sole


Ma ora no: Una musica suadente accompagna un brano ritmato, fresco, energico. L'interpretazione di Cassandra è gradevole e decisa. Un inizio, dunque, molto promettente. Voto: 7 1/2

Semplicemente il sole: La seconda canzone inizia quasi in sordina. Comincia a decollare dopo il primo ritornello e nella parte finale. L'outro, tra chitarra elettrica e virtuosismi, è molto suggestivo e particolare. Voto: 6 1/2

Ti coprirei d'amore: Scritta a quattro mani con Saverio Grandi, la terza canzone del cd si configura come un brano romantico, ma vigoroso. E' una bella dedica d'amore, delicata e sensuale, ma al tempo stesso decisa. Voto: 6

Opportunità: Rispetto al resto dell'album questa canzone è abbastanza sottotono. Nonostante un'interpretazione convincente, infatti, musicalmente il brano si distacca troppo dalle sonorità del resto del cd, risultando quasi fuori dal coro. Il ritornello, inoltre, è troppo poco incisivo. Voto: 5 1/2

Bronx: Canzone simpatica, allegra, dal ritmo incalzante, con un ritornello che si fissa facilmente in testa. L'interpretazione di Cassandra è lodevole, soprattutto nel middle8. Bello il finale. Voto: 8

Diverso: Un testo quasi poetico contro i pregiudizi e le repressioni ed una melodia celestiale fanno di questa canzone una piccola perla. La musica, dalle sonorità latineggianti, infatti, riesce a conferire ad un testo già di per sè mesto, un'atmosfera ancor più malinconica. Voto: 7+

Non mi manchi neanche un po': Non sempre quando un amore finisce lascia ferite aperte e sofferenze: in questa traccia Cassandra celebra la libertà post-rottura. La canzone è molto melodica, il ritornello è travolgente, bella la musica. Vista la radiofonicità, sarebbe ideale come possibile singolo. Voto: 7 1/2

Tu sarai: Grazie a questa canzone Cassandra riesce a dare libero sfogo alle proprie capacità espressive e vocali, lasciandosi andare soprattutto nelle note alte, specie nel ritornello e nel middle8. La canzone è delicata, intensa, armoniosa. Voto: 6+

Devi fidarti di te: Canzone melodica, dalle sonirità tipicamente italiane, piacevole da ascoltare. La voce di Cassandra è garbata ed elegante. Voto: 6 1/2

Cellule: Spicca per originalità e simpatia il penultimo brano. Canzone allegra, movimentata, dal ritornello radiofonico. Ha un sound particolare, fresco, moderno. Il middle8 è coinvolgente ed accattivante. Imponente l'acuto finale. Voto: 8+

Quando tutto era amore: L'album si conclude con un pezzo scritto da Saverio Grandi e già inciso da Luca Napolitano. La canzone, in generale, è romantica e musicale. La versione di Cassandra ha un arrangiamento più rock. Cantata da una voce femminile il brano riesce ad acquistare sensualità e garbo. Il finale in musica è bello, pregevole, affascinante. Voto: 8

Registrato interamente a Londra, "Semplicemente...Sole" segna il ritorno di Cassandra
De Rosa, tra le ex concorrenti maggiormente apprezzate della scuola più famosa di Italia, quella di "Amici di Maria de Filippi", sulla scena musicale.
Si tratta di un lavoro sicuramente di qualità, in cui la ricercatezza nei testi e nelle musiche è evidente (il missaggio è stato curato da Jason Howes, celebre per i suoi lavori con Adele, Lily Alen, Bloc Party e tanti altri.)
La voce di Cassandra è decisamente maturata rispetto al precedente lavoro discografico, ha acquistato vigore, diventando riconoscibile ed elegante.
Le 11 tracce sono tutte diverse, ma in armonia tra di loro.
E' un album in cui difficilmente si passa alla canzone successiva senza aver prima finito di ascoltare un brano per intero.
In un momento in cui, purtroppo, spesso anche alla luce della volontà di cavalcare l'onda di un successo momentaneo, si tende ad immettere sul mercato lavori discografici con grande velocità, senza che questi però siano curati nei minimi dettagli, Cassandra ed il suo team hanno deciso, per fortuna, di muoversi nella direzione esattamente opposta.
Un buon lavoro.

Voto complessivo: 7 1/2

domenica 2 ottobre 2011

Nicola Roberts - Cinderella's Eyes


Beat of my drum: La canzone che apre l'album è un mix di suoni freschi, nuovi e simpatici. Le strofe e la parte prima del ritornello sono molto pop ed orecchiabili, mentre il ritornello sà tanto di "filastrocca-canzoncina", il che le fà perdere appeal, ma al tempo stesso riesce a conferirle un'aria ancora più originale. Un inizio scoppiettante. Voto: 7+

Lucky day: Secondo singolo estratto dall'album, dopo Beat of my drum, questo brano sembra infuso da sonorità del passato mixate a suoni elettronici assolutamente moderni. Il modo di cantare di Nicola Roberts rende il tutto molto suggestivo e particolare. Voto: 7

Yo-yo: Brano ben confezionato. La parte cantata, a tratti melodica, si sposa benissimo con una base elettropop molto orecchiabile. Una bella sorpresa. Voto: 7 1/2

Cinderella's Eyes: La canzone che dà il titolo all'album è veloce, movimentata, ma non per questo banale o scontata. Le musiche elettropop riportano alla mente atmosfere anni '80. L'interpretazione è lodevole. Voto: 7 1/2

Porcelain Heart: Una canzone-gioiello. La musica è affascinante, l'interpretazione molto interessante. E' un pezzo radiofonico e piacevole da ascoltare. Voto: 7 1/2

I: La prima canzone lenta del cd è accompagnata da melodie che strizzano l'occhio ad un sound tipicamente orientale. Nonostante un'interpretazione valida, la canzone risulta abbastanza ordinaria, rispetto ad una serie di canzoni decisamente più innovative. Voto: 5

Everybody Got to Learn Sometime: La canzone, lenta, di per sè è abbastanza scontata, ma musica e suoni che accompagnano il brano sono davvero belli e ricercati. Voto: 6

Say It Out Loud: Canzone abbastanza moderata. La cantante sembra essere costantemente sul punto di far esplodere la propria carica emotivo-interpretativa ed invece, fino alla fine, rimane quasi "contenuta". Il brano è altrettanto ordinario. Voto: 6

Gladiator: Con questa canzone Nicola Roberts ritorna ad attirare l'attenzione degli ascoltatori grazie ad una musica affascinante ed un'interpretazione ed un modo di cantare particolari, vivaci, notevoli. Sia musicalmente che nell'interpretazione ricorda molto la Gwen Stefani di "What You Waiting For?" Voto: 7 1/2

Fish Out of Water: Canzone abbastanza anonima. Nonostante anche in questo brano siano presenti sonorità accattivanti, il cantato ed il testo fanno pensare ad un pezzo riempi-album. La meno interessante dell'album. Tra l'altro è quella che dura di più (quasi 5 minuti) Voto: 4 1/2

Take A Bite: Coinvolgente, veloce e simpatica, la penultima canzone ha un ritornello molto efficace e che difficilmente si toglie dalla testa. Il massimo per una canzone pop. Un po' per il modo in cui è cantata, un po' per la musica e la struttura della canzone, questa un po' gli ultimi lavori di Avril Lavigne. Voto: 6 1/2

Sticks + Stones: Nicola Roberts saluta i propri ascoltatori con una canzone soft, una ballad lenta e delicata, armoniosa e poetica. Un finale lirico. Voto: 6 1/2

Il primo lavoro da solista di Nicola Roberts, ex componente del gruppo pop Girls Aloud, è infuso di melodie nuove ed originali. L'album, infatti, soprattutto per quanto riguarda le canzoni più movimentate, è ricco di suoni evidentemente ricercati, dal sound internazionale. Molte canzoni contenute nel cd hanno tutte le caratteristiche per diventare vere e proprie hit. I brani più lenti, invece, comunque in netta minoranza, sono più ordinari, ma non per questo non interessanti.
Un valore aggiunto ad ogni brano è dato dal modo di cantare della Roberts, assolutamente singolare. 
La sua carta vincente, in questo caso, risultano proprio la personalità ed il carattere con cui riesce a dare un'impronta chiara a tutto ciò che interpreta.
Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che la Roberts oltre ad essere interprete, è anche co-autrice di tutti i brani dell'album (ad eccezione della cover "Everybody's Got to Learn Sometime"). Un esordio più che valido.

Voto complessivo: 7

venerdì 9 settembre 2011

Giorgia - Dietro Le Apparenze


Il mio giorno migliore: "Spesso le canzoni che restano di più impresse nella mente sono quelle che contengono frasi senza senso o sgrammaticate": sembra essere questo quello che Giorgia deve aver pensato nella stesura del brano di lancio dell'album, nonchè pezzo d'apertura. "Il mio giorno migliore", canzone un po' "vuota" dal punto di vista del significato, ma  che, grazie al suo ritmo, assolutamente ballabile, riesce comunque a coinvolgere e prendere. Un ritorno, dunque, musicalmente in stile "Vivi davvero" (in cui, però, il testo era molto più consistente), per intenderci, che punta più sul ritmo, fresco e nuovo, che sulle emozioni; emozioni che una voce, come quella di Giorgia, ha dimostrato nel tempo di essere assolutamente capace di suscitare. Voto: 7 1/2

Sembra impossibile: L'album prende corpo e consistenza a partire dalla seconda traccia. Lontana anni luce dalle atmosfere del singolo di lancio, scritta dalla stessa Giorgia a quattro mani con Manuel Lo, che collabora con lei ormai da anni, questa canzone è bella, sia sotto il punto di vista musicale che nel testo. Il ritornello è sublime. Dolce, delicata, malinconica, impreziosita dalla voce di Giorgia che rende il ritornello pregevole. Voto: 8 1/2

E' l'amore che conta: Scelto come secondo singolo, questo pezzo ha la stessa eleganza della canzone che lo precede. Nel middle8 Giorgia si lascia andare in quegli interessanti virtuosismi che l'hanno resa celebre e caratterizzano il suo stile. Voto: 8 1/2

Inevitabile: Il tanto annunciato quanto atteso duetto con Eros Ramazzotti delude un po' le aspettative riposte in esso. Si tratta, infatti, di una canzone troppo "italiana", troppo stantia. Nonostante le voci riescano ad amalgamarsi molto bene, il brano non ce la fa a decollare del tutto. E' vero, Eros e Giorgia sono tra gli esponenti della musica italiana più illustri, ma non per questo devono necessariamente restare ancorati ad uno stile così "vecchio", come invece è successo. Voto: 6 1/2

Dove sei: Canzone un po' incolore, lenta, ma melodica, acquista qualche punto nell'incalzante parte finale. Voto: 6+

Passerà l'estate: Comincia quasi in punta di piedi la canzone scritta da Marina Rei.
E' dolce e malinconica, romantica e suggestiva. Voto: 6

Solo grazie a te: La musica della canzone è assolutamente particolare ed interessante, mentre la parte cantata ed il testo, invece, sono più "tradizionali". Un pezzo, comunque, valido. Voto: 7 1/2

Vado via: A metà strada tra la tradizione e l'innovazione, questa canzone ha in sè non pochi elementi di novità (evidenti soprattutto in un ritornello assolutamente incalzante e radiofonico), ma al tempo stesso sembra rimanere ancorata, soprattutto nelle strofe a vecchi standard che le impediscono di volare. Voto: 6 1/2

Dietro le apparenze: La canzone che dà il nome all'album, nonostante un titolo effettivamente d'impatto, è lenta, quasi trascinata, sembra buttata lì giusto per riempire l'album. Voto: 5 +

Tu mi porti su:  La collaborazione con Jovanotti, che canta nella parte finale della canzone, è allegra, frizzante, radiofonica. Il ritornello è simpatico, coinvolgente, spensierato. La canzone ha, dunque, tutte le caratteristiche per essere lanciata come singolo. Voto: 6 1/2

Niente ci porta via: In questa canzone, interamente scritta da Giorgia, la cantante si lascia andare cantando più di pancia che con la tecnica, nonostante sia, comunque, impeccabile. Si tratta di una ballata romantica, vecchio stile, che ricorda un po' la Giorgia dei primi tempi. Voto: 6

E adesso tu: Canzone piatta, banale, monotona. Nulla di nuovo. Voto: 5 

Resta la musica: Una brutta conclusione. Tra le canzoni più anonime e monotone dell'album. Sembra una copia, assolutamente mal riuscita di "Per fare a meno di te".
Voto: 4

Chi, dopo aver ascoltato "Il mio giorno migliore", pensava che l'album di Giorgia contenesse tutte canzoni sul genere vedrà le proprie aspettative deluse.
In "Dietro le apparenze", infatti, album sicuramente di qualità, il singolo di lancio, utile per attirare l'attenzione sull'intero progetto, rappresenta, musicalmente parlando, una vera e propria eccezione. Non mancano, però, comunque, canzoni assolutamente pregevoli e d'impatto, in grado di colmare, dunque, tale mancanza.
In generale, infatti, il cd si configura come un prodotto ben confezionato, in cui sono presenti suoni e melodie ricercate. Non mancano, purtroppo, brani banali e piatti, per i quali neanche la voce di Giorgia, tanto bella quanto interessante, riesce a fare più di tanto, anche se per fortuna questi rappresentano "una minoranza". Forse sarebbe stato meglio tornare sulla scena con qualche pezzo in meno, puntando più sulla qualità che sulla quantità.

Voto complessivo: 7 1/2