domenica 16 settembre 2012

Rita Ora - Ora


Facemelt: Il cd si apre con una canzone urban pop che non ha nè capo nè coda. Dura molto poco, ha un testo inusuale e sembra quasi che si interrompa bruscamente. Un brutto biglietto da visita. Voto: 4

Roc the life: L'album recupera punti grazie alla traccia numero 2, la prima vera canzone completa del cd. Si tratta di un pezzo pop effervescente e bizzarro, dal ritornello semplice ed accattivante. Voto: 7-

How we do (Party): Secondo singolo estratto dal cd, il pezzo sembra essere un po' un sunto di quanto circola in giro ultimamente. E così, mano a mano che si va avanti nell'ascolto, tornano alla mente Nicki Minaj, Black Eyed Peas, Katy Perry (specie nel middle8 cantanto da un corso di ragazzi stile "T.G.I.F"), per citarne alcuni. Non male, ma niente di nuovo. Voto: 7

R.I.P: Immancabile, così come in tutte le ultime uscite discografiche, la collaborazione con un rapper. In questa canzone, singolo anticipatore dell'album, Rita Ora è accompagnata dall'inglese Tinie Tempah. A metà strada tra il pop e l'elettronico, il pezzo è suggestivo e piacevole da ascoltare. Voto: 7

Radioactive: Decisamente più elettronica, la traccia numero 5 conquista per l'energia e la spensieratezza che riesce ad emanare sin dalle prime note. Pezzo dance valido, che verso la fine propone anche sonorità tipicamente anni '90. Voto: 7 1/2

Shine ya light: Un po' sottotono rispetto alle precedenti, la canzone strizza l'occhio al mondo raggae ed è caratterizzata da un sound pacato. Nel ritornello acquista un po' di brio. Voto: 6 1/2

Love and war: Mantiene la tranquillità della traccia precedente la canzone in collaborazione con il rapper J. Cole. Le due voci, armoniche tra loro, si sposano bene. Una bella middle-tempo. Voto: 7+ 

Uneasy: Nella scrittura del pezzo c'è anche la mano della stessa Rita Ora. La canzone è sbarazzina, allegra, simpatica, ma l'impressione è che le manchi quel qualcosa in più. 
Voto: 6 1/2 

Fall in love: Prodotta dall'inconfondibile mano di Will.I.Am, leader dei Black Eyed Peas, che non di rado interviene con la propria voce accompagnando Rita Ora nell'esecuzione, la canzone ha un sound dance-elettronico un po' ripetitivo. Il ritornello, tutto sommato, non è male. Voto: 6 1/2

Been Lying: Secondo ed ultimo pezzo dell'album in cui c'è la mano della cantante kosovara. Si tratta di una middle-tempo elegante  ed armoniosa, che necessita di qualche ascolto in più per essere apprezzata fino in fondo. Voto: 6 1/2

Hello, hi, goodbye: Segue un'altra traccia pacata e soave, in cui, però, un pizzico di vigore maggiore sarebbe stato più che opportuno. Di fatto, la canzone appare troppo troppo lenta. Inoltre, nel ritornello, ricorda la ben più celebre "Hello" portata al successo da Beyoncé. Voto: 4 

Hot right now: L'album si chiude con un pezzo di Dj Fresh, decisamente più ritmato. Una conclusione  fresca, allegra, sopra le righe. Un finale esplosivo. Voto: 6 1/2 

Dopo un inizio davvero bruttino ed inaspettato, l'album di debutto di Rita Ora, cantante britannica di origini albanesi, riesce a riprendersi alla grande, proponendo canzoni interessanti, valide e ben prodotte.
Dietro questa artista emergente ci sono grandi nomi. Il cd è stato prodotto da Jay-Z e vanta importanti collaborazioni (Will.I.Am, Ester Dean, Drake, The-Dream, Tinie Tempah, Kanye West).
"Ora" è un cd pop, in cui non mancano incursioni elettroniche e dance. 
La voce di Rita Ora è interessante, anche se, a causa di produzioni non sempre originali, non si è riusciti ancora a darle un'identità definita.

Voto complessivo: 6 1/2

venerdì 31 agosto 2012

Loredana Errore - Pioggia di Comete


Più o meno mai: L'album si apre con una canzone il cui testo è stato scritto proprio da Loredana Errore, caratterizzata da un sound frizzante e da un ritornello di facile presa. La cantante si lascia andare in virtuosismi che ormai caratterizzano il suo modo di cantare e che rendono l'interpretazione molto particolare. Voto: 7

Ti sposerò: La seconda traccia del cd è stata tanto attesa poichè scritta da Kekko dei Modà, sulla cresta dell'onda dopo il successo sanremese (2011) e la composizione di "Non è l'inferno" che ha portato Emma al primo posto del Festival di quest'anno. La canzone ha un sound rockeggiante, è energica e positiva. Tuttavia nel ritornello ricorda (troppo!) "Cullami", secondo singolo estratto dall'album "A me piace così" proprio della Marrone, scritto da Roberto Casalino. Voto: 7

Una pioggia di comete: La canzone che dà il titolo all'album, scelta come singolo anticipatore, è fresca, movimentata, allegra. E' soprattutto nel ritornello che esplode nella sua veemenza. Un buon prodotto. Voto: 7

Innamorata: Traccia romantica, più pacata delle precedenti, che convince per la sua semplicità. Anche qui, però, un "fantasma"... Il ritornello rievoca un po' "Innamorarsi e non accorgersi" di Syria, seppur alla lontana. Voto: 6 1/2

L'uomo e la bestia: Canzone suggestiva, rude, violenta, pacata all'inizio e più urlata man mano che si avvia alla conclusione. Un crescendo di emozioni e di pathos, impreziosita dai sospiri finali. Bella. Voto: 8-

Folle stronza: Altra traccia pacata, ma sofferta. Nel ritornello Loredana Errore riesce a dare il meglio di sè, rinunciando ad offrire ai propri ascoltatori un'interpretazione "tradizionale" e lasciandosi, invece, trasportare dalle emozioni. 7 1/2

Santa domenica: Musicata da Irene Fornaciari, la canzone è abbastanza sottotono, forse anche a causa di un testo poco convincente. Voto: 4 1/2

Stringimi forte: Una nota di colore un po' fuori le righe. A tre pezzi dalla fine Loredana si cimenta in un brano decisamente pop, tutto da ballare e cantare. E' una canzone allegra, vivace, frizzante, che conquista nella sua semplicità. Voto: 7+

Ruggine: La penultima traccia è irruenta e prorompente, impreziosita dal sound della chitarra elettrica, che batte il tempo di tutta la canzone. Coinvolge e travolge. Voto: 7+

Volo insoluto: L'album si chiude con una canzone scritta e musicata da Loredana. E' un brano atipico, sembra un flusso di coscienza musicato, privo di un ritornello, di una logica... Prova da autrice non pienamente superata. Voto: 5

Rimasta orfana di Biagio Antonacci, che le ha prodotto i primi due album, Loredana Errore è tornata sulla scena musicale con un album curato da Diego Calvetti, discografico e musicista.
Il cd ha un'impronta decisamente più rock rispetto alle precedenti produzioni; si compone di 10 tracce sicuramente interessanti, che sono caratterizzate dalla carica interpretativa della cantante originaria di Bucarest.
A tratti, è evidente, si è cercato di rendere un po' più nazional-popolare la Errore, che invece, sin dagli esordi si era distinta per produzioni un po' più di nicchia. Il risultato, comunque, è nel complesso più che positivo.

Voto complessivo: 7

mercoledì 9 maggio 2012

Marina and the Diamonds - Electra Heart



Bubblegum Bitch: La prima canzone, breve ed incisiva, palesa gli intenti dell'intero album. Musicalità elettroniche che strizzano l'occhio agli anni '80, un ritornello semplice ed assolutamente pop ed un testo provocatorio, infatti, sono elementi che saranno molto spessi ricorrenti all'interno del cd. Un inizio sopra le righe. Voto: 7+

Primadonna: Il singolo che ha anticipato l'uscita dell'album conquista sin dal primo ascolto. Frizzante, energico, elegantemente interpretato, ben si colloca tra le pop hits del momento, anche grazie all'esperta mano di Dr. Luke, produttore delle più celebri "Tik Tok", "California Gurls", "Girlfriend", "I Kissed a Girl" o "Hold It Against Me", per citarne alcune, e non ha nulla da invidiare a nessuna di loro. Voto: 8

Lies: La prima traccia "lenta", al cui interno sono presenti comunque incursioni elettroniche, convince un po' meno rispetto alle precedenti, nonostante l'autorevole produzione di Dr. Luke e di DJ Diplo (che ha collaborato anche con Beyoncé, Britney Spears, Gwen Stefani). Poco pathos e un po' troppa litania. Voto: 5 1/2

Homewrecker: Energia e belle musiche caratterizzano la traccia numero 4, in cui Marina and the Diamonds finalmente si lascia andare osando di più con la propria voce e dimostrando, dunque, di essere capace di cantare bene. Un prodotto ben confenzionato. Voto 7

Starring role: Altro brano lento, cantato nella maggior parte del tempo in falsetto, tecnica che alla cantante riesce abbastanza bene. Pezzo valido e ben interpretato. Voto 6 1/2

The State of dreaming: Una musica idilliaca introduce un brano che si rivela simpatico, moderno, ballabile, frizzante, anche grazie ad un ritornello fresco ed orecchiabile. Potenziale singolo. Voto: 7

Power & control: Canzone semplice, diretta, concisa, in cui conquistano le suggestive sonorità retrò. Pezzo di grande impatto. Voto: 7

Living dead: Preso singolarmente il brano funziona, ma dopo due canzoni movimentate e che più o meno hanno la stessa struttura, finisce per appesantire un album che si appresta a diventare troppo uguale a se stesso. Voto: 6

Teen idle: Buona l'idea di piazzare la canzone in questa parte del cd, riuscendo così a ridefinire un prodotto che si avviava a diventare monotono. Questa, però, appare essere l'unica nota a favore di una ballade abbastanza sottotono, che acquista qualche punto in più solo nella parte finale. Voto: 5

Valley of the Dolls: Altro pezzo lento, ma che, a differenza del precedente, contiene non pochi elementi interessanti: musica gradevole, ritornello importante, buona carica espressiva ed interpretativa. Voto: 6 1/2

Hypocrates: Canzone melodica, tranquilla, che si discosta da tutte le altre contenute nel cd. E', infatti, un brano interessante, nè troppo lento, nè troppo inflazionato da atmosfere disco-elettroniche. Buona. Voto: 6 1/2

Fear and Loathing: La canzone che chiude l'album, la più lunga di tutte (6:07), nonostante la musica celestiale, è troppo fiacca e per questo, neanche arrivati alla fine del suo ascolto, già stanca. Voto: 4

Pubblicato solo in Irlanda, nel Regno Unito e in Francia, il secondo cd di Marina and Diamonds si configura quasi come un "concept album", in cui l'interprete gallese, spogliatasi dalla vesti di cantante indie, si diverte (e diverte) a recitare il ruolo di Electra Heart, personaggio eclettico e sopra le righe, che racconta a modo suo l'american dream of life.
Co-autrice di tutti i pezzi Marina Lambrini Diamandis interpreta un buon prodotto, a cui hanno lavorato personaggi di spicco nel panorama musicale internazionale pop come Dr. Luke e DJ Diplo, per citarne alcuni.
Il cd è un florilegio di pezzi diversi tra loro: si susseguono, infatti, canzoni caratterizzate da sonorità elettro-pop da ballare e cantare e ballade più moderate, talvolta addirittura lagnose.
La cantante riesce ad adattarsi bene quasi a tutti i brani, anche se questo porta forse un po' a chiedersi quale sia poi in effetti lo stile che sente più suo.
In generale, comunque, si tratta di un album ben riuscito.

Voto complessivo: 6 1/2

lunedì 2 aprile 2012

Annalisa Scarrone - Mentre Tutto Cambia



Senza riserva: Scitta da Casalino, la canzone che apre l'album è stata scelta come singolo anticipatore del cd. Il brano comincia con un accompagnamento al pianoforte soave e delicato. La melodia, però, ricorda, e non poco, l'intro e le atmosfere di "Vivo sospesa", brano portato a Sanremo dalla cantante Nathalie, vincitrice della quarta edizione di
"X Factor". Il pezzo diventa più interessante grazie ad un ritornello incisivo, in cui ogni frase termina in falsetto. Voto: 7+

Non cambiare mai: La seconda traccia, meno d'impatto, è stata scritta da Giulia Anania.
Il brano, lento e un po' ripetitivo, è caratterizzato da una melodia che ricorda troppo il pezzo che l'autrice ha portato al Festival di Sanremo quest'anno, "La mail che non ti ho scritto". Di nuovo un rimando, di nuovo Sanremo. Voto: 5 1/2

Lucciole: Pezzo dalle atmosfere retrò, che strizza l'occhio a sonorità anni '60/'70. La cantante  sembra essere maggiormente a suo agio nell'interpretazione di questa traccia rispetto ai pezzi  precedenti. Spensierata e leggera, la canzone è in linea con lo stile del primo album di Annalisa,  "Nali". Voto: 6 1/2

Per una notte o per sempre: Il punto di forza della canzone è il testo, romantico e sofferto. Tuttavia Annalisa sembra cantare senza sentire ciò che dice; questo è evidente soprattutto nella  parti più alte del brano, in cui risalta la voce pulita della cantante, ma al tempo stesso la poca  espressività. Manca di pathos. Un vero peccato, perchè il pezzo merita. Voto: 6 1/2

Tutto sommato: Dietro questo brano, che si configura come uno dei più movimentati del cd, c'è di nuovo Casalino. La canzone è spensierata, allegra, ma priva di un ritornello forte, che ben si  sposerebbe con le energiche strofe. Voto: 6 1/2

Bolle: La sesta canzone è scritta dal duo Camba-Coro, firma ormai quasi scontata nei cd "amiciani". Il pezzo è incalzante, dalle melodie soavi, ma non spicca per originalità.
Gli autori, infatti,  hanno già scritto un pezzo su queste melodie; si tratta di "Scusa se vado via" di Emma Marrone,  contenuto in "Sarò libera". Voto: 6 1/2

Ottovolante: Le incursioni rock rendono questa canzone un po' fuori dal coro rispetto al resto  dell'album. Il pezzo è vivace, ma poco dinamico. Ripetitivo. Voto: 6

Ancora un'altra volta: Canzone difficile, in cui Annalisa cambia spesso registro vocale, con lodevole disinvoltura. Il ritornello è intenso. Voto: 6

Tra due minuti è primavera: Canzone che si distingue dalle altre per il ritornello di facile presa.  Il brano è allegro, movimentato, spensierato. Nelle strofe, però, ricorda a tratti il modo in cui è  cantato il ritornello di "Dentro ad ogni brivido" di Marco Carta. Voto: 7

Per te: Canzone incalzante, coinvolgente. Finalmente qualcosa che non sa di "già sentito". Pezzo  originale ed audace. Voto: 7

Non ho che questo amore: Ad una traccia dalla fine, Annalisa si concede di nuovo ad atmosfere del  passato. Simpatici nella seconda strofa i cori retrò. Nonostante il brano sia poco moderno, è  evidente che la cantante ligure si trova a proprio agio proprio in questo genere. Voto: 6 1/2

Prato di orchidee: L'album si conclude con una canzone dalla fattura tipicamente italiana. Un  ritornello importante rende gradevole un pezzo lento e melenso. Voto: 6 1/2

Dopo un anno di attesa, la seconda classificata della scorsa edizione di "Amici", arriva sul  mercato discografico italiano con un album abbastanza eterogeneo.
Al suo interno, infatti, fanno capolino canzoni diverse tra loro. Si susseguono, quasi senza logica, canzoni retrò, pezzi più moderni, brani rockeggianti.
La miscellanea è dovuta forse anche dal fatto che Annalisa stenta a trovare una propria collocazione.
La voce di "Nali" è sicuramente pulita, ma non sempre si sposa bene con ciò che canta.
Altro neo del cd, inoltre, è la presenza di brani che ricordano troppo sonorità già ascoltate.

Voto complessivo: 6 1/2

martedì 27 marzo 2012

Madonna - MDNA


Girl gone wide: L'album si apre con un intro sinuoso che ricorda a tratti l'inizio di "Sorry", per poi esplodere in tutta la propria potenza con un brano pop dance dal riconoscibilissimo arrangiamento firmato Benny Benassi. E' sicuramente un pezzo forte, che trascina ed incita a ballare, reso ancora più accattivante dal videoclip che è stato lanciato poco prima dell'uscita dell'album. Allo stesso tempo, però, la canzone non spicca per originalità. Nel ritornello, infatti, sembra un vero e proprio mash-up di "Big Fat Bass" della Spears e di "Judas" di Lady GaGa. Un inizio scoppiettante, ma non di certo inedito. Voto: 7 1/2

Gang bang: Il tempo della canzone, scandito dal beat della batteria, non può non riportare alla mente il ticchettio dell'orologio di "4 minutes". Nonostante la base dance dal ritmo impellente, il brano è abbastanza pacato e sussurrato. Un contrasto interessante. Voto: 7+

I'm addicted : Voce modificata al sintetizzatore e suoni elettronici caratterizzano un brano dal sapore retrò, che musicalmente ricorda un po' i suoni dei pezzi anni '70/'80. E' una canzone elettronica, che soprattutto nel ritornello colpisce per la sua confusionarietà.
Voto: 7-

Turn up the radio: A partire da questa canzone l'album comincia finalmente a colorarsi di sonorità più pop e meno elettroniche, pur mantenenedo in linea con quanto suonato fino a prima. La traccia numero 4 è più melodica, più cantata e la voce di Madonna sembra più pulita. Voto: 7 1/2 

Give me all your luvin': Il brano scelto come singolo anticipatore dell'album è orecchiabile e spensierato. Il suo appeal sta proprio nella semplicità della sua struttura. L'incitamento da "ragazza pon pon", inoltre, è diventato sin da subito un vero tormentone. Per quanto riguarda invece le collaborazioni con la prezzemolina Nicki Minaj e M.I.A, queste non aggiungono nulla alla canzone. Voto: 7 1/2

Some girls: Confusionaria, psichedelica e cantalenata, la traccia numero 6, nonostante un ritornello orecchiabile, non riesce a tenere alta l'attenzione per il miscuglio di suoni e rumori che la caratterizzano. Voto: 6 1/2

Superstar: Pezzo simpatico, orecchiabile e melodico, che si fissa in testa con molta facilità grazie ad un inciso ripetuto, semplice ed essenziale. Voto: 7+

I don't give a: Brano un po' sottotono. Nonostante i buoni propositi non riesce a decollare, mantenendosi sulla sufficienza. Un po' anonimo. Voto: 7

I'm a sinner: Tra le canzoni più accattivanti del cd. Risulta melodica, decisa e gradevole, grazie ad un  ritornello provocante, strofe seducenti ed una melodia fresca ed energica. Provocatorio e sopra le righe il middle8 a mo' di "preghiera", tipico della più trasgressiva Madonna. Voto: 7 1/2

Love spent: Canzone sicuramente più tranquilla rispetto a molte delle precedenti, nonostante delle incursioni elettro-dance nel ritornello. Canzone suggestiva, coinvolgente ed avvincente, indice che non c'è bisogno di strafare per confezionare un prodotto valido.
Voto: 7 1/2

Masterpiece: Ad un brano dalla chiusura, il cd cambia del tutto registro. La penultima traccia è lenta, suadente, carezzevole. Una piacevole eccezione. Voto: 8

Falling free: Madonna decide di congedarsi dal suo pubblico con un pezzo delicato, soft, in cui i suoni elettronici fanno spazio a violini ed archi. Finale elegante ed inaspettato.
Voto: 6 1/2

L'ultima fatica di Madonna si compone di pezzi tutti abbastanza validi, in cui i suoni sono quasi sempre ricercati, nonostante spesso si è caduti anche nell'errore di riprendere sonorità già sentite, solo perchè di moda.
Mediamente, dunque, si tratta di un buon lavoro, in cui, però, si sente la mancanza di una canzone che possa dirsi una vera e propria "hit".
Di fatto, anche le canzoni scelte come singoli sono, sì, interessanti ed accattivanti, ma abbastanza lontane dalle glorie del passato.

Voto complessivo: 7 1/2

mercoledì 29 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Giovani


Giordana Angi - Incognita poesia:  Nonostante la voce della cantante sia potente, decisa, ma assolutamente garbata, il brano è abbastanza mono-tono. Melodie già sentite accompagnano, infatti, un pezzo lento, melenso, anonimo. Voto: 4 1/2

Celeste Gaia - Carlo: La voce della giovane cantante lombarda è delicata e soave. La canzone è allegra e spensierata. Il non-sense che avvolge l'intero brano lo rende suggestivo e simpatico. Il ritornello incalzante si fissa facilmente in testa. Ha tutte le carte per diventare un allegro tormentone pop. Voto: 7+

Bidiel - Sono un errore: Surreale e accattivante, la canzone del gruppo catanese è caratterizzata da atmosfere a metà strada tra il rock ed il pop. La melodia è affascinante ed inusuale, così come l'interpretazione, decisa ed insolita. Voto: 6 1/2

Giulia Anania - La mail che non ti ho scritto: Il ritornello vigoroso riesce a rendere interessante un pezzo che nelle strofe e nel pre-inciso, invece, colpisce per l'assoluta piattezza. Brano riuscito, dunque, per metà. Buona l'interpretazione, meno l'intonazione.
Voto: 5 1/2 

Marco Guazzone - Guasto: Pezzo elegante, raffinato, ricco di vigore e pathos. La musica al pianoforte è suggestiva, suadente, raffinata. La voce del cantante romano è potente e decisa. L'interpretazione imponente ed energica. Voto: 8

Iohosemprevoglia - Incredibile: Pezzo pacato, onesto, che nella sua semplicità riesce a catturare, grazie anche soprattutto ad un ritornello impellente e ad un bell'accompagnamento musicale. Voto: 6 1/2

Erica Mou - Nella vasca da bagno del tempo: Il suono di una chitarra introduce la candida voce della cantante pugliese. La canzone acquista vigore mano a mano che si sviluppa, pur mantenendo pacatezza e sobrietà. Intimista e poco à la page. Voto: 6 1/2

Alessandro Casillo - E' vero (che ci sei): La canzone che ha vinto la sezione "Giovani" della sessantaduesima edizione del Festival della canzone italiana ha tutte le carte in tavola per essere definita pop. Si tratta, infatti, di un brano orecchiabile, fresco, vivace, dal ritornello travolgente e dalla facile presa. L'inteprete, inoltre, la cui voce ben si sposa con la melodia, ha un certo appeal, soprattutto sul pubblico dei giovanissimi. Un prodotto ben confezionato. Voto: 7

sabato 25 febbraio 2012

Le canzoni di Sanremo 2012 - Big


Marlene Kuntz - Canzone per un figlio: Brano atipico. Le strofe, quasi sussurrate, sono intimiste e pacate;  queste anticipano un ritornello che, però, è caratterizzato da sonorità rockeggianti, in netta contrapposizione con la prima parte, decisamente più melodica. Lo stacco è evidente non soltanto per la musica, ma anche e soprattutto per l'interpretazione del cantante del gruppo che diventa via via sempre più dura. Voto: 6-

Irene Fornaciari - Grande mistero: Nonostante un inciso non male, seppur molto breve e abbastanza ripetitivo, le lunghe e cantalenate strofe rendono la canzone abbastanza piatta. La parte musicale, invece, è energica ed interessante. Voto: 6

Chiara Civello - Al posto del mondo: La cantautrice romana, con questo pezzo, è passata dal mondo jazz ad un pop romantico e delicato. Il brano è infuso di sensualità. Melodicamente ricorda le sonorità di un tango sinuoso. Di particolare interesse, inoltre, alcuni vocalizzi. Voto: 7

Matia Bazar - Sei tu: Brano accattivante, in cui la voce di Silvia Mezzanotte si sposa molto bene con una melodia rock-pop dolce e languida. Il ritornello, inoltre, è intenso e vigoroso. Voto: 7 1/2

Eugenio Finardi - E tu lo chiami Dio: Brano delicato e melodico, in cui, nonostante la voce del cantante milanese non spicchi per virtuosismi o acuti, l'interpretazione riesce comunque a catturare e convincere. Voto: 6+

Samuele Bersani - Un pallone: Il brano del cantante riminese conquista per la sua apparente semplicità. Musicalmente, infatti, la canzone appare spensierata ed allegra. Il testo, però, è ricco di metafore e significati non esplicitamente palesati. Questo fa, dunque, sì che possa piacere sia ai più piccoli, per la musica, che agli adulti che vogliono concedersi, nell'ascolto di una canzone, anche qualche momento di riflessione. Voto: 7

Francesco Renga - La tua bellezza: La canzone comincia con una botta d'energia. Batteria, suoni elettronici e piano introducono la possente voce del cantante bresciano. Il pezzo è irruento e impetuoso.Unico neo, forse, un ritornello troppo breve. Pezzo valido.
Voto: 7+

Nina Zilli - Per sempre: Canzone dal sapore retrò, che strizza l'occhio alla musica soul. Grazie all'interpretazione della cantante, che riesce con la propria voce a trasportare quasi in una dimensione a-temporale, il brano sembra tenere contemporaneamente insieme elementi del passato, tipici della canzone italiana più tradizionale, e motivi di novità. Voto: 6 1/2

Dolcenera - Ci vediamo a casa: Scritta dalla stessa cantante pugliese, la canzone arrivata 6° al "Festival di Sanremo" è ricca di energia e pathos. Il ritornello è accattivante, melodico e suggestivo. A rendere il tutto più interessante è l'incursione di elementi elettro-pop e rockeggianti che accrescono la vitalità del pezzo. Voto: 7

Pierdavide Carone - Nanì: Canzone sicuramente delicata e romantica, ma troppo melensa. Interessanti le parti in cui la voce dell'ex ragazzo di "Amici" si incontra con quella di Lucio Dalla, co-autore del brano. Voto: 6

Gigi d'Alessio & Loredana Bertè - Respirare: Duetto tanto atteso, quanto discusso. Il pezzo è moderno, fresco, energico, accattivante. La cadenza dialettale del cantante napoletano, purtroppo, però, rende un po' "provinciale" questo brano che, a dirla tutta, ha in sè sonorità che, invece, sono anche abbastanza internazionali. Voto: 7

Noemi - Sono solo parole: Canzone introspettiva e romantica. Scritto da Fabrizio Moro, il pezzo è assolutamente delicato. Musica e parole si incontrano in maniera sinergica in un brano-poesia. La seconda parte della canzone è più urlata, ma non per questo meno soave.
Voto: 7 1/2

Arisa - La notte: Dopo due "Festival" in cui la cantante genovese ha catturato il pubblico con brani spensierati ed allegri ("Sincerità" e "Malamorenò"), per questa edizione Arisa ha voluto raccontare un'altra parte di sè, quella più "seria", misurata, romantica. Il pezzo è elegante, languido, impreziosito dalla voce dell'artista, che riesce ad essere fine e convincente. Voto: 7 1/2

Emma Marrone - Non è l'inferno: La canzone vincitrice del sessantaduesimo Festival della canzone italiana è interpretata da Emma, che lo scorso anno era arrivata ad un passo dalla vittoria. Il pezzo, pop-rock, è forte, intenso, energico. L'interpretazione della cantante salentina lo arricchisce di vigore e potenza. Il testo è lo sfogo di un uomo che, stremato da una vita difficile, si trova a dover fronteggiare anche i problemi della società contemporanea. E forse, proprio alla luce di questo, sentirlo recitato da una ragazza giovane può destare qualche incertezza. Il risultato è comunque buono. Voto: 7 1/2