
Black star: Breve, conciso, ma intenso! Sono queste le caratteristiche del brano di apertura dell'album. Una musica celestiale accompagna un testo tanto semplice quanto profondo. Un inizio notevole. Voto: 8
What the hell: L'album prosegue con il singolo che ne ha anticipato l'uscita. Scelta più che opportuna: si tratta, infatti, di una canzone fresca, carina, molto radiofonica. Un pop-rock melodico tutto da cantare. Voto: 7 1/2
Push: Ballata romantica, ma poco originale. Le sonorità, infatti, ricordano, forse troppo, i precedenti lavori. Sembra una versione ri-arrangiata di "Complicated", tra le hit più famose della cantante canadese. Poca originalità a parte, la canzone è comunque orecchiabile. Voto: 6
Wish you were here: Ancora una canzone lenta. A differenza della precedente, però, questa appare più interessante da un punto di vista musicale. E' romantica, ma non per questo smielata. La parte rap nel finale le conferisce un valore aggiunto. Voto: 6 1/2
Smile: Canzone movimentata, estratta come secondo singolo, in cui Avril mostra la sua parte più rock, pur senza esagerare. Voto: 6
Stop standing there: Canzone un po' anonima; nonostante il motivetto allegro non riesce a coinvolgere pienamente chi l'ascolta. Voto: 5
I love you: Una dedica d'amore in piena regola. Canzone leggera, dal ritornello incalzante e dal motivo facilmente ricordabile. Ha sonorità molto radiofoniche. Voto: 6 1/2
Everybody hurts: Questa è una di quelle canzoni che già dal primo ascolto restano in testa. La voce di Avril è dolce e melodica, soprattutto in alcuni falsetti in cui si lascia andare. Apprezzabile. Voto: 7
Not Enough: E' sicuramente una canzone carina, ascoltabile, ma già dalle prime note ci si rende conto che non è per niente originale. Sa di già sentito. Voto: 6-
4 Real: Tra le meno riuscite dell'album. Lenta, noiosa, ripetitiva. Voto: 4
Darlin: L'accompagnamento con la chitarra rende il brano meno pop delle altre canzoni contenute nel cd. Il genere ricorda molto l'Avril di inizio carriera. La canzone è abbastanza piatta. Voto: 4
Remember when: Brano dolce, melodico, quasi nostalgico. E' sicuramente una canzone delicata, ma prende poco. Voto: 5
Goodbye: Canzone dal sound originale e particolare. Si tratta di una ballata lenta, romantica, in cui però è evidente la passione e la carica interpretativa di Avril Lavigne. Un prodotto pregevole, che restituisce interesse ad un album che nella parte finale si stava apprestando a diventare sottotono. Voto: 7
Alice: Colonna sonora del film di Tim Burton "Alice in Wonderland", la traccia finale spicca per l'evidente carica emotiva che la cantante le conferisce. E' una canzone interessante, dal sound a tratti celestiale, onirico, in linea con i temi proposti nel film. Una degna conclusione. Voto: 7
"Goodbye Lullaby" può essere considerato contemporaneamente un album che può fortificare la passione per Avril, oppure un cd che può ampliare il disinteresse o l'avversione di quanti non apprezzano la sua musica. Il motivo è semplice. La cantante canadese piuttosto che presentarsi con un lavoro originale, inedito, ha preferito restare fedele al proprio stile.
Le sonorità dell'album, sia nelle canzoni movimentate che in quelle più lente, riprendono a piene mani quelle delle precedenti produzioni.
In un momento in cui molti artisti si riciclano o si re-inventano, questa scelta può apparire controcorrente e discutibile.
Non necessariamente, però, ciò deve esser visto come un qualcosa di negativo. Probabilmente Avril ha preferito continuare a muoversi su una strada su cui sa di poter dare il meglio. Il risultato è un album pop-rock in linea con il suo personaggio a metà strada tra l'alternative ed il pop.
Un lavoro onesto.
Voto complessivo: 6
Non sono affatto d'accordo !
RispondiEliminaGoodbye Lullaby è un disco decisamente più maturo rispetto i precedenti che porta Avril a confrontarsi con un genere musicale nuovo : quello acustico e intimo.
Forse è vero, i pezzi di questo album sono meno commerciali e meno compatibili con il trend radiofonico odierno.
Ma Avril in questo caso ha detto che non le interessava scalare le vette delle classifiche, per lei questo disco segna una parantesi molto importante della sua vita cioè quella post matrimonio con Deryck.
Nel disco si parla dell'amore in tutte le sue sfaccettature, ma sono tutti brani scritti da Avril, la prima metà del disco presenta canzoni melodiche anche dolci che parlano delle prime infatuazioni poi però a metà disco con Everybody Hurts c'è un cambio di rotta.
Il disco diventa più triste e cupo.
A chiudere il disco ci pensa Goodbye scritto e composto da Avril ed è una canzone dedicata proprio all'ex marito (Goodbye brown eyes/ goodbye my love).
Per la prima volta Avril si confronta anche come produttrice di certi pezzi come anche in 4 real e Darlin (pezzo scritto a soli 15 anni).
Non lasciamoci confondere dal singolo di lancio che apre il disco "What the hell" che è una canzone odiata da Avril che non la rispecchia e non ha nulla a che vedere con l'album.
Purtroppo la sua etichetta in questi anni l'ha ostacolata, lei il disco pronto ce l'aveva già dal 2009 ma a loro non andava bene, loro volevano solo una Avil commerciale ma lei non si è piegata alle loro richieste, anche se purtroppo ha dovuto apportare delle modifiche visto che il disco era tutto triste, infatti canzoni come : complete me, it's not over, fine, gone e fall down sono state escluse e tutt'ora restano inedite.
La recensione è molto superficiale mi sembra che l'album non l'abbiate nemmeno ascoltate, beh mi dispiace per voi !!!
a me dispiace tantissimo replicare quello ke hai scritto Salvatore nn è ne ancke guisto ke dai le recensioni alle canzoni,comunque sono una Masinina/Agatiana,P.S Anonima
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